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XEV YoYo, il quadriciclo elettrico alla prova tra città e superstrada
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XEV YoYo, il quadriciclo elettrico alla prova tra città e superstrada

5 min.

La XEV YoYo prova ad avvicinare il mondo delle microcar a quello delle automobili tradizionali, pur conservando dimensioni e caratteristiche adatte soprattutto alla mobilità urbana. È un quadriciclo elettrico a due posti guidabile dai 16 anni con patente AM, dotato di batterie estraibili e di un equipaggiamento più ricco rispetto a quanto normalmente ci si potrebbe aspettare da un mezzo di questa categoria. La prova, estesa anche a un trasferimento di circa 100 chilometri tra Verona e Brescia, ne ha evidenziato qualità e limiti.

Progetto italiano e produzione in Cina

XEV è un'azienda italiana: la YoYo è stata disegnata al Politecnico di Torino, mentre la sede della società, il magazzino ricambi e la gestione dell'assistenza si trovano a Venezia. La produzione è affidata ad aziende cinesi e comprende l'impiego della stampa 3D per alcuni componenti. Questa soluzione permette anche un certo margine di personalizzazione, tema sul quale il costruttore ha puntato proponendo nove colori differenti.

L'impostazione estetica è quella di una piccola vettura da città, con portiere dalla forma esagonale, fasce a contrasto e un tetto panoramico che contribuisce a rendere più luminoso l'abitacolo. Nonostante l'ingombro contenuto, dietro ai due sedili è disponibile un bagagliaio dichiarato da 180 litri. La carrozzeria abbina fari a LED e proiettori alogeni.

Motore, batteria e possibilità di sostituzione

La propulsione è affidata a un motore sincrono a magneti permanenti da 7,5 kW nominali e 15 kW di picco, equivalenti a circa 20 CV. In modalità di guida normale la velocità è limitata a 65 km/h, mentre selezionando la modalità Sport la YoYo può arrivare a 90 km/h. Non può invece circolare in autostrada.

L'accumulatore è composto da tre batterie al litio-ferro-fosfato raffreddate ad aria, per una capacità complessiva dichiarata di 10,4 kWh. La peculiarità è la possibilità di estrarre i moduli e sostituirli in meno di tre minuti. Rimane comunque disponibile la ricarica tradizionale da una presa domestica, per la quale viene indicato un tempo di circa tre ore e mezza.

Al momento della prova, XEV annunciava per il 2022 una collaborazione con Eni finalizzata all'installazione, presso alcuni centri, di strutture dedicate alla sostituzione delle batterie. Il battery swapping avrebbe consentito di ripartire senza attendere la ricarica, trasformando la modularità dell'accumulatore in un vantaggio concreto per l'impiego quotidiano.

Interni essenziali ma ben equipaggiati

L'abitacolo è realizzato prevalentemente in plastica, ma durante il test la qualità percepita è risultata superiore a quella di altre microcar elettriche provate in precedenza. I sedili sono apparsi morbidi, comodi e ben profilati. La dotazione comprende alzacristalli elettrici, specchietti regolabili elettricamente, chiusura centralizzata, impianto audio, prese USB, climatizzatore, riscaldamento ceramico e accensione keyless.

Al centro della plancia trova posto un display da 7 o 10 pollici, a seconda della configurazione. Lo schermo presente sull'esemplare provato non era touchscreen, ma forniva le principali informazioni e consentiva il collegamento Bluetooth allo smartphone. XEV aveva inoltre anticipato l'arrivo, sulle versioni successive, di uno schermo touch con una maggiore integrazione delle applicazioni.

Un'app dedicata permette di controllare lo stato della batteria e la posizione della YoYo grazie al collegamento dell'auto al cloud. Sul fronte strutturale, il quadriciclo è costruito attorno a un telaio in acciaio ad alta resistenza e dispone di barre antintrusione nelle portiere. Sotto i 30 km/h entra inoltre in funzione un avviso acustico per i pedoni, attivo sia durante la marcia avanti sia in retromarcia.

La prova su strada: comfort, stabilità e limiti

Nel trasferimento di circa 100 chilometri, affrontato prevalentemente su strade a scorrimento veloce con andature comprese tra 60 e 90 km/h, la YoYo ha completato il percorso senza particolari difficoltà. Il sibilo del motore elettrico è avvertibile, ma diventa meno evidente durante la marcia. Anche sul bagnato il comportamento percepito è stato rassicurante, senza problemi di stabilità emersi nell'esperienza svolta.

Le prestazioni in salita rappresentano invece un compromesso: su una pendenza leggera, utilizzando la modalità Sport, la velocità rilevata si è attestata intorno ai 60 km/h. Quando la carica scende sotto il 15%, sul display compare una tartaruga rossa e il veicolo entra in una modalità di protezione che limita la velocità a 30 km/h. È una scelta pensata per preservare l'energia residua, ma da considerare nella pianificazione del tragitto.

La criticità più evidente riguarda il riscaldamento. Le bocchette anteriori servono anche parabrezza e finestrini, mentre la zona dei piedi rimane meno coperta. Con temperature basse l'abitacolo tende a raffreddarsi rapidamente e può quindi essere necessario mantenere il sistema sempre acceso. Sono emersi anche alcuni scricchiolii delle plastiche, un limite compatibile con l'impostazione da microcar ma comunque percepibile.

Nel complesso, l'impressione restituita dalla prova è quella di un quadriciclo elettrico curato e ricco di dotazioni, capace di sostenere anche spostamenti extraurbani compatibili con i suoi limiti di omologazione. Al momento del test il prezzo indicato era di circa 13.900 euro, con una previsione di discesa a 9.900 euro in caso di ritorno degli incentivi statali. Batterie sostituibili, comfort e connettività sono i suoi elementi più interessanti; riscaldamento, rumorosità delle plastiche e rendimento in salita ricordano invece che non si tratta di un'automobile tradizionale.

Una domanda per voi

Le batterie estraibili possono rendere un quadriciclo elettrico più pratico della ricarica tradizionale negli spostamenti urbani?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=7gmtym2QBjE

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!