

di Federico Fumagalli
Ferrari Luce, non bastava rimarchiare una Model S?
Di recente Ferrari ha presentato quella che probabilmente è la vettura più chiacchierata e odiata degli ultimi tempi. Parliamo ovviamente della nuovissima Ferrari Luce, la prima Ferrari completamente elettrica.



Spesso in questi casi ci ritroviamo a parlare di prodotti divisivi, con schiere di fan da una parte e di hater (gli "odiatori") dall'altra. Ma non in questo caso. In questo caso l'opinione pubblica sembra compatta. Ecco..
...perché la Ferrari Luce è un flop!
Quello che mi ha detto un amico durante il giorno della presentazione dice tutto. "Non potevano prendere una Tesla Model S rossa e metterci su il simbolo del cavallino rampante?". Ed il web è affettivamente pieno di confronti tra la ex ammiraglia di Tesla e la nuova Ferrari elettrica. Qui a lato un esempio di comparativa.


C'è da dire che tra i prodotti che Ferrari ha testato in questi anni per progettare la Ferrari Luce, c'è proprio la Tesla Model S, e la variante Plaid.
Perché alla fine per fare un buon prodotto bisogna puntare a quello che è il miglior prodotto sul mercato, o comunque sia a quello che è percepito come tale dall'opinione pubblica.

"Stranamente" se andiamo a confrontare le specifiche tecniche, la Ferrari Luce sembra una brutta copia di una Tesla Model S Plaid. Stessa lunghezza, stesso segmento, stessa potenza, stessa accelerazione... ma... ma non erano i cinesi che copiavano gli occidentali una volta? Ora siamo noi a copiare gli americani (Tesla)?
Anzi, ha fatto una battuta a riguardo proprio l'ex presidente di Ferrari, Luca Cordero Di Montezemolo, che intervistato non solo ha chiesto di far togliere i cavallino (lo stemma) dalla vettura, ma ha pure asserito che almeno stavolta i cinesi non ci avrebbero copiato (ogni riferimento alla Xiaomi YU7 copia della Ferrari Purosangue è totalmente casuale).
Entriamo nel merito e analizziamo perché Ferrari ha commesso un passo falso con la Ferrari Luce.


La troppa somiglianza con Model S
Chi sostiene che la Ferrari Luce appartenga a una categoria diversa e che, per questo, non possa essere confrontata con una Tesla Model S commette un errore. Le due vetture sono infatti perfettamente comparabili sotto molti aspetti, a partire dal posizionamento, dalle prestazioni e dalla tecnologia che rappresentano nel panorama delle auto elettriche.
Partiamo da un dato oggettivo: entrambe le vetture rientrano nel segmento F, quello riservato alle luxury car. Inoltre, offrono cinque posti comodi e realmente fruibili. Per Ferrari si tratta di un cambiamento significativo, poiché nessun modello precedente del marchio aveva mai puntato su questa configurazione. Nemmeno la Ferrari Purosangue, nonostante dimensioni e presenza scenica da SUV di grandi dimensioni, era stata progettata per accogliere cinque persone con lo stesso livello di comfort.
Entrambe le vetture misurano 5,02 metri di lunghezza, circa 2 metri di larghezza. L'asticella dell'altezza si ferma a 1,43 metri per l'americana e 1,54 metri per l'italiana. Il passo è identico (2.960 mm versus 2.961 mm). Identico è anche il peso (2.265 kg versus 2.260 kg).
Guardando alla potenza, l'elettrica americana sprigiona 1.020 CV mentre l'italiana 1.050 CV. Tutto fa presagire ad una Ferrari in grado di competere con Tesla, ma a parte la velocità massima di 310 km/h che batte i 282 km/h (bloccati elettronicamente da Tesla, che arrivano a 322 km/h con il pacchetto Track Pack), l'accelerazione è di "soli" 2.5 secondi per arrivare a 100 km/h. Mentre la Plaid in questo frangente fa nettamente meglio, Tesla dichiara 1.9 secondi senza roll-out delle gomme (patinamento iniziale degli pneumatici) che più realisticamente diventano 2.1 secondi.
Se nemmeno il peso più contenuto e la potenza superiore consentono alla Ferrari Luce di superare una Tesla Model S nata nel 2016 e ormai a fine carriera commerciale, ci si aspetterebbe che fosse la sua annunciata batteria rivoluzionaria a fare la differenza e a portare il confronto dalla parte del Cavallino Rampante. La Model S si accontenta di una modesta batteria da 100 kWh lordi (95 netti) che permettere di raggiungere i 611 km di autonomia. Ebbene signori, neanche la performantissima batteria che "non invecchierà mai" da 122 kWh (115 netti) sviluppata insieme alla coreana SK On riesce nell'impresa. Il dato fornito dall'azienda di Maranello è emblematico: solo 530 km.
Quindi nonostante abbiano una potenza simile e un design simile, la Ferrari Luce percorrerebbe il 13% di autonomia in meno malgrado il 22% di batteria in più!
Questa potrebbe essere la causa del "pessimo", per così dire, coefficiente aerodinamico della Ferrari Luce. Su questo Ferrari è stata chiara, la Luce sarebbe stata la Ferrari con le linee più aerodinamiche di sempre, un po' in stile Apple (come il suo designer). Peccato che la vettura sviluppata nella rinomatissima galleria del vento di Maranello non riesca a far meglio di quel bisonte americano della Tesla Model X, e non si avvicini nemmeno lontanamente alla Model S.
Se non farà meglio sul fronte delle prestazioni e nemmeno su quello dell’autonomia, allora la Ferrari Luce potrà almeno rivendicare il ruolo di Ferrari più adatta alla vita familiare. Con tutto lo spazio che offre, ci si aspetta che riesca a primeggiare almeno sotto questo aspetto.

