Rivian, nuovo richiamo per le frecce
Rivian ha esteso a 3.829 veicoli il richiamo già avviato nel 2025 relativo al sistema di segnalazione di svolta delle R1S e R1T. Il nuovo intervento riguarda gli esemplari 2025-2026 e nasce dallo stesso difetto: le frecce anteriori possono non illuminarsi o lampeggiare correttamente, con conseguente non conformità alla normativa FMVSS 108. La riparazione sarà eseguita senza alcun costo per i clienti.
Il punto importante è la sequenza: non si tratta di un richiamo isolato, ma dell’ampliamento di una campagna già avviata nel 2025. In quella fase Rivian aveva richiamato 27.882 R1S e R1T per lo stesso problema. Sommando i due interventi, il perimetro complessivo supera 31.000 veicoli, cioè un richiamo ormai rilevante anche se la nuova estensione è numericamente contenuta.
Il difetto: una non conformità che pesa sulla percezione qualità
Il richiamo 26V508 non è tra quelli che immobilizzano il mezzo o impongono allarmi drastici, ma tocca un elemento fondamentale della sicurezza attiva: la corretta segnalazione delle svolte.
La NHTSA e i documenti tecnici del richiamo indicano che il problema riguarda la conformità dell’impianto di illuminazione e segnalazione.
La soluzione prevede l’ispezione e la sostituzione dei componenti difettosi a carico del costruttore.
Per Rivian, il tema è sensibile perché arriva mentre il gruppo cerca di consolidare la reputazione industriale della gamma R1.
Un difetto circoscritto non cambia di per sé la traiettoria aziendale, ma in una fase di crescita ogni intervento sulla qualità del prodotto ha un impatto diretto sulla fiducia del mercato.

R1S davanti a R1T: la domanda recente premia il SUV

Sul piano commerciale, la famiglia R1 resta centrale per Rivian anche se il baricentro della crescita si sta spostando verso R2.
Nel secondo trimestre 2026, secondo la stima di Cox Automotive, Rivian avrebbe consegnato 6.183 R1S e 1.219 R1T, a fronte di 4.003 van commerciali EDV (Electric Delivery Van, ossia i furgoni elettrici destinati ad Amazon ed enti commerciali). Per la cronaca, Rivian non fornisce uno split numerico esatto per modello nei suoi documenti ufficiali relativi ai dati di produzione e di consegna. Nello stesso trimestre, le consegne ufficiali complessive del gruppo sono state pari a 12.194. Il quadro conferma che, tra i due modelli coinvolti nel richiamo, l’R1S resta il più importante per volumi, mentre l’R1T ha un peso minore.
Il trimestre è stato importante anche perché Rivian ha avviato le prime consegne del R2 e ha alzato la guidance per il 2026 a 65.000-70.000 veicoli. Questo rende ancora più delicato il tema della qualità: il mercato sta guardando sia alla tenuta della gamma R1 sia alla capacità del gruppo di ampliare la base commerciale con il nuovo SUV.
Un segnale da non sopravvalutare, ma neppure ignorare
Il richiamo aggiuntivo da 3.829 unità non cambia da solo i conti di Rivian, ma conferma che il gruppo è ancora in una fase in cui l’esecuzione industriale va tenuta sotto stretta sorveglianza. La compagnia sta spingendo sulla crescita, sulla piattaforma R2 e sul software, ma la credibilità di un costruttore elettrico passa anche da richiami rapidi, trasparenti e risolti in modo ordinato.

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di
Emanuele Oggioni
Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

