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In Puglia con l’auto elettrica: può diventare un problema

Stavolta racconto di un’esperienza personale non positiva, anche se (spoiler) alla fine me la sono cavata, nel senso che non ho dovuto farmi rimorchiare né chiamare un servizio di ricarica volante con l’auto ferma allo zero percento! Dalla Lombardia (a nord di Milano) sono già andato vicino a Barcellona e in Puglia, nel Gargano, con la mia Tesla; quindi, ho già affrontato viaggi di circa mille chilometri al giorno senza problemi. Ma questa volta è stato diverso...

Andiamo con ordine: lungo l’autostrada tutto ok…

Il lungo viaggio in autostrada con la mia Tesla Model 3 Long Range 2021 (batteria da 75 kWh, che ora ha perso poco più del 10% di autonomia in cinque anni) non ha creato problemi.

Lo scorso anno, per andare in Puglia, avevo un abbonamento che mi consentiva di ricaricare a buon prezzo presso le colonnine molto veloci di Free-to-X.

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Quest’anno ho optato per la soluzione più economica del momento (per me), ossia i Supercharger di Tesla. Quindi, partendo da casa (circa un’ora a nord di Milano), con il 100% (che per i miei costi di ricarica a casa significa solo EUR 0,14 a kWh, tutto compreso di tasse, oneri di sistema, ecc, grazie al fotovoltaico), mi sono fermato al Supercharger di Bologna dopo circa 3 ore di viaggio, considerando tutta la “solita” coda sulla tangenziale ovest di Milano. Il Supercharger di Bologna è comodo perchè molto vicino all’uscita autostradale e posizionato in un parcheggio coperto di un centro commerciale (un po' datato per la verità), che comunque ti consente di ricaricare all’ombra e di avere i servizi igienici a portata di mano. Questa ricarica mi è costata EUR 0,53 a kWh, poco, considerando la velocità delle colonnine Tesla, rispetto a quello che altrimenti si paga in Italia, su colonnine anche meno veloci.

…ma qui scatta il primo warning

Il Supercharger di Bologna è grande, ha 16 stalli, quindi c’è posto, ma in estate si può riempire facilmente con le auto olandesi, tedesche, svizzere e di tutti gli altri turisti che affollano (che siano i benvenuti) il nostro Bel Paese. Se fosse stato pieno (o quasi, senza precisare i dettagli, come compare sul display di Tesla durante la ricarica), dopo l’80% di ricarica avrei pagato ben EUR 0,50 al minuto di “tassa sul traffico”! Ciò non è successo: era un venerdì mattina di fine giugno, ma il rischio sarebbe stato dover fare una sosta più lunga durante il viaggio.

Infatti, avevo programmato di fermarmi al Supercharger di Porto Sant’Elpidio, che, con il mio consumo attuale (circa 170 Wh/km, non male visto che è tutta autostrada, ma ovviamente superiore ai 155 Wh/km della storia dell’auto, che comprende 5 anni pieni), avrebbe significato arrivare con circa il 5% di batteria residuo se avessi deciso di interrompere la suddetta ricarica all’80%.

In ogni caso, a parte rare eccezioni, voi con che margine di ricarica arrivate di solito a destinazione? Certo, di Supercharger lungo le autostrade italiane, compreso la A14, ce ne sono parecchi, ma se vi fermate ogni volta che siete, ad esempio, intorno al 30% (per non arrivare al prossimo Supercharger al 10% o meno…) e caricate fino all’80% (quindi solo la metà della capacità batteria, ogni volta), per il motivo appena descritto di eventuale affollamento degli stalli e relativo sovrapprezzo, si rischia di perdere troppo tempo e fare 1-2 soste in più fino in Molise, la tappa del primo giorno dopo circa 900 chilometri di viaggio.

Sacchi di soldi
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Il secondo giorno ho rischiato

Cala Luna, Golfo di Orosei, Sardegna
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Quest’anno la destinazione non è il Gargano, ma il Salento, e per di più la fine della terraferma, il punto più lontano, il capo di Santa Maria di Leuca. Quindi, per nostra comodità, facciamo tappa nel rilassante Molise, con cena e pernottamento nel verde, in un agriturismo dove si fermano molti viaggiatori (peraltro tutti con auto termiche…) per spezzare il lungo viaggio nel profondo sud d’Italia. Anche qui i Supercharger lungo l'A14, così come in Puglia, almeno fino a Brindisi, non scarseggiano, ma la sfortuna incombe. Al posto di ricaricare alla fine dell’autostrada, che termina a Bari, entro in città per sfruttare un’offerta e cerco di agganciarmi ad una colonnina veloce di Porsche, la più veloce di questa zona della città (160 kW), almeno in base alla mia app, ma non riesco ad attivarla, e non per colpa loro, sia chiaro.