Purtroppo, nemmeno qui! Perché la scelta di unire un fascione di alluminio intorno ad una lastra di vetro che parte da sotto il cofano anteriore e finisce dopo il lunotto posteriore, non porta a questi risultati. La Tesla ha un bagagliaio anteriore, il nostro amatissimo frunk, da ben 89 litri, mentre la Ferrari un vano anteriore non lo ha proprio. Con questo design non sembra proprio esserci nulla che si apre. Anzi, è stato spiegato che l'assenza di un vano motore tradizionale all'anteriore ha reso necessario ripensare a questa porzione della vettura, ora più snella e che funge principalmente da F-duct, ovvero quel canale utilizzato anche sulle Formula 1 nel decennio scorso che fa fluire l'aria in maniera tale da creare maggiore deportanza per tenere a terra meglio l'automobile. Nel retrotreno c'è un modesto bagagliaio da 597 litri. Tanti, ma non abbastanza da raggiungere i 709 litri della Tesla, che in totale offre i quasi 800 litri, senza abbassare i sedili posteriori.
Il tutto sarà disponibile, per chi se lo potrà permettere, alla modica cifra di 550.000 € rispetto ai circa 120.000 € che costava la Model S in configurazione Plaid.
Perché però la Ferrari Luce è tanta roba!
Avremmo potuto interrompere l'articolo due righe più sù e non ci sarebbe stato nessun problema. Però non saremmo stati onesti nei vostri confronti.
Seppur sia vero che la Ferrari Luce non sembra eccellere praticamente in nulla di constatabile con dei meri numeri, ci sono altre cose che normalmente noi non guardiamo, ma che invece chi acquista una Ferrari guarda. Noi magari guardiamo il dato sui consumi (che anche qui, controllare i consumi di una supercar ha senso? probabilmente no...) e dei cavalli. I Ferraristi invece guardano l'experience che queste vetture regalano. E niente di meglio c'è, che il video ufficiale di Ferrari per capire questo punto.

Entrare nella vettura e guardare l'abitacolo della Luce fa brillare gli occhi dei veri appassionati del marchio emiliano. All'interno, più che all'esterno, la commistione tra la tradizione del costruttore e l'innovazione dei designer si fondono insieme creando qualcosa di nuovo ma autentico, nel suo essere subito riconducibile allo stile del cavallino rampante.


L'azienda Lovefrom, con a capo Jony Ive (il papà dei design di iPhone, iPad, MacBook e di altri modelli iconici della Apple), è probabilmente più visibile, nell'impostazione semi-digitale degli interni. Un cambiamento netto rispetto al presente e futuro che prevede una moltitudine di display e l'assenza più che totale di tasti fisici. La Ferrari Luce conserva il DNA sportivo del marchio, affiancandolo a un’impostazione più essenziale e minimalista, che si riflette nei pochi display disponibili, caratterizzati da linee arrotondate e perfettamente integrati nell’abitacolo. I display mostrano l'essenziale che va mostrato al guidatore, al passeggero anteriore o ai passeggeri della fila posteriore. Ma i tasti fisici e soprattutto i manettini la fanno da padroni. Se guardate quel volante,m magari non vi verrà voglia di cambiare marcia, ma sicuramente capirete che è una Ferrari.

Forse alcune cose sono un po' anacronistiche...

Alla fine, chi si mette a cambiare le impostazioni di guida tra ICE, WET o SPORT sul manettino, durante la quotidianità della guida? Anche la scelta di Ferrari di mantenere le palette dietro al volante introduce un ulteriore livello di complessità, poco in linea con le aspettative di chi si avvicina a un’auto elettrica, generalmente alla ricerca di semplicità e immediatezza d’uso.
Tuttavia, è chiaro che l’obiettivo di questa vettura non è intercettare il cliente tipico di una Tesla (Ferrari stessa asserisce che Luce non si rifà a nessuna auto elettrica a cui siamo stati abituati finora), ma un target completamente differente, forse è corretto offrire un coinvolgimento maggiore durante la guida, ma probabilmente, anche il "troppo stroppia".
Perché se si vuole creare una vettura che non guarda nemmeno al classico Ferrarista che vuole il V12 aspirato o l'esperienza in pista degna di una Formula 1, questo tipo di acquirente potrebbe probabilmente apprezzare un’esperienza più vicina a quella Tesla: guida rilassata, sistemi che gestiscono gran parte delle funzioni e conducente chiamato solo a concentrarsi sulla strada. In questo contesto, soluzioni come i comandi per il Launch Control ispirati ai caccia o interfacce scenografiche risultano più spettacolari che realmente funzionali, al pari di alcune animazioni della Model S nella modalità Cheetah Stance.(Launch Mode di Tesla che punta il muso verso il basso per migliorare le accelerazioni da zero).



Tiriamo le somme
Con tutta probabilità, per capire se questa Ferrari Luce sarà un top o un flop bisognerà prima comprendere chi è l'acquirente tipo di quest'auto. Perché, se non si va in pista, forse non serve avere delle sospensioni super avanzate. Inoltre, in assenza di un impiego familiare, l’ampio spazio interno rischia di non trovare una reale giustificazione d’uso
Una cosa però è certa. Tantissimi la odieranno. Pochi l'apprezzeranno. Pochissimi l'acquisteranno. La rivoluzione a Maranello inizia con tante ombre e un po' di Luce.

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

