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Una Porsche Cayenne S e una Leapmotor T03 in carica in un parcheggio
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Federico Fumagalli

di Federico Fumagalli

Colonnine veloci nei parcheggi. Pessima idea?

Si parla spesso dell'insufficienza della rete di ricarica italiana, o della sua disomogenea espansione territoriale nelle diverse regioni della Penisola, oppure del fatto che sono inaffidabili o guaste. Chi non ha un'auto elettrica si appella al fatto che ci vogliano giorni per caricare un'auto elettrica e che non ci sono colonnine dove servirebbero.

Ma siamo davvero sicuri che la gente, e soprattutto gli appaltatori ed installatori, sappiano quali colonnine servono e dove?

Sfatiamo un tabù

Iniziamo dicendo che chi usa la scusa dell'assenza delle colonnine per giustificare la loro scelta del non voler passare all'auto elettrica, vi sta mentendo o è male informato.

Secondo gli ultimi dati di Motus-e, riportati in questo nostro articolo, l'Italia rimane uno degli Stati europei in cui ci sono più colonnine per ogni auto elettrica circolante. È così da anni ormai, forse non avremo il numero totale maggiore, ma di gran lunga il dato migliore se calcolato sulle auto elettriche circolanti.

La rete conta circa 84.500 colonnine, anche se per lo più (60%) si trovano nel Nord Italia, ma sono tali da garantire una copertura di 1 colonnina ogni 5 auto elettriche circolanti (435.000 circa a giugno 2026).

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Il dato italiano rispecchia non solo una crescita costante e continua delle installazioni, ma anche un lenta ma inesorabile crescita delle immatricolazioni. Il nostro dato è simile a quello dei Paesi Bassi che vanta già un grande parco elettrico circolante. Se guardiamo a Francia e Germania il dato si abbassa a 1 colonnina ogni 8 o 9 auto elettriche circolanti rispettivamente. Se si pensa invece alla Norvegia che vanta ormai un mercato prevalentemente elettrico da anni, il dato è straordinariamente basso. Circa 1 colonnina ogni 31 auto.

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Ora immaginate se ci fosse 1 distributore di benzina ogni 5 auto a combustione...

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Il 29% delle colonnine ad alta potenza

Attualmente, il 21% delle colonnine installate hanno potenza compresa tra i 50 e i 149 kW, mentre l'8% ha potenza superiore a 150 kW. In autostrada il dato delle colonnine veloci è dell'86% mentre quelle con potenze superiori ai 150 kW è del 59%.

Nelle strade ad alta percorrenza come autostrade e superstrade è logico avere una quasi totalità di colonnine in corrente continua. Il concetto è lo stesso del rifornimento di benzina o diesel. Mi fermo, carico nel minor tempo possibile e riparto. Anzi, da questo punto di vista bisognerebbe chiedersi come mai ci siano ben 210 colonnine a ricarica lenta in autostrada.

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Perché una colonnina veloce non è sempre un'ottima idea?

Se però al contrario ci si trova in un luogo dove non è richiesta una sosta la più breve possibile, allora forse bisognerebbe smetterla di installare solo ed esclusivamente colonnine ad alta potenza.

Perché se già una situazione come quella di un supermercato può essere valutata come al limite, spesso e volentieri, ci si ritrova a dover essere schiavi della ricarica per non incorrere in sanzioni o sovrapprezzi. Questo perché, per chi non lo sapesse, le colonnine non sono dei parcheggi nell'esatta maniera in cui non lo sono le stazioni di rifornimento (pompe) di benzina, gasolio, metano o GPL. Sostare per un periodo di tempo maggiore di quello della ricarica stessa, o in alcuni casi quando si supera anche l'80%, comporta la rimozione del veicolo da parte degli organi competenti e un sovrapprezzo monetario per ogni minuto di sosta in più rispetto alla carica da parte del gestore della colonnina. Lasciare il veicolo lì parcheggiato, oltre a costarvi denaro, significa non permettere a qualcun altro di poter ricaricare la propria auto.

Se si prende in esame il caso della foto qui a destra, le colonnine sono state installate nell'ultimo anno alle porte di Milano. Più precisamente nel parcheggio del capolinea del tram 24 in Via Ripamonti.

In un caso come questo, l'auto rimane parcheggiata per diverse ore prima di essere spostata. Molto plausibilmente rimarrà nello stesso posto per l'intera o mezza giornata.

Quindi che senso ha installare una colonnina veloce in un luogo in cui verosimilmente non verrà mai utilizzata?

Colonnine DC presso il parcheggio del capolinea del tram 24 a Milano | Elettronauti.it

La risposta molto probabilmente la si trova nel fatto che che progetta le cose non è sempre un utilizzatore. Vale per chi progetta la viabilità, i prodotti, e ovviamente vale anche in questo caso. In più bisogna contare che spesso le colonnine vengono installate sfruttando bandi e fondi statali/europei. Di conseguenza è "normale" che non importi che genere di colonnina venga installata e dove, oppure che la stessa continui a funzionare dopo l'installazione o meno. Se così non fosse la situazione allora sarebbe ancora più grave, perché significherebbe che vengono installate deliberatamente delle colonnine destinate a prendere la polvere quando con gli stessi soldi si potrebbero tappezzare interi parcheggi con colonnine a bassa potenza. E se la domanda è perché siano migliori in questo caso di quelle ad alta potenza, è presto spiegato...

