ZD Bee fino allo 0%: cosa succede quando la batteria è davvero scarica
Portare una ZD Bee fino all'arresto completo permette di capire cosa si nasconde dietro lo 0% indicato sul quadro strumenti. Nel test il display ha raggiunto contemporaneamente lo 0% di batteria e gli zero chilometri di autonomia quando il contachilometri parziale segnava 147,4 km. La microcar ha continuato a muoversi per altri 3,5 km, ma con prestazioni progressivamente ridotte, fino a non riuscire più ad avanzare.
Una piccola elettrica utilizzabile anche fuori città
La ZD Bee provata è la versione con batteria più piccola e motore non limitato alla categoria dei quadricicli. È quindi un'automobile per la quale serve la patente B. La velocità massima rilevata durante la prova è stata di 105 km/h, soglia alla quale intervengono il limitatore e un avviso acustico.
L'abitacolo offre climatizzatore monozona, sistema di infotainment basato su Android 9, telecamera posteriore e assistenza nelle partenze in salita. Manca invece l'auto hold, cioè la funzione che mantiene automaticamente il veicolo fermo dopo l'arresto. La ricarica può essere effettuata a casa tramite una normale presa Schuko, utilizzando il cavo in dotazione, oppure alle colonnine pubbliche.
Il computer di bordo non mostra il consumo in kWh per 100 km, ma soltanto la distanza percorsa, la percentuale della batteria e l'autonomia stimata. Questo impedisce di ricostruire con precisione l'efficienza energetica lungo il percorso. Anche la capacità della batteria non è stata indicata, quindi il risultato resta legato alle letture disponibili sul veicolo.
Dal traffico alla marcia vicina alla velocità massima
Il percorso ha combinato traffico intenso, tratti extraurbani e strade più veloci. Dopo circa 36 km indicati dal trip, la batteria era all'83%. Nella parte successiva l'auto è stata utilizzata a lungo tra 90 e 105 km/h, quindi in una condizione impegnativa per un veicolo di queste dimensioni. Al raggiungimento dei 100 km sul parziale, il quadro segnava il 38% residuo.
A 118 km indicati, la batteria era scesa al 20% e si era accesa la spia della riserva, con un'autonomia stimata di 25 km. In questa fase non è stata percepita una riduzione della potenza. Soltanto avvicinandosi al 9% l'accelerazione tra 50 e 70 km/h è diventata sensibilmente più lenta. All'8% ha smesso di funzionare anche il climatizzatore, una scelta di gestione energetica che privilegia la trazione quando la carica è quasi esaurita.
Intorno ai 140 km mostrati dal trip, la batteria era tra il 5% e il 6%. Il quadro ha poi ridotto progressivamente l'autonomia residua fino a zero. Va però precisato che il contachilometri parziale segnava già 3,2 km alla partenza: i 147,4 km visualizzati al raggiungimento dello 0% non rappresentano quindi necessariamente la distanza netta percorsa durante la sola giornata di prova.
La riserva nascosta dopo lo 0%
Una volta azzerati batteria e autonomia, il trip è stato resettato per misurare il margine residuo. La ZD Bee ha percorso altri 3,5 km. Non si è trattato però di una riserva utilizzabile normalmente: la velocità disponibile è diminuita, prima con un limite intorno ai 60 km/h e poi con un'andatura di circa 26 km/h, fino all'arresto completo.
Il risultato mostra che lo 0% visualizzato non coincide con l'interruzione immediata della marcia, ma non deve essere considerato un margine sul quale fare affidamento. Negli ultimi chilometri comfort e prestazioni vengono progressivamente sacrificati, mentre la distanza realmente disponibile dipende dalle condizioni di guida e non è più indicata dal veicolo.
Il recupero alla colonnina
Dopo l'arresto è stato necessario spingere la ZD Bee per circa un chilometro fino a una colonnina Be Charge. Un primo tentativo con una batteria portatile da 2 kW non aveva consentito di ripartire; successivamente è emerso che il veicolo non era stato spento correttamente durante il tentativo di ricarica.
Alla colonnina pubblica la potenza visualizzata era di circa 3 kW. La sessione ha aggiunto 0,90 kWh secondo i dati riportati dall'infrastruttura, portando il quadro della vettura al 3%. La piattaforma stimava 5,4 km aggiunti, mentre l'auto indicava 3 km di autonomia residua: una quantità sufficiente per ripartire e raggiungere la destinazione.
Più che stabilire un valore assoluto di autonomia, il test chiarisce il comportamento della ZD Bee quando la batteria entra nella zona critica. Gli avvisi arrivano prima della perdita di potenza, il climatizzatore viene disattivato e resta un breve margine oltre lo 0%, ma l'ultima parte del viaggio diventa lenta e imprevedibile. Per questo il dato più utile non è soltanto la distanza indicata dal trip, bensì la necessità di raggiungere una ricarica prima che il quadro si azzeri.
Una domanda per voi
Quanto conta, in una microcar elettrica, una gestione prevedibile della potenza residua rispetto al semplice dato di autonomia?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=eipoBjY7Mbs

https://bit.ly/m/MatteoValenza
Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

