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BYD
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Emanuele Oggioni

di Emanuele Oggioni

Commissione UE contro BYD in Ungheria

3 min.

La Commissione dell'Unione Europea avrebbe avviato un'indagine preliminare per verificare se la Cina abbia fornito sussidi statali per supportare la casa automobilistica cinese di veicoli elettrici BYD nella costruzione di un nuovo stabilimento di produzione in Ungheria.

BYD è il maggiore competitor cinese di Tesla, l’attuale leader di mercato nelle BEV.

Come sappiamo, BYD non produce solo auto a batteria, ma anche ibride, ossia definite veicoli a nuova energia (NEV), ed è in forte crescita.

Inoltre, nei prossimi mesi BYD presenterà un nuovo modello destinato al Vecchio Continente, la BYD Dolphin Surf, conosciuta precedentemente come BYD Seagull.

https://elettronauti.it/byd-dolphin-surf-in-arrivo-in-europa/

Le vendite di BYD hanno raggiunto un nuovo record sul mercato globale.
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La delocalizzazione di BYD per evitare i dazi

Come altri produttori di auto e non solo, anche BYD sta delocalizzando, ossia costruisce impianti per la produzione di auto fuori dalla Cina, direttamente nei Paesi/continenti di sbocco, al fine di evitare i dazi di importazione.

Per quanto riguarda l’Europa, BYD ha annunciato la costruzione del primo impianto europeo di assemblaggio di auto a Szeged, in Ungheria, che sarà in grado di produrre 200.000 veicoli elettrici all'anno per il mercato dell'UE (con un investimento di circa 2 miliardi di euro), ed un altro in Turchia, per un investimento di 1,5 miliardi di euro, che potrebbe creare circa 5.000 nuovi posti di lavoro.

Tuttavia, la Commissione UE si sta mettendo in mezzo con la sua solita “burocrazia politicizzata” fatta di due pesi e misure, e sta rallentando i piani di sviluppo, con la scusa che la Cina possa avere fornito sussidi alla casa automobilistica, cosa alquanto ridicola considerando al nuova politica di sussidi a livello europeo (ormai i cosidetti “aiuti di stato” sono stati sdoganati, quando servono alla Germania e ad altri Paesi…).

BYD
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L'indagine alimenterà ulteriormente le tensioni tra UE e Pechino nel contesto delle crescenti tensioni commerciali in tutto il mondo. Ben sappiamo che il Primo Ministro ungherese Orbán ha ospitato il Presidente cinese Xi Jinping a Budapest l'anno scorso, muovendosi per promuovere gli interessi del proprio Paese, cosa in effetti molto logica e corretta (visto che i suoi elettori lo hanno votato proprio per questo), ma alquanto sgradita ai burocrati europei di Bruxelles.

Il ministro ungherese per gli affari dell'Unione europea, János Bóka, ha dichiarato che il Governo ungherese non è stato informato di questa indagine, ma che non ne sia sorpreso, visti i precedenti attriti politici tra le parti, in particolare a riguardo del sostegno ad una pace immediata con la cessazione della guerra in Ucraina, ormai sconfitta sul campo, e del sostegno a Trump. Ancora una volta, i litigi politici dei burocrati EU, diventati sempre più guerrafondai, interferiscono con lo sviluppo economico dei singoli Stati.





Cosa pensate della burocrazia EU che ostacola gli investimenti in base alle parti politiche?

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Emanuele Oggioni

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Emanuele Oggioni

Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

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