

di Emanuele Oggioni
BYD investe sulla ricarica in 5 minuti in Europa
Il gruppo cinese BYD prepara un investimento da quasi 2 miliardi di euro in Europa per costruire la rete necessaria alla diffusione della propria tecnologia di ricarica ultrarapida. L’obiettivo è portare progressivamente il sistema “Flash Charging” oltre i modelli premium e renderlo disponibile anche su veicoli elettrici destinati al grande mercato. Secondo il Financial Times, ogni stazione avrà un costo stimato di circa 580.000 euro, portando l’investimento complessivo a un ordine di grandezza vicino a 1,7-2 miliardi di euro.
La strategia copiata da Tesla
La strategia di BYD punta a ridurre uno dei principali freni all’acquisto di auto elettriche: i tempi di ricarica, oltre che la disponibilità e capillarità di colonnine molto veloci. BYD sostiene che la nuova tecnologia, abbinata alla seconda generazione della sua Blade Battery, possa portare la batteria dal 10% al 70% in circa 5 minuti e dal 10% al 97% in 9 minuti, con potenze fino a 1.500 kW, anche a temperature sotto lo zero celsius, secondo le specifiche annunciate dal gruppo. Se vi ricordate, questa strategia è stata uno dei motivi di successo di Tesla, che l’ha implementata oltre 10 anni fa. La rete di ricarica diventa quindi un elemento centrale della competizione con i costruttori tradizionali europei e con Tesla. BYD non punta soltanto sul prezzo dei veicoli, ma anche sull’integrazione verticale: batterie, piattaforme elettriche, software e infrastruttura di ricarica. In Europa, però, la sfida resta complessa: autorizzazioni, disponibilità di connessioni alla rete, costi di installazione e standardizzazione dei servizi potranno incidere sulla velocità del rollout.


3.000 punti in Europa entro il 2027
Il piano prevede l’installazione di 20.000 caricatori ultrarapidi in Cina entro la fine del 2026 e di 3.000 punti di ricarica in Europa entro il 2027.
Nel Regno Unito, dove è stata inaugurata la prima stazione di Flash Charging, BYD punta a realizzarne circa 600. Stella Li, responsabile delle attività internazionali del gruppo, ha definito l’investimento “molto importante”, sottolineando che, prima della piena diffusione della tecnologia, sarà necessario costruire una rete infrastrutturale solida.
Questa tecnologia di ricarica super veloce è disponibile, ad esempio, sul modello Denza 9GT.
L’ascesa di BYD in Europa…
La mossa arriva mentre BYD rafforza rapidamente la propria presenza commerciale nel continente.
Nei primi quattro mesi del 2026, le immatricolazioni del marchio nell’Unione europea sono più che raddoppiate, salendo del 152,9% a oltre 71.850 unità.
La quota di mercato del gruppo è salita all’1,9%, contro lo 0,8% di un anno prima, mentre l’insieme dei marchi cinesi ha raggiunto circa il 6% del mercato UE, quasi il doppio rispetto al 2025.
Nel 2025, BYD ha venduto circa 4,6 milioni di veicoli, posizionandosi al sesto posto nella classifica dei produttori mondiali.

…in un contesto favorevole grazie al caro carburanti
Il contesto di mercato è favorevole all’espansione. Secondo ACEA, nei primi quattro mesi del 2026 le auto elettriche a batteria hanno rappresentato il 19,7% delle nuove immatricolazioni nell’Unione europea, in aumento rispetto al 15,3% registrato nell’anno precedente. Nello stesso periodo, benzina e diesel sono scesi complessivamente al 30,2% del mercato, confermando lo spostamento della domanda verso modelli elettrificati.
In Ungheria per evitare i dazi
La pressione competitiva si intreccia anche con il quadro regolatorio. Dal 30 ottobre 2024 l’Unione Europea applica dazi compensativi sui veicoli elettrici importati dalla Cina, a seguito di un’indagine sui sussidi pubblici al settore. Per BYD, l’aliquota aggiuntiva è pari al 17%, un fattore che spinge il gruppo ad accelerare anche la produzione locale, a partire dall’impianto previsto in Ungheria, mentre il progetto di impianto produttivo in Turchia è stato messo in stand-by.
La nostra opinione
Per BYD, la ricarica in pochi minuti è più di un’innovazione tecnica: è una leva commerciale per avvicinare l’esperienza dell’auto elettrica a quella del rifornimento tradizionale. Il successo del piano dipenderà però dalla capacità del gruppo di trasformare rapidamente una tecnologia proprietaria in una rete capillare, affidabile e accessibile nei principali mercati europei.
Useresti la Flash Charging di BYD?

di
Emanuele Oggioni
Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

