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Volkswagen ID.4 GTX, il restyling migliora tecnologia e comfort
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Volkswagen ID.4 GTX, il restyling migliora tecnologia e comfort

6 min.

Il restyling della Volkswagen ID.4 interviene soprattutto dove il modello aveva maggiore bisogno di evolvere: software, gestione della ricarica ed efficienza del gruppo propulsore. La GTX aggiunge trazione integrale, 340 CV e un allestimento più caratterizzato, ma durante la prova condotta da Ginger, membro del team di Elettronauti, è emerso anche un dubbio sostanziale: le prestazioni giustificano il prezzo richiesto oppure la configurazione più razionale resta quella a trazione posteriore?

Dettagli GTX e un bagagliaio da circa 550 litri

La caratterizzazione estetica della GTX passa principalmente attraverso gli elementi neri lucidi, i badge dedicati e i cerchi. L'esemplare del test montava ruote da 21 pollici opzionali, mentre per questa versione sono previsti di serie cerchi da 20 pollici. Tetto, montanti e minigonne scuri rendono la linea visivamente più filante, senza modificare l'impostazione generale della ID.4.

All'anteriore trovano posto i fari LED Matrix, giudicati efficaci durante l'esperienza sul campo, collegati da una linea luminosa. Al posteriore sono presenti il sistema di telecamere a 360 gradi, la retrocamera integrata e il portellone azionabile tramite sensore con il piede. Meno convincente la scelta di lasciare il tergicristallo in vista, anziché nasconderlo sotto il piccolo spoiler.

Il vano di carico offre circa 550 litri nella configurazione ordinaria e supera i 1.550 litri abbattendo i sedili. Il piano può essere posizionato più in basso e sotto il fondo è disponibile un piccolo pozzetto. La soglia non è eccessivamente alta e facilita la gestione dei carichi pesanti. È presente anche una botola centrale nello schienale posteriore, mentre la cappelliera non è di tipo riavvolgibile.

Ricarica fino a 175 kW e nuovo motore posteriore

Sul fronte della ricarica, la ID.4 GTX arriva a 175 kW in corrente continua e a 11 kW trifase in corrente alternata. Il tempo dichiarato nel test per passare dal 10 all'80% è di 28 minuti, mentre una ricarica completa in AC richiede indicativamente tra sette ore e mezza e otto ore. La porta rimane collocata sul lato posteriore destro.

Il supporto al Plug and Charge consente di avviare automaticamente una sessione presso le colonnine compatibili collegando il cavo, senza dover completare ogni volta la procedura di identificazione. La funzione è integrata con l'ecosistema We Charge e diventa particolarmente utile nei viaggi lunghi o all'estero. Il navigatore può inoltre programmare le soste e attivare autonomamente il preriscaldamento della batteria; lo stesso comando è disponibile anche manualmente.

Il principale aggiornamento tecnico è il motore posteriore AP550, derivato dalla ID.7 e progettato per migliorare l'efficienza soprattutto tra 90 e 130 km/h. Nella GTX lavora insieme a un secondo motore anteriore, formando una trazione integrale gestita elettronicamente. La potenza complessiva è di 250 kW, pari a 340 CV: lo 0-100 km/h viene coperto in circa 5,4-5,5 secondi e la velocità massima è nell'ordine dei 180 km/h.

La batteria dell'esemplare provato ha una capacità lorda di 82 kWh. La spinta è immediata e il kickdown permette di richiamare tutta la potenza anche nelle modalità più conservative. Le prestazioni non mancano, ma la valutazione emersa dal test è che una simile riserva di potenza non sia indispensabile su un SUV di questo tipo.

Infotainment finalmente più rapido e leggibile

Il salto più evidente nell'abitacolo riguarda il sistema operativo. L'infotainment si è mostrato molto più fluido, pulito e rapido rispetto alla versione precedente. Il calcolo di un itinerario con due soste di ricarica è risultato pressoché immediato e l'interfaccia permette di personalizzare i widget, gestire la percentuale massima della batteria e ridurre l'amperaggio durante la ricarica in AC.

Volkswagen ha inoltre corretto una delle criticità più discusse: i comandi touch inferiori sono ora retroilluminati e quindi più facili da individuare al buio. Restano Android Auto e Apple CarPlay wireless, una base di ricarica senza fili e due porte USB-C capaci anche di trasferire dati. Positiva anche la presenza dei comandi fisici sul volante, che non soffrono più degli azionamenti involontari rilevati con le precedenti superfici a sfioramento.

L'esemplare non disponeva dell'head-up display opzionale, ritenuto particolarmente utile per visualizzare le indicazioni di navigazione e l'interazione con gli ADAS. Gli assistenti alla guida hanno comunque lavorato bene durante il test. Rimane invece poco intuitiva la gestione della rigenerazione: la modalità B è separata dalla marcia D, non ci sono palette dietro al volante e manca una vera modalità one pedal.

Comfort elevato, ma la GTX non è la scelta più razionale

I sedili in Alcantara, regolabili elettricamente e dotati di supporto lombare, memoria e massaggio, contribuiscono a un buon livello di comfort. Lo spazio posteriore è abbondante anche dietro a una seduta regolata per una persona alta circa 1,90 metri, sebbene la posizione del divano sia stata percepita come leggermente verticale.

L'insonorizzazione è uno dei punti forti dell'esemplare, aiutata dai vetri anteriori doppi opzionali. Le sospensioni regolabili elettronicamente lavorano sulla compressione e sul ritorno, non sull'altezza. L'assorbimento generale è buono, ma il ritorno è apparso piuttosto rigido sulle buche affrontate a velocità più elevata; anche i cerchi da 21 pollici e la spalla ridotta degli pneumatici incidono sul compromesso.

Lo sterzo è filtrato e poco sportivo, ma conserva una direzionalità adeguata. Resta avvertibile anche un piccolo scalino nella risposta iniziale dell'acceleratore alle bassissime velocità, sebbene meno marcato rispetto al passato e quasi annullato selezionando la modalità Eco.

La GTX parte da poco meno di 55.000 euro e, nella configurazione provata, arriva a circa 59.000-60.000 euro senza essere completamente accessoriata. Il restyling rende la ID.4 più matura, soprattutto per software, ricarica, silenziosità ed efficienza, ma il sovrapprezzo della versione da 340 CV rimane difficile da giustificare in termini strettamente razionali. L'elemento più interessante dell'aggiornamento potrebbe quindi essere proprio il motore AP550, soprattutto se in futuro venisse esteso alle configurazioni di ingresso, eventualità indicata soltanto come indiscrezione al momento della prova.

Una domanda per voi

Per la Volkswagen ID.4 conta di più la potenza della GTX o l'efficienza del nuovo motore posteriore in una versione più accessibile?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=XypGfJAdwa4

Pietro Antonioli #Gingerblack

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer