Volvo EC40, perché la fastback elettrica convince soprattutto da usata
La Volvo C40 Recharge cambia nome e diventa EC40, mantenendo la propria identità di crossover elettrica con coda fastback. Al di là della nuova denominazione, il modello merita attenzione soprattutto sul mercato dell’usato: durante la prova sono emersi un sistema di ricarica ancora competitivo, un efficace One Pedal, un abitacolo ben insonorizzato e una qualità di marcia capace di compensare un progetto non più recentissimo.
Il prezzo da nuova dell’esemplare provato sfiorava i 70.000 euro, mentre tra le vetture usate con pochi chilometri sono state osservate proposte nell’ordine dei 35.000-40.000 euro. È proprio questa differenza a rendere la EC40 particolarmente interessante: la svalutazione permette di accedere a contenuti da vettura premium con un esborso sensibilmente inferiore rispetto al listino originario.
Batteria da 79 kWh e ricarica fino a 205 kW
La versione esaminata adotta una batteria NMC da 79 kWh utilizzabili, con architettura a 400 volt e garanzia dichiarata di otto anni o 160.000 chilometri. Il motore posteriore sviluppa circa 250-255 CV, mentre la velocità massima è limitata a 180 km/h e l’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede circa 7,3 secondi.
In corrente alternata la potenza accettata è di 11 kW. In corrente continua il picco arriva invece a 205 kW, un valore accompagnato da una curva di ricarica giudicata positivamente durante l’utilizzo. Il passaggio dal 20 all’80% può avvenire in meno di mezz’ora, mentre intorno al 72-73% la potenza osservata scende sotto il valore equivalente a 1C.
L’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP è di poco inferiore a 590 chilometri. Nell’esperienza su strada, con una guida media alternata a qualche accelerazione più decisa, la percorrenza realisticamente raggiungibile è stata stimata intorno ai 450 chilometri. Nonostante la piattaforma derivi da un’architettura nata anche per motorizzazioni termiche, il risultato è stato considerato adeguato alla tipologia e alla massa della vettura.
La porta di ricarica si trova sul lato posteriore sinistro ed è dotata di un comando per sbloccare il connettore. Sotto il cofano anteriore è presente anche un vano da circa 25-30 litri, utile per riporre i cavi, sebbene non sia completamente isolato dalla polvere.
Comfort elevato, ma con qualche limite pratico
Su strada la EC40 trasmette una marcata sensazione di solidità. L’insonorizzazione è risultata molto curata, sia rispetto al rumore di rotolamento sia nei confronti dei fruscii aerodinamici. Anche con i cerchi opzionali da 20 pollici, abbinati a pneumatici anteriori 235/45 e posteriori 255/40, il comfort rimane buono.
Le sospensioni mostrano una prima fase di compressione piuttosto secca sui dossi, seguita però da un ritorno morbido e ben controllato. Questa taratura lascia spazio anche a una guida moderatamente dinamica, senza snaturare l’impostazione confortevole dell’auto. Le modalità disponibili sono essenziali: oltre alla configurazione standard è presente quella Offroad, che interviene sul controllo di trazione e alleggerisce lo sterzo.
Uno degli elementi più convincenti è la frenata rigenerativa. Il sistema One Pedal rallenta la vettura con decisione fino a restituire una sensazione vicina all’uso del pedale del freno. Nella prova è apparso persino più incisivo rispetto a quello di una Tesla Model Y a trazione posteriore, pur con una risposta meno fluida.
Il sistema anticollisione attivo nelle manovre a bassa velocità rappresenta invece un punto da affinare. È capace di arrestare bruscamente l’auto quando rileva un ostacolo, ma in alcune circostanze ha interpretato un semplice marciapiede come un pericolo, intervenendo senza necessità. Il dispositivo può comunque essere disattivato.
Interni solidi e software ancora reattivo
L’abitacolo mostra l’età del progetto in alcuni elementi, tra cui il disegno della plancia, le bocchette manuali e il volante. La qualità costruttiva resta però convincente: durante le verifiche non sono emersi scricchiolii, nemmeno sollecitando i componenti apparentemente più delicati.
Tra i dettagli più caratteristici ci sono le finiture tridimensionali retroilluminate, capaci di creare un effetto più ricercato nelle ore serali. I sedili anteriori sono regolabili elettricamente, dispongono di supporto lombare e di una seduta estensibile manualmente. L’esemplare provato offriva inoltre riscaldamento su tre livelli per sedili e volante.
Il sistema multimediale si è mostrato veloce, pulito e privo di rallentamenti evidenti. Sono presenti Apple CarPlay via cavo, due porte USB-C anteriori, una presa da 12 volt fino a 120 watt e la ricarica wireless. Quest’ultima è inserita in una superficie che, dopo circa 3.000 chilometri, mostrava già numerosi graffi. Non è invece disponibile Android Auto sull’esemplare esaminato.
La strumentazione digitale integra bene le informazioni di guida e può mostrare Google Maps oppure una vista più essenziale. Meno pratica la gestione dei dati di viaggio, resettabili soltanto attraverso un comando dedicato. Anche il tunnel centrale è ingombrante e può interferire con la gamba del guidatore.
Spazio adeguato davanti, meno dietro
La EC40 è lunga 4,44 metri, alta 1,59 metri e ha un passo di circa 2,70 metri. La massa a vuoto riportata per l’esemplare provato è di 2.020 chilogrammi. Il bagagliaio offre circa 410 litri, che diventano approssimativamente 1.200 abbattendo gli schienali posteriori in configurazione 60:40. Il vano ha una forma piuttosto verticale, un ampio pozzetto inferiore e una soglia di carico alta.
Il portellone elettrico può essere azionato anche tramite sensore sotto il paraurti, risultato affidabile durante il test. La visibilità posteriore è invece penalizzata dalla linea fastback: lo specchietto interno offre una visuale limitata, anche se i poggiatesta posteriori possono essere abbattuti elettricamente per liberare il campo visivo.
Dietro sono disponibili due porte USB-C, bocchette dell’aria, attacchi Isofix laterali e un bracciolo centrale. Per una persona alta 1,92 metri lo spazio è però ridotto sia per le gambe sia per la testa. La presenza del tunnel centrale, conseguenza della piattaforma condivisa con versioni termiche, limita inoltre la comodità del quinto passeggero.
Nel complesso, la Volvo EC40 resta un’elettrica equilibrata nonostante alcuni compromessi progettuali e un’interfaccia estetica meno moderna rispetto ai modelli più recenti. Ricarica rapida, autonomia concreta, comfort e qualità costruttiva ne sostengono soprattutto il valore come usato, dove la distanza dal prezzo di listino originario cambia sensibilmente il giudizio economico sull’auto.
Una domanda per voi
La forte svalutazione può rendere una Volvo EC40 usata più interessante di un’elettrica nuova ma meno raffinata?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=W_xm_wSUGMM

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