Nutriscore, perché in Francia è ormai un punto di riferimento e in Italia continua a far discutere
Il nutriscore continua a essere uno dei sistemi di etichettatura nutrizionale più discussi in Europa. Se in alcuni Paesi è ormai considerato un valido strumento per aiutare i consumatori a scegliere prodotti con un migliore profilo nutrizionale, in Italia il dibattito rimane acceso e spesso caratterizzato da contrapposizioni politiche e industriali.
L'etichetta, facilmente riconoscibile grazie alla scala di colori dal verde al rosso e alle lettere dalla A alla E, nasce con l'obiettivo di rendere immediata la lettura delle caratteristiche nutrizionali di un alimento. Il suo scopo non è stabilire quali prodotti siano "buoni" o "cattivi", ma offrire un'informazione semplice che permetta di confrontare alimenti appartenenti alla stessa categoria.
La differenza di percezione tra Francia e Italia appare oggi particolarmente evidente. Secondo i dati diffusi da Santé Publique France e riportati da Il Fatto Alimentare, il 99% dei francesi conosce il nutriscore e ben il 68% dichiara di utilizzarlo almeno occasionalmente durante la spesa. Inoltre, circa il 62% del mercato alimentare francese è già coperto da prodotti che riportano volontariamente questa etichetta, con l'obiettivo di arrivare al 75% nei prossimi anni.
Perché il nutriscore divide ancora l'Italia
In Francia il nutriscore rappresenta uno degli strumenti inseriti all'interno della strategia nazionale per migliorare l'alimentazione della popolazione e contrastare sovrappeso, obesità e malattie croniche correlate alla dieta. Il sistema è stato sviluppato da ricercatori indipendenti ed è supportato da oltre 150 pubblicazioni scientifiche che ne hanno analizzato l'efficacia nel favorire scelte alimentari più consapevoli.

In Italia, invece, il tema è diventato oggetto di un acceso confronto. Molti rappresentanti del settore agroalimentare e della politica temono che il nutriscore possa penalizzare alcuni prodotti simbolo del Made in Italy, mentre i sostenitori evidenziano che il sistema non giudica il valore culturale o gastronomico degli alimenti, ma esclusivamente il loro profilo nutrizionale.
Anche per questo motivo il nostro Paese ha promosso un sistema alternativo, il NutrInform Battery, che propone un approccio diverso basato sulle percentuali dei nutrienti rispetto ai consumi giornalieri raccomandati. Tuttavia, la sua diffusione è rimasta molto limitata rispetto al nutriscore, che oggi è adottato volontariamente in diversi Paesi europei come Francia, Belgio, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Lussemburgo e Svizzera.
La questione va inoltre oltre la semplice etichetta. Secondo numerosi esperti di salute pubblica, un'informazione nutrizionale immediata potrebbe essere particolarmente utile per quei consumatori che hanno meno tempo o meno competenze per interpretare le tradizionali tabelle nutrizionali presenti sul retro delle confezioni.
Il futuro del nutriscore a livello europeo rimane ancora incerto. L'ipotesi di introdurre un sistema unico di etichettatura nutrizionale nell'Unione Europea si è infatti rallentata anche a causa delle diverse posizioni espresse dagli Stati membri.
Nonostante ciò, il caso francese dimostra come uno strumento di questo tipo possa raggiungere una diffusione molto ampia quando viene accompagnato da campagne informative e da una strategia nazionale orientata alla salute pubblica.
https://elettronauti.it/amsterdam-divieto-pubblicita-inquinanti-una-svolta-globale/
Secondo te il nutriscore dovrebbe essere adottato anche in Italia oppure preferisci sistemi alternativi come il NutrInform Battery?

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

