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L’elettrico in Borsa: il Q2 2026 di Tesla

Ricavi e consegne forti, ma i margini pagano il prezzo dell’AI

Tesla ha riportato risultati del secondo trimestre 2026 in forte crescita sul fronte dei ricavi, ma con una redditività sotto pressione. I ricavi complessivi sono saliti del 26% su base annua a 28,2 miliardi di dollari, grazie soprattutto al record di consegne nel secondo trimestre, alla crescita dei servizi e al recupero del settore energetico. Tuttavia, l’utile operativo è sceso del 57% a 398 milioni di dollari, con un margine operativo ridotto all’1,4%, rispetto al 4,1% dell’anno precedente. L’utile netto GAAP attribuibile agli azionisti ordinari è stato pari a 1,114 miliardi di dollari, in calo del 5%, mentre l’EPS diluito GAAP è stato di 0,32 dollari.

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Reazione negativa del titolo

Il confronto con il consensus pubblicato da Tesla sul proprio sito Investor Relations è negativo: i ricavi hanno superato la media degli analisti raccolta dalla società, pari a 27,584 miliardi di dollari, ma gli utili per azione sono risultati più deboli.

Il consensus indicava infatti 0,36 dollari di EPS GAAP e 0,55 dollari di EPS non-GAAP, contro risultati effettivi rispettivamente pari a 0,32 e 0,33 dollari.

Il titolo, nel primo giorno post-risultati, sta perdendo il 14% nel momento in cui scriviamo, a circa 322 dollari per azione.

I motivi della minore redditività

Le consegne sono salite del 25% a 480.126 veicoli, con produzione a 451.758 unità, in aumento del 10%. Il numero è molto forte, ma non si è tradotto in un’espansione proporzionale degli utili: Tesla stessa attribuisce la pressione sui margini a un mix di minori crediti regolatori, prezzo medio di vendita più basso, aumento delle spese operative legate all’AI e alla ricerca e sviluppo, stock-based compensation e maggiori oneri di garanzia nella divisione energia.

Resta quindi da vedere con quale rapidità Tesla riuscirà a trasformare gli investimenti in AI, guida autonoma, Robotaxi, Cybercab e Optimus in profitti ricorrenti. La società parla di una fase di investimento “più grande ed entusiasmante” della sua storia, in cui sta “seminando” per raccogliere i frutti in futuro.

Analisi in dettaglio del Q2

I ricavi complessivi sono saliti a 28,236 milioni di dollari, dai 22,496 milioni del Q2 2025. La componente automotive resta dominante: 20,516 milioni di dollari, in crescita del 23%, pari a circa il 73% del fatturato totale. La divisione energia ha generato 3,139 milioni, in crescita del 13%, mentre servizi e altro hanno raggiunto 4,581 milioni, con un balzo del 50%.

Il margine lordo complessivo è stato del 16,8%, in calo rispetto al 17,2% di un anno prima e, soprattutto, al 21,1% del primo trimestre 2026. Ancora più evidente il calo della redditività operativa: le spese operative sono aumentate del 47% a 4,353 miliardi di dollari, con la ricerca e lo sviluppo pari a 2,371 miliardi e le spese generali, amministrative e commerciali a 1,982 miliardi. Il risultato è un utile operativo di soli 398 milioni, con un margine operativo dell’1,4%.

Anche l’Adjusted EBITDA, cioè il margine operativo lordo rettificato, è sceso a 3,273 miliardi di dollari, in calo del 4% anno su anno, con un margine all’11,6%. Nel Q3 2025 era al 15,0% e nel Q1 2026 al 16,4%; il Q2 segna quindi un netto deterioramento della profittabilità, nonostante il forte recupero dei ricavi.

Key metrics su base trimestrale | Elettronauti.it

L’utile beneficia di SpaceX

L’utile netto GAAP di 1,114 miliardi va letto con attenzione perché include anche un guadagno non realizzato sull’investimento in SpaceX: Tesla indica un guadagno non realizzato (in quanto detiene ancora la partecipazione, che quindi non è stata venduta) relativo all’investimento in SpaceX di 1 miliardo di dollari, pari a 763 milioni al netto delle imposte nella riconciliazione non-GAAP.

Al tempo stesso, la società ha registrato 1,15 miliardi di stock-based compensation expense nel trimestre.

SpaceX Falcon 9
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Forte generazione di cassa prima degli investimenti

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La generazione di cassa operativa è stata molto forte, pari a 4,697 milioni di dollari, in crescita dell’85% YOY. Tuttavia, gli investimenti sono esplosi: il capex è arrivato a 5,789 milioni, +142% rispetto al Q2 2025. Il free cash flow è quindi diventato negativo per 1,092 milioni di dollari, rispetto a un free cash flow positivo di 146 milioni un anno prima. Tesla chiude comunque il trimestre con una posizione finanziaria molto solida: 43,524 milioni di dollari tra cassa, equivalenti e investimenti di breve termine; al netto del debito e di finance leases per circa 9,3 miliardi, la cassa netta resta nell’area dei 34 miliardi di dollari.

