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BYD difende la Blade Battery 2: ricarica record e sicurezza

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BYD torna al centro del dibattito sulle batterie per auto elettriche. Il gruppo cinese ha difeso pubblicamente la propria Blade Battery di seconda generazione, dopo le critiche arrivate da parte di analisti e concorrenti riguardo alle temperature elevate generate durante la ricarica ultra rapida.

A intervenire è stato Sun Huajun, CTO della divisione batterie di BYD, durante un’intervista approfondita concessa a 36Kr Auto. Il manager ha spiegato come la nuova tecnologia “Flash Charge” rappresenti un passo importante nello sviluppo delle batterie LFP, cioè al litio-ferro-fosfato.

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Ricarica dal 10% al 97% in nove minuti

Secondo BYD, la nuova Blade Battery può passare dal 10% al 97% di carica in appena nove minuti utilizzando una colonnina da 1.500 kW. Si tratta di valori molto elevati per il settore delle auto elettriche.

L’azienda sostiene inoltre che le prestazioni restino competitive anche con temperature molto basse. A -30°C, infatti, il tempo necessario per passare dal 20% al 97% aumenta di soli tre minuti rispetto alle condizioni standard.

Per sostenere questa tecnologia, BYD ha avviato il progetto “Flash Charge China”. L’obiettivo è costruire 20.000 stazioni di ricarica ultra rapida entro la fine dell’anno in Cina. Al 6 maggio, il costruttore aveva già completato 5.924 infrastrutture.

Temperature elevate e sicurezza al centro del confronto

La ricarica ad altissima potenza ha però alimentato dubbi nel settore. Alcuni esperti ritengono che potenze così elevate possano generare temperature superiori ai 65-70°C, considerate critiche per alcuni materiali interni della batteria.

In particolare, le preoccupazioni riguardano il deterioramento del film SEI, lo strato protettivo che si forma tra elettrodo ed elettrolita. Un degrado di questo elemento potrebbe ridurre la durata della batteria e incidere sulla sicurezza.

Sun Huajun ha respinto queste critiche. Secondo il dirigente, si tratta di valutazioni basate su parametri ormai superati. “I 70°C rappresentavano il limite di comprensione del passato”, ha dichiarato il CTO di BYD.

L’azienda spiega di aver lavorato sulla struttura simmetrica della Blade Battery e su un sistema di raffreddamento a doppia superficie. Grazie a questa configurazione, il calore verrebbe distribuito in modo più uniforme.

In parallelo, BYD ha ottimizzato dimensioni e resistenza interna delle celle per limitare i picchi termici durante la ricarica.

Oltre 1.000 cicli di test prima della produzione

Il produttore cinese afferma di aver sottoposto la batteria a oltre 1.000 cicli completi di ricarica flash prima dell’avvio della produzione di massa.

Sono stati effettuati anche test estremi di percorrenza simulata. Tra questi compare un tragitto virtuale dalla provincia di Hainan fino ad Harbin, nel nord-est della Cina, per verificare l’affidabilità della tecnologia in differenti condizioni climatiche.

Secondo BYD, questi test hanno confermato la stabilità del sistema anche durante utilizzi intensivi.

BYD replica a CATL sul concetto di auto premium

Nel corso dell’intervista, Sun Huajun ha risposto anche alle osservazioni di CATL. Alcuni rappresentanti del colosso cinese delle batterie avevano definito le batterie LFP poco adatte ai modelli premium sopra i 250.000 yuan, pari a circa 30.500 euro.

Il CTO di BYD ha citato come esempio la Yangwang U9, supercar elettrica da oltre 10 milioni di yuan, equivalenti a circa 1,22 milioni di euro. Il modello utilizza proprio batterie LFP per ottenere accelerazione elevata e comportamento dinamico sportivo.

Secondo Sun, il concetto di vettura “high-end” non dovrebbe essere definito dalla densità energetica della batteria, ma dall’esperienza complessiva offerta al cliente. Il dirigente ha richiamato aspetti come comfort, sicurezza, velocità di ricarica e qualità della guida.

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BYD continua inoltre a sostenere il principio secondo cui “la sicurezza rappresenta il vero lusso”.

Le future tecnologie BYD tra sodio e stato solido

Attualmente, i sistemi LFP di BYD raggiungono una densità energetica compresa tra 130 e 140 Wh/kg. Nonostante questo, l’azienda ritiene che esista ancora margine di miglioramento.

Il gruppo cinese sta infatti lavorando anche su batterie agli ioni di sodio, tecnologie allo stato solido e nuove soluzioni prive di anodi al litio.

Secondo Sun Huajun, la ricarica ultra rapida potrebbe diventare una barriera tecnologica importante per molti concorrenti. Il dirigente ritiene che realizzare sistemi da 1C o 2C sia ormai relativamente semplice. Portare invece la ricarica sotto i dieci minuti richiede competenze avanzate in elettrochimica e ingegneria di sistema.

Di conseguenza, BYD punta a rafforzare il proprio vantaggio competitivo proprio sul fronte delle batterie e delle infrastrutture di ricarica.




Cosa ne pensate della strategia BYD sulle batterie LFP e della corsa verso la ricarica in meno di dieci minuti?

Fonte

Gianfranco Franzoni

di

Gianfranco Franzoni

Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

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