NIO rivede la strategia, vende le sue stazioni di battery swap in Cina
Il battery swap è stato per anni uno dei simboli della strategia di NIO. L'idea era semplice: invece di aspettare che la batteria dell'auto elettrica venga ricaricata, si sostituisce l'intero pacco scarico con uno già carico. Una soluzione particolarmente interessante per chi percorre molti chilometri e non vuole fermarsi per una ricarica tradizionale.
Ora, però, NIO sta cambiando profondamente il proprio modello di business. La Casa cinese non sta abbandonando il battery swap, ma ha deciso di ridurre il peso degli investimenti diretti nell'infrastruttura, trasferendo la proprietà delle stazioni a società pubbliche e istituzioni finanziarie cinesi.


Le stazioni passano agli enti pubblici
Uno dei casi più significativi riguarda Wuhan, nella provincia cinese dello Hubei. NIO Power ha ceduto 36 stazioni di ricarica e battery swap alla Optics Valley Traffic Company, società controllata dallo Stato. Di conseguenza, tutte le stazioni NIO presenti nella città sono ora di proprietà di partner pubblici.
Non si tratta però di un episodio isolato. Secondo quanto riportato da InsideEVs, NIO Power ha già raggiunto accordi con oltre 40 piattaforme pubbliche e istituzioni finanziarie distribuite in 25 province e regioni, per un totale di più di 800 stazioni coinvolte.
Il meccanismo permette a NIO di mantenere un ruolo centrale: gli enti pubblici finanziano e possiedono l'infrastruttura, mentre NIO continua a occuparsi della gestione e della manutenzione delle stazioni. In questo modo la Casa può espandere il servizio senza dover sostenere interamente il costo della costruzione della rete.
Perché NIO cambia strategia?
La decisione assume ancora più importanza considerando quanto NIO abbia investito nel settore. A gennaio 2026 la società dichiarava investimenti complessivi per circa 18 miliardi di yuan, pari a circa 2,1 miliardi di euro, destinati alle proprie reti di ricarica e battery swap.
Il problema è che nel frattempo il mondo della ricarica è cambiato rapidamente.
Quando NIO ha iniziato a puntare sul battery swap, poter sostituire una batteria in pochi minuti rappresentava un vantaggio enorme rispetto alla ricarica. Oggi, invece, le nuove architetture a 800 e 900 Volt e le tecnologie di ricarica ultrafast consentono di recuperare centinaia di chilometri in tempi sempre più brevi.
Il battery swap rimane quindi più rapido, ma il suo vantaggio rispetto alle colonnine ad altissima potenza si è ridotto. Un esempio arriva da BYD, che ha sviluppato sistemi capaci di effettuare una ricarica estremamente rapida, arrivando a recuperare una grande quantità di energia in pochi minuti.


Il vero problema è la redditività
La questione non riguarda soltanto la velocità. Una rete di stazioni per il battery swap richiede infatti enormi investimenti iniziali, oltre a costi di gestione, manutenzione e disponibilità delle batterie.
Secondo William Li, fondatore di NIO, una stazione dovrebbe effettuare circa 60 sostituzioni al giorno per raggiungere la redditività. Attualmente, però, la media sarebbe compresa tra 27 e 30 sostituzioni quotidiane.
La vendita delle infrastrutture agli enti pubblici può quindi rappresentare un compromesso interessante. NIO mantiene il proprio ecosistema e il servizio di sostituzione delle batterie, ma trasferisce una parte consistente del rischio finanziario a soggetti esterni.
Il caso NIO dimostra quindi che il battery swap non è necessariamente destinato a scomparire, ma potrebbe evolvere verso un modello nel quale le Case automobilistiche gestiscono il servizio senza essere necessariamente proprietarie di tutte le infrastrutture.
È un cambiamento importante per la mobilità elettrica, soprattutto in Cina, dove questa tecnologia ha raggiunto una diffusione molto maggiore rispetto all'Europa.
Il battery swap riuscirà a sopravvivere alla diffusione delle ricariche ultrafast (HPC) oppure pensate che sia destinato a diventare una tecnologia di nicchia?

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

