Skip to main content
XEV YoYo, 80 km al freddo: come cambia con la batteria scarica
Pubblicato il
Aggiornato il

XEV YoYo, 80 km al freddo: come cambia con la batteria scarica

4 min.

Portare una XEV YoYo da Brescia a Verona evitando autostrade e pedaggi significa affrontare circa 80 km con un quadriciclo elettrico, in condizioni tutt'altro che ideali. Nel nostro test la partenza è avvenuta con il 92% di batteria e una temperatura esterna di 4 °C; l'arrivo con il 9% residuo. Più del consumo complessivo, però, l'esperienza ha evidenziato quanto cambino le prestazioni quando la carica scende sotto determinate soglie.

Un percorso invernale da circa 80 km

Il navigatore indicava inizialmente 83 km e un'ora e 34 minuti di viaggio. Il percorso, impostato per evitare autostrade e pedaggi, alternava tratti urbani, strade a scorrimento più rapido, salite e discese. Una combinazione utile per osservare il comportamento della YoYo fuori dal suo impiego prevalentemente cittadino, ma anche impegnativa per un mezzo di queste dimensioni.

La temperatura ha inciso anche sul comfort. Per contenere i consumi si è cercato di limitare l'uso del riscaldamento, pur accendendolo in alcuni momenti. Con la batteria ormai vicina alla zona critica, dall'impianto non usciva più aria calda: durante il test il riscaldamento è stato quindi spento per ridurre ulteriormente la richiesta di energia.

Nei primi chilometri il calo della percentuale è apparso rapido: dopo circa 6 km il display segnava l'85%, mentre a 14,4 km la batteria era all'80%. In seguito l'andamento è diventato meno preoccupante. A 19,1 km restava il 76% e, dopo 27,6 km, il livello indicato era del 67%. Sono letture del display durante una singola esperienza e non costituiscono una misurazione strumentale dei consumi.

Modalità Normal e Sport, tra città e strade veloci

In modalità Normal la XEV YoYo raggiungeva i 45 km/h, una velocità adeguata ai tratti urbani. La modalità Sport permetteva invece di arrivare fino a 90 km/h. Nel tratto percorso a questa velocità il quadriciclo ha restituito una sensazione di stabilità positiva, ma il maggiore ritmo e l'uso del riscaldamento hanno inevitabilmente reso più delicata la gestione dell'energia disponibile.

La frenata rigenerativa era presente, ma il rallentamento percepito al rilascio dell'acceleratore risultava leggero. In discesa la YoYo tendeva quindi a veleggiare, recuperando energia senza produrre una decelerazione particolarmente marcata. Durante la marcia urbana era inoltre chiaramente avvertibile l'avviso acustico per i pedoni, attivo sotto i 25 km/h.

Il test non è stato condotto cercando di massimizzare l'autonomia a ogni costo. L'obiettivo era mantenere un'andatura compatibile con il traffico, senza procedere deliberatamente a 30 km/h per risparmiare batteria. Questa scelta rende il risultato più rappresentativo di un viaggio reale, ma non del massimo chilometraggio teoricamente ottenibile adottando una guida estremamente prudente.

Sotto il 20% cambiano radicalmente le prestazioni

La criticità principale è emersa al 20% di batteria. Con la modalità Sport inserita, la velocità non superava più circa 56 km/h e sul quadro compariva l'indicazione della tartaruga rossa. Il sistema sembrava quindi privilegiare la salvaguardia della carica residua e l'estensione della percorrenza, riducendo le prestazioni disponibili.

Una protezione comprensibile, ma problematica quando interviene su una strada a scorrimento veloce. La perdita di velocità può trasformare il veicolo in un intralcio per il traffico, soprattutto se il conducente non ha la possibilità di fermarsi immediatamente. Nel corso della prova, raggiunto il 15%, la velocità è scesa ulteriormente verso i 30-38 km/h, con capacità di accelerazione molto limitata anche in presenza di salite.

Sotto il 10% la limitazione è diventata ancora più severa: al 9% la YoYo procedeva a non più di 20 km/h. La destinazione era ormai a poche centinaia di metri e il viaggio si è concluso senza esaurire completamente la batteria. Il display indicava ancora una stima di circa 2 km, ma le prestazioni residue rendevano di fatto sconsigliabile proseguire nel traffico ordinario.

Il risultato del test

La XEV YoYo ha completato il trasferimento da Brescia a Verona consumando 83 punti percentuali di batteria, dal 92% iniziale al 9% finale. Il risultato dimostra che un tragitto di circa 80 km è stato possibile anche con temperature basse, tratti veloci, qualche salita e un uso limitato del riscaldamento.

L'esperienza evidenzia però un limite pratico importante: il 20% non può essere considerato semplicemente come un quinto dell'autonomia ancora pienamente sfruttabile. Da quella soglia la riduzione progressiva della velocità cambia il modo in cui il mezzo può essere utilizzato. Per chi programma un percorso extraurbano, arrivare vicino al 20% significa quindi dover prevedere una ricarica, evitando di trovarsi su strade dove una velocità molto bassa può creare difficoltà o rischi.

Una domanda per voi

Le forti limitazioni sotto il 20% proteggono efficacemente l'autonomia o rischiano di creare troppi problemi sulle strade extraurbane?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=EQTbQp1_WbQ

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!