Quindi mi sposto su una colonnina più “modesta” da 50 kW, ma dopo 10 minuti arriva un blackout estivo che toglie corrente a tutto il quartiere e, dopo mezz’ora, sotto il sole, l’elettricità non è ancora tornata… Questi blackout sono purtroppo frequenti in queste settimane anche a Torino, a Milano e in quasi tutta Italia. In pratica, quindi, non ne faccio una questione specifica della regione Puglia. Alla fine mi sposto e trovo una colonnina con elettricità di Be Charge, che ricarico in roaming con il mio account Enel-X. Risolto, certo, ma intanto, tra tutto, ho buttato oltre un’ora!

Il Salento è rimasto “selvaggio”

Non è una questione che riguarda tutta la regione Puglia, come dicevamo, ma nel Salento c'è un problema di ricariche. Eccome, se poi consideriamo il basso Salento, ossia la sua parte finale, l’estremo sud del tacco d’Italia. Certamente, se si è ospiti in alcuni hotel o anche nei camping, il problema non sussiste. Io stesso (ad esempio in Sardegna) avevo ricaricato (gratis) in due campeggi diversi, di cui uno sotto la pineta e di fianco al mio bungalow, in tutta comodità durante la notte, senza perdere tempo. Inoltre, la prima estate con l’auto elettrica, nel 2021, presso un destination charger, ossia in un B&B che mette a disposizione gratuitamente una postazione per la ricarica degli ospiti della struttura.

Ma quest’anno, in Salento, siamo in un appartamento con vista sul mare, in una zona costiera isolata, fuori dai centri abitati, senza colonnine. Cerco ricariche pubbliche intorno a Santa Maria di Leuca: sono pochissime, lontane (nel senso che non posso lasciare l’auto e tornare a piedi) e solo da 22 kW, il che significa, per chi ha una Tesla, caricare solo fino a 11 kW in AC (e spendere il 30% in più rispetto a un Supercharger Tesla).

Cerco colonnine vicino alle spiagge, almeno per ricaricare quando sono al mare. Si contano sulle dita di una mano, ma una è occupata (ed ha solo una postazione vera; l’altra ha la presa “tipo 3A” da soli 2 kWh, meno che ricaricare a casa… ma toglietele queste antichità!) e un’altra è fuori uso (la famosa dicitura “in manutenzione”). La prima che trovo libera è vicino alla bella e selvaggia lunga spiaggia di Torre San Giovanni, precisamente a Marina di Ugento, però è in un residence sul mare, che chiede 24 euro al giorno per alzare la sbarra e farti parcheggiare (più, ovviamente, la spesa della ricarica, che almeno sarebbe stata in convenzione con un’altra app che uso da poco).

Se invece facciamo riferimento all’app di Enel-X, questa indicava solo due punti di ricarica convenzionati con potenza pari o superiore a 100 kW, entrambi di Ewiva, ma quello più vicino è a ben 36 chilometri, ossia a 45 minuti di viaggio…

ElettroWiki
Leggi ancheElettroWiki | Ricaricare in AC: potenze, connettori e vantaggi
Dall’app Enel-x: postazioni totali nel basso Salento | Elettronauti.it
Dall’app Enel-x: postazioni veloci vs totali nel basso Salento | Elettronauti.it

Se scendiamo a 50 kW abbiamo la postazione più vicina a circa 15 chilometri e a quasi 20 minuti di auto, visti i tempi di percorrenza in queste zone. Ma attenzione, l’app segnala che la colonnina è in manutenzione! Quindi non è disponibile per la ricarica, in questa settimana di vacanza a fine giugno. Alla fine, ho ricaricato al porto di Santa Maria di Leuca, la posizione più vicina, a 10 minuti di auto dall’appartamento, che ha solo due postazioni da 22 kW, quindi mi immagino che, in alta stagione, ad agosto, sarà difficile trovarla libera…




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Emanuele Oggioni

di

Emanuele Oggioni

Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

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