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Volkswagen ID.4, il SUV elettrico punta su spazio e comfort
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Volkswagen ID.4, il SUV elettrico punta su spazio e comfort

5 min.

Volkswagen ID.4 porta la piattaforma elettrica condivisa con ID.3 nel formato di un SUV spazioso e orientato al comfort. Trazione posteriore, due tagli di batteria, un abitacolo ampio e una dotazione digitale articolata definiscono una proposta che, durante la prova, ha mostrato una particolare attenzione a insonorizzazione, maneggevolezza e qualità di marcia.

Dimensioni da SUV e un bagagliaio capiente

La ID.4 misura 458 cm in lunghezza, 185 cm in larghezza e 161 cm in altezza, con un passo di 277 cm e una luce a terra di 21 cm. Le proporzioni sono vicine a quelle della Volkswagen Tiguan, ma l'architettura elettrica consente di sfruttare meglio lo spazio interno. Il peso varia invece da 1.966 a 2.124 kg in funzione della batteria e dell'equipaggiamento.

Il bagagliaio offre 543 litri, che diventano 1.575 abbattendo gli schienali posteriori frazionati 60:40. Dietro il bracciolo è presente anche una botola centrale, utile per caricare oggetti lunghi e stretti senza rinunciare completamente ai posti posteriori. Nella seconda fila lo spazio sopra la testa è abbondante e gli schienali risultano meno inclinati rispetto a quelli della ID.3. È inoltre possibile infilare i piedi sotto i sedili anteriori, a vantaggio della postura.

Motori, batterie e ricarica

La gamma descritta prevede tre motorizzazioni sincrone a magneti permanenti: 109 kW, pari a 148 CV, 125 kW e 170 CV, oppure 150 kW e 204 CV. In tutti i casi il motore, dal peso indicato di circa 90 kg, è collocato sull'asse posteriore e muove le ruote posteriori. La versione da 204 CV completa lo 0-100 km/h in circa 8,5 secondi. Era inoltre previsto l'arrivo della ID.4 GTX, accreditata di trazione integrale e oltre 300 CV.

Le batterie disponibili hanno una capacità netta di 52 oppure 77 kWh. Le autonomie dichiarate nel ciclo WLTP sono rispettivamente di circa 345 e 520 km, valori che devono comunque essere verificati nell'impiego reale, dove temperatura, velocità e stile di guida possono modificare sensibilmente il risultato. La garanzia indicata è di otto anni o 160.000 km, con una capacità residua del 70%.

La batteria da 52 kWh è abbinata a un caricatore di bordo in corrente alternata da 7,2 kW e accetta fino a 100 kW in corrente continua. La versione da 77 kWh sale a 11 kW in alternata e 125 kW in continua. Le stime riportate indicano il recupero di circa 50 km di autonomia per ogni ora collegata a una fonte domestica da 6 kW e di circa 100 km all'ora con una ricarica da 11 kW. Alla massima potenza in corrente continua vengono indicati circa 320 km in 30 minuti.

La pompa di calore, utile per rendere più efficiente il riscaldamento dell'abitacolo nei climi freddi, è disponibile come optional. Il frontale presenta una sola presa d'aria inferiore, dedicata al raffreddamento di batteria, motore ed elettronica. Il coefficiente aerodinamico dichiarato è pari a 0,28.

Abitacolo digitale tra soluzioni utili e compromessi

La selezione della marcia avviene tramite un comando rotante collocato a destra del volante. La modalità B aumenta la decelerazione quando si rilascia l'acceleratore e intensifica il recupero di energia. La strumentazione da 5,3 pollici è compatta: durante il test è sembrata piccola, ma le informazioni essenziali sono rimaste facilmente consultabili. Il display centrale, leggermente orientato verso il conducente, misura invece 10 o 12 pollici in base alla versione e integra infotainment e navigazione.

Volkswagen ha scelto superfici tattili per numerosi comandi, compresi quelli del volante, delle luci, degli specchietti e degli alzacristalli. È una soluzione coerente con l'impostazione digitale dell'abitacolo, ma nell'esperienza d'uso non è risultata immediata quanto i pulsanti tradizionali. Più convincente l'organizzazione del tunnel centrale, che offre ricarica wireless, portabicchieri e diversi vani per gli oggetti personali.

Tra le dotazioni figura l'head-up display, che proietta sul parabrezza le informazioni principali. L'ID. Light utilizza invece una fascia luminosa alla base del parabrezza per comunicare indicazioni del navigatore, richieste di frenata e stato della ricarica. Una SIM integrata permette gli aggiornamenti over the air e il collegamento con cloud e smartphone, dal quale è possibile controllare lo stato dell'auto e della batteria, oltre ad attivare climatizzatore e riscaldamento dei sedili.

Sul fronte della sicurezza, in caso di collisione posteriore i poggiatesta sono progettati per ridurre il rischio di colpo di frusta. Un airbag centrale sul lato destro del sedile del conducente interviene invece negli impatti laterali per limitare il contatto tra chi occupa i due posti anteriori.

Comfort e maneggevolezza nella prova su strada

L'impressione più evidente emersa alla guida riguarda l'insonorizzazione, risultata particolarmente curata. Lo sterzo si è mostrato preciso e il diametro di svolta di 10,2 metri facilita le manovre negli spazi ridotti e sui percorsi stretti. Le sospensioni posteriori multilink hanno assorbito efficacemente le irregolarità, contribuendo a una marcia confortevole.

L'esemplare provato montava cerchi da 20 pollici, abbinati però a pneumatici con una spalla indicata in circa 10 cm. Questa configurazione ha aiutato a preservare il comfort nonostante il diametro generoso delle ruote. Anche l'accelerazione della versione provata è apparsa adeguata alla massa e capace di offrire una risposta nettamente diversa rispetto a quella tipica di un'auto termica.

Ad aprile 2021 la serie speciale First Edition veniva proposta con le batterie da 52 e 77 kWh rispettivamente a 48.600 e 58.600 euro. Erano inoltre indicati l'allestimento City da 52 kWh a partire da 43.000 euro e le versioni Life, Business e Tech con batteria da 77 kWh, rispettivamente a 49.000, 53.000 e 57.000 euro. Nel quadro commerciale descritto all'epoca, tutte le configurazioni rientravano sotto la soglia di 61.000 euro prevista per accedere all'Ecobonus statale, indicato in 10.000 euro.

Una domanda per voi

I comandi tattili della Volkswagen ID.4 sono un compromesso accettabile per ottenere un abitacolo più essenziale e digitale?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=rrbElg4YiUc

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!