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Globo e riscaldamento globale
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Federico Fumagalli

di Federico Fumagalli

Il riscaldamento globale e il cambiamento climatico sono una burla? Intanto cuociamo a cottura lenta...

C'è chi sostiene che il riscaldamento globale sia una gigantesca burla, un'invenzione costruita per giustificare nuove tasse, politiche ambientali o interessi economici. C'è chi, ancora oggi, mette in dubbio persino l'esistenza del cambiamento climatico, spesso basandosi su una nevicata eccezionale, su un inverno particolarmente freddo o sulla convinzione che gli scienziati abbiano semplicemente "sbagliato le previsioni".

Non si tratta soltanto di opinioni espresse sui social network. Negli ultimi anni anche alcuni importanti esponenti politici hanno sostenuto posizioni apertamente scettiche.

Il presidente statunitense Donald Trump, per esempio, ha definito il cambiamento climatico una truffa e ha più volte utilizzato episodi di freddo locale per mettere in discussione il riscaldamento globale.

Il problema è che il clima non si misura osservando il termometro di una singola città per qualche giorno. Si misura analizzando decenni di dati provenienti da tutto il pianeta, dagli oceani all'atmosfera, dai ghiacciai alle calotte polari.

E quando si osserva l'insieme di questi dati, il quadro è decisamente meno ambiguo.

Il pianeta si sta davvero riscaldando!

Il primo punto da chiarire è quasi banale: sì, la temperatura media globale sta aumentando.

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Secondo l'Organizzazione Meteorologica Mondiale, il 2025 è stato uno dei tre anni più caldi mai registrati e gli ultimi undici anni sono stati gli undici più caldi dall'inizio delle rilevazioni. La temperatura media globale del 2025 è risultata circa 1,44°C superiore alla media del periodo 1850-1900.

Il 2024 era stato ancora più significativo: con una temperatura media globale di circa 1,55°C sopra il livello preindustriale, è risultato l'anno più caldo mai registrato nei dataset considerati dalla WMO.

Questo non significa che ogni anno debba necessariamente essere più caldo del precedente. Il sistema climatico è estremamente complesso e fenomeni naturali come El Niño e La Niña possono provocare oscillazioni temporanee. La questione importante è però la tendenza di lungo periodo.

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Il rapporto dell'IPCC è estremamente chiaro: le attività umane, principalmente attraverso le emissioni di gas serra, hanno causato inequivocabilmente il riscaldamento globale. Nel periodo 2011-2020 la temperatura media superficiale globale era già circa 1,1 °C superiore rispetto al periodo 1850-1900.

Non si tratta quindi di una previsione per il futuro. È un fenomeno che stiamo già osservando.

E i ghiacciai cosa ci stanno dicendo?

Un altro indicatore particolarmente difficile da ignorare è rappresentato dai ghiacciai.

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I ghiacciai rispondono alle variazioni climatiche su scale temporali più lunghe rispetto alla temperatura dell'aria di una singola giornata. Per questo rappresentano una sorta di "registratore" naturale delle condizioni climatiche.

I dati WMO mostrano che il periodo 2022-2024 ha registrato la maggiore perdita di massa glaciale su tre anni mai osservata. Inoltre, sette dei dieci anni caratterizzati dalle peggiori perdite di massa glaciale dal 1950 si sono verificati dal 2016 in poi.

Nel solo 2024, secondo la WMO, i ghiacciai delle diverse regioni del mondo hanno perso complessivamente circa 450 miliardi di tonnellate di ghiaccio. È stato inoltre il terzo anno consecutivo nel quale tutte le regioni glaciali considerate hanno registrato una perdita netta.

Dal 1975 la perdita cumulativa supera invece i 9.000 miliardi di tonnellate.

È difficile sostenere che si tratti semplicemente di una coincidenza quando temperatura globale, oceani, ghiacciai, calotte polari e altri indicatori del sistema climatico mostrano variazioni coerenti tra loro.

Gli eventi estremi sono davvero colpa del cambiamento climatico?

Qui è necessario fare una distinzione importante.

Dire che ogni singolo evento meteorologico estremo è causato dal cambiamento climatico sarebbe scientificamente scorretto. Un'alluvione, un uragano, una siccità o un'ondata di calore possono avere molte cause e la loro attribuzione all'influenza umana deve essere studiata caso per caso.

Ma questo non significa che il cambiamento climatico non abbia alcun ruolo.

Al contrario, l'IPCC conclude che il cambiamento climatico provocato dall'uomo sta già influenzando molti eventi meteorologici e climatici estremi in tutte le regioni del mondo. L'influenza umana è considerata il principale responsabile dell'aumento osservato degli estremi di caldo su scala globale e nella maggior parte dei continenti.

Un'atmosfera più calda può inoltre contenere più vapore acqueo, modificando il ciclo dell'acqua e favorendo precipitazioni più intense in determinate condizioni. Allo stesso tempo, l'aumento delle temperature può aggravare il rischio e la durata di alcune siccità e ondate di calore.

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Il punto, quindi, non è affermare che "il cambiamento climatico causa tutto". Il punto è che sta modificando le condizioni di partenza del sistema climatico, rendendo alcuni fenomeni estremi più probabili o più intensi.

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Una teoria del complotto dovrebbe spiegare tutti questi dati

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Definire il riscaldamento globale una "burla" implica una domanda molto più difficile di quanto possa sembrare: se fosse tutto inventato, come si spiegherebbe la convergenza di così tante osservazioni indipendenti?

Non parliamo soltanto delle temperature registrate dalle stazioni meteorologiche. Parliamo di oceani che accumulano calore, ghiacciai che perdono massa, ghiaccio marino artico ai minimi storici recenti, aumento delle concentrazioni di gas serra e modifiche osservabili nella biosfera e nel ciclo dell'acqua.

L'IPCC sottolinea proprio questo aspetto: l'influenza umana ha riscaldato atmosfera, oceani e terre emerse, mentre sono state osservate modifiche rapide e diffuse nella criosfera e nella biosfera.

Naturalmente la scienza non sostiene che ogni dettaglio del futuro sia conosciuto con certezza. Esistono incertezze, modelli diversi e fenomeni ancora oggetto di ricerca. Ed è proprio così che funziona la scienza. Ma incertezza non significa assenza di conoscenza.

Non sappiamo con precisione quale sarà la temperatura media di ogni singolo giorno del 2080. Sappiamo però che l'aumento delle concentrazioni di gas serra prodotto dalle attività umane sta riscaldando il pianeta e che questo cambiamento sta già producendo conseguenze osservabili.

La vera domanda, quindi, non dovrebbe essere se il riscaldamento globale esista. I dati disponibili rendono questa posizione sempre più difficile da sostenere.

La domanda dovrebbe essere quanto riusciremo a limitare il riscaldamento futuro e quanto saremo capaci di adattarci alle conseguenze che non possiamo più evitare.




Secondo voi, di fronte a dati su temperature, ghiacciai ed eventi estremi sempre più numerosi, ha ancora senso parlare di "burla climatica" oppure il dibattito dovrebbe concentrarsi ormai su come affrontare il problema?

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Federico Fumagalli

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Federico Fumagalli

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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