Energia e servizi: bene i volumi, meno i margini

La divisione energia continua a essere uno dei business più importanti da monitorare, ma il Q2 è meno lineare di quanto sembri. Le installazioni di storage sono salite del 41% a 13,5 GWh, il secondo miglior trimestre di sempre per Tesla, con un record su base trailing 12 mesi. I ricavi dell'energia sono cresciuti del 13% a 3,139 milioni di dollari.

Fine linea semifactory | Elettronauti.it

Il problema è il margine. Dalla tabella dei risultati emerge che la divisione energia ha generato circa 640 milioni di dollari di utile lordo, pari a un margine vicino al 20%, contro oltre il 30% del Q2 2025 e circa il 40% del Q1 2026. Tesla spiega il peggioramento con maggiori oneri di garanzia dovuti a un problema alle celle di un fornitore. In altre parole: la domanda c’è, i volumi crescono, ma nel trimestre la redditività dell’energia è stata penalizzata.

La sorpresa positiva è piuttosto la divisione "Services and Other". I ricavi sono cresciuti del 50% a 4,581 milioni e Tesla segnala un utile lordo record di 648 milioni, con un margine lordo del 14%. La crescita è stata sostenuta da più segmenti, ma anche dalla monetizzazione della flotta esistente: gli abbonamenti FSD attivi sono arrivati a 1,48 milioni, in crescita del 56% anno su anno, e Tesla indica un record di nuovi abbonamenti netti e di attach rate FSD in Nord America superiore al 55% delle nuove consegne.

Robotaxi, Cybercab, Optimus: il futuro costa caro

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Il Q2 2026 è anche il trimestre in cui Tesla ha voluto mostrare più chiaramente la transizione da produttore di auto a piattaforma AI fisica. La società dichiara che il Cybercab ha iniziato la produzione alla Gigafactory Texas, che i test su strada dei Cybercab di serie sono iniziati nel trimestre e che a luglio sono iniziati i passaggi per i dipendenti nel campus texano. Tesla segnala inoltre che il servizio Robotaxi è ora live in sette grandi aree metropolitane statunitensi, con operazioni non supervisionate in fase di ramp-up in diverse città e con safety driver nella Bay Area.

Anche Optimus entra nella fase industriale: Tesla ha dismesso le linee di produzione di Model S e Model X a Fremont e sta installando le prime linee di produzione del robot umanoide, con produzione prevista per il 2026. Nel frattempo, proseguono i lavori anche alla Gigafactory Texas. Questo è strategicamente importante, ma spiega anche l’aumento dei costi: l’azienda sta investendo simultaneamente in AI compute, chip, batterie, materiali, robotica e nuove piattaforme per veicoli.

Sul fronte infrastrutturale, Tesla dichiara di aver più che raddoppiato la capacità di calcolo on-site in Texas nella prima metà del 2026. Cortex 1 ha una capacità installata superiore a 90 MW, Cortex 2 superiore a 115 MW, e l’azienda indica che Cortex 2 supporterà lo sviluppo del software di autonomia sia per veicoli sia per robot umanoidi. Il limite produttivo più vicino, però, resta la capacità dei pacchi batteria, che Tesla definisce ancora il principale vincolo al ramp-up globale dei volumi.

Il titolo in Borsa: si guarda al breve periodo, oggi

Dal lato operativo, i numeri sono positivi, ma sostanzialmente già nelle attese degli investitori. Tesla ha superato per la prima volta i 100 miliardi di dollari di ricavi trailing twelve months, ha consegnato un numero record di veicoli nel secondo trimestre, ha riportato una forte crescita nei servizi e mantiene una cassa molto ampia.

La parte negativa è altrettanto chiara, ed è quella che sta guidando il sell-off sul titolo: il margine operativo è sceso all’1,4%, il free cash flow è negativo, l’EPS non-GAAP è molto sotto il consensus pubblicato da Tesla e l’utile GAAP del trimestre beneficia in modo rilevante di un guadagno non realizzato su SpaceX. Per un titolo che incorpora aspettative enormi su AI, Robotaxi e robotica, il Q2 rafforza la narrativa di lungo periodo, ma non dimostra ancora che quei progetti stiano generando margini sufficienti a compensare la pressione sul core business automobilistico. Peggio delle aspettative, il conto degli investimenti è pesante: AI, Robotaxi, Cybercab, Optimus, semiconduttori, batterie e nuove fabbriche stanno assorbendo capitale e comprimendo i margini. La domanda è: quando Tesla riuscirà a trasformare l’enorme investimento in autonomia, software e robotica in profitti ricorrenti, prima che la compressione dei margini nel settore automotive diventi un problema strutturale.

L’andamento del titolo Tesla negli ultimi 12 mesi (stockanalysis) | Elettronauti.it




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Emanuele Oggioni

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Emanuele Oggioni

Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

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