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Volvo EX30 alla prova: design riuscito, software da affinare
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Volvo EX30 alla prova: design riuscito, software da affinare

5 min.

La Volvo EX30 punta su un design essenziale, un abitacolo fortemente digitalizzato e dimensioni che impongono qualche compromesso. Dopo un viaggio di circa 1.000 km, con 650 km percorsi direttamente al volante e circa 12 ore di utilizzo, sono emersi punti di forza netti ma anche alcune scelte ergonomiche e software ancora da affinare. La versione provata è quella con due motori e batteria di maggiore capacità.

Design curato, efficienza meno convincente in autostrada

Lo stile esterno è uno degli aspetti più riusciti della EX30. Il frontale riprende il disegno luminoso a martello di Thor, ma i fari non sono Matrix LED: un'assenza percepita come poco coerente con il posizionamento della vettura. La parte anteriore piuttosto verticale sembra inoltre penalizzare l'efficienza alle velocità autostradali.

Durante il viaggio, mantenendo i 130 km/h, sono stati rilevati consumi compresi indicativamente fra 24 e 29 kWh/100 km, con variazioni legate anche alla temperatura. Non sono quindi valori particolarmente contenuti. Gli specchietti senza cornice, nonostante le dimensioni apparentemente ridotte, hanno invece garantito una buona visibilità.

La visione a 360 gradi è ben impostata, ma il flusso delle telecamere è apparso poco fluido. Anche la chiave, priva di pulsanti, richiede qualche adattamento: nell'utilizzo ordinario dovrebbe essere affiancata dall'app Volvo e dall'accesso keyless, ma senza l'app non è possibile aprire o chiudere la vettura a distanza.

Interni essenziali, con qualche rinuncia ergonomica

L'abitacolo convince sul piano del disegno e restituisce una buona sensazione di solidità, pur facendo largo uso di plastiche. Volvo impiega numerosi materiali riciclati e dichiara un'elevata riciclabilità per gli altri componenti. Le superfici con cui si entra più spesso in contatto, come l'appoggio per il braccio, sono morbide; altre zone risultano più rigide e alcune possono graffiarsi facilmente.

Il volante compatto è piacevole da utilizzare e i comandi sulle razze, pur avendo una superficie touch, richiedono una pressione fisica e restituiscono un buon feedback. Manca però un quadro strumenti davanti al guidatore: l'elemento collocato dietro il volante ospita i sensori che controllano attenzione e direzione dello sguardo. Nel test questo sistema di monitoraggio si è dimostrato efficace.

I sedili dispongono di regolazioni elettriche e profilazione, ma il joystick multifunzione non è immediato da comprendere. Permette di gestire posizione, supporto lombare e inclinazione del cuscino, richiedendo però una fase di apprendimento. Il volante, al contrario, non è regolabile elettricamente e quindi non segue le impostazioni salvate nel profilo.

La quasi totale assenza di pulsanti fisici resta una delle criticità principali. Molte funzioni vanno cercate nel display centrale, mentre i comandi dei finestrini sono collocati sulla console, vicino ai tasti touch per apertura e chiusura delle porte. Durante l'uso è risultato facile confonderli, con il rischio di sbloccare involontariamente l'auto mentre si tenta di abbassare un vetro.

Anche le bocchette di aerazione privilegiano il design rispetto alla flessibilità: dalla posizione di guida non è stato semplice indirizzare un flusso consistente verso il volto. L'impianto audio Harman Kardon, sviluppato con una soluzione trasversale nella plancia, offre una resa complessivamente buona, ma aumentando i bassi sono emerse vibrazioni nelle plastiche. In marcia gli scricchiolii sono comunque rimasti limitati.

Spazio posteriore ridotto, bagagliaio più sfruttabile

L'abitabilità posteriore rappresenta un limite concreto per chi è alto circa 1,85 metri: con il sedile anteriore regolato di conseguenza, lo spazio per le gambe dietro diventa molto ridotto. Il bagagliaio è invece apparso sufficientemente capiente e dispone di doppio fondo, ulteriori vani e piccole tasche laterali. La soglia di carico è però piuttosto alta.

Davanti è presente un vano da circa 12 litri, sufficiente per sistemare il cavo di ricarica. La visibilità posteriore è buona grazie all'inclinazione del lunotto e allo specchietto centrale senza cornice. Positivo anche il tetto in vetro: con una temperatura esterna di circa 20 gradi, la schermatura ha evitato un eccessivo riscaldamento dell'abitacolo durante il viaggio.

Ricarica stabile, navigazione ancora imprecisa

La batteria NMC da 62 kWh raggiunge un picco di ricarica di circa 150 kW, ma lo mantiene per poco tempo e la potenza inizia a diminuire abbastanza presto. Nel test il passaggio dal 20 all'80% ha richiesto approssimativamente 30 minuti. All'87% di carica, la potenza osservata era di circa 40 kW.

Più convincente la gestione termica. Nonostante le numerose soste effettuate, arrivate a circa sei nell'arco della prova, la vettura è riuscita a mantenere prestazioni di ricarica coerenti, senza mostrare problemi attribuibili all'accumulo di calore. La EX30 è inoltre dotata di pompa di calore.

Android Automotive offre un'esperienza intuitiva e il navigatore Google integra i punti di interesse e pianifica automaticamente le soste quando l'energia disponibile non basta per raggiungere la destinazione. Indica anche la durata prevista delle ricariche. La stima della batteria residua all'arrivo si è però dimostrata poco precisa e non sufficientemente conservativa, tanto da poter costringere a ridurre la velocità per completare una tratta.

Gli aggiornamenti over the air permettono in prospettiva di intervenire sul software senza passaggi in officina. Sul fronte degli aiuti alla guida, l'impressione emersa è stata particolarmente positiva: gli ADAS sono risultati tra i più efficaci provati, con un comportamento giudicato persino superiore a quello sperimentato su Tesla. Si tratta di una valutazione maturata in questa specifica esperienza, non di un confronto strumentale.

La Volvo EX30 lascia quindi un'impressione complessivamente favorevole per stile, solidità, assistenza alla guida e gestione termica. Le maggiori riserve riguardano lo spazio posteriore, l'efficienza autostradale, la curva di ricarica e soprattutto un'impostazione minimalista che sacrifica alcuni comandi fisici utili. Il software è una base valida, ma la previsione dell'autonomia a destinazione richiede maggiore affidabilità.

Una domanda per voi

Un abitacolo quasi privo di tasti fisici è davvero un vantaggio se funzioni comuni come finestrini e serrature diventano meno intuitive?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=YqJOrDdZfpc

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!