Se prendiamo ad esempio due vetture elettriche, una cittadina compatta come la cinese Leapmotor T03 e un SUV decisamente non efficiente come la Porsche Cayenne S Coupé Electric, possiamo vedere come la prima possa ricaricare la sua batteria da 36 kWh con 6,6 kW in corrente alternata o con 48 kW in corrente continua, mentre la seconda raggiunge potenze di 11 kW e 390 kW per ricaricare la batteria da 108 kWh.

Quanti km ricarico durante la spesa al supermercato?

Se consideriamo che per fare la spesa ci si impiega in media un'ora circa, e che il supermercato in questione metta a disposizione sia colonnine lente (3 kW e 11 kW) che veloci (50 kW) allora potremmo ricaricare fino a:

  • 16 km a 3 kW con la Leapmotor T03
  • 35 km a 11 kW (6,6 kW massimi) con la Leapmotor T03
  • 170 km a 50 kW (48 kW massimi) con la Leapmotor T03
  • 13 km a 3 kW con la Porsche Cayenne S Coupé Electric
  • 47 km a 11 kW con la Porsche Cayenne S Coupé Electric
  • 250 km a 50 kW con la Porsche Cayenne S Coupé Electric
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Possiamo quindi dedurre che in alcuni contesti avere una scelta tra ricarica lenta e veloce possa avere decisamente un senso. Se si percorrono pochi chilometri al giorno, facendo diverse ricariche lente di questo tipo può voler dire arrivare a risparmiare parecchi soldi. Ma se si vuole, si può anche caricare e immagazzinare diversa energia utile per affrontare anche un viaggetto.

Quanti km ricarico durante la sosta in un parcheggio per mezza giornata?

E se invece avessimo a disposizione 5 ore in un parcheggio, magari nei pressi del proprio luogo di lavoro, o vicino una stazione, o un capolinea come nel caso dell'immagine di prima? Cosa succederebbe se avessimo la stessa scelta di colonnine?

  • 80 km a 3 kW con la Leapmotor T03
  • 175 km a 11 kW (6,6 kW massimi) con la Leapmotor T03
  • 225 km a 50 kW (48 kW massimi) con la Leapmotor T03
  • 65 km a 3 kW con la Porsche Cayenne S Coupé Electric
  • 235 km a 11 kW con la Porsche Cayenne S Coupé Electric
  • 540 km a 50 kW con la Porsche Cayenne S Coupé Electric

Già in questo caso vediamo che la ricarica ad alta velocità perde di utilità. Anche se non ci fossero multe o sanzioni nel caso in cui la vettura stesse parcheggiata alla colonnina per più del tempo dovuto, in entrambi i casi termineremmo la carica completa dei veicoli da scarichi (0%) a completamente carichi (100%) in poco più di 1 ora. Di conseguenza la colonnina rimarrebbe inutilizzata e inutilizzabile per circa l'80% del tempo.

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Quanti km ricarico durante la sosta in un parcheggio per un'intera giornata?

Stessa casistica, ma per un totale di 10 ore.

  • 160 km a 3 kW con la Leapmotor T03
  • 225 km a 11 kW (6,6 kW massimi) con la Leapmotor T03
  • 225 km a 50 kW (48 kW massimi) con la Leapmotor T03
  • 130 km a 3 kW con la Porsche Cayenne S Coupé Electric
  • 470 km a 11 kW con la Porsche Cayenne S Coupé Electric
  • 540 km a 50 kW con la Porsche Cayenne S Coupé Electric

Qui è ancora più evidente l'inutilità di una colonnina veloce in questo genere di luoghi.

Nel caso della piccola Leapmotor, una banalissima presa da 3 kW (tipo una Schuko casalinga per intenderci) permetterebbe di ricaricare quasi l'80% della batteria. A 11 kW invece la ricarica terminerebbe in ogni caso dopo 6 ore e 30 minuti, lasciando la colonnina inutilizzata per il restante 35% del tempo.

Nel caso del SUV tedesco, la colonnina a 11 kW permetterebbe di ricaricare l'85% della batteria. Con potenze ben più basse (3 kW) invece si possono coprire tranquillamente distanze che per molti italiani equivalgono ad un'intera settimana di spostamenti.

Bisogna pensare inoltre che la maggior parte dei veicoli elettrici che viaggiano sulle nostre strade, hanno batterie ben più piccole di quella di questa Porsche Cayenne. La maggior parte rientrano in un intervallo tra i 40 e gli 80 kWh, di conseguenza, 10 ore in carica a 11 kW basterebbero per caricare completamente il 99% delle vetture esistenti e che accettino questa potenza di ricarica.




Siete d'accordo con noi che ogni tipologia di colonnina dovrebbe stare nel luogo più adatto per poter essere sfruttata nella maniera corretta?

Fonte 1 | Fonte 2

Federico Fumagalli

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Federico Fumagalli

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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