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Volkswagen ID.3: diagnosi e riparazione del pacco batteria da 58 kWh
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Volkswagen ID.3: diagnosi e riparazione del pacco batteria da 58 kWh

5 min.

Riparare una batteria ad alta tensione non significa necessariamente sostituire l'intero pacco. Il caso concreto di una Volkswagen ID.3 con batteria da 58 kWh mostra come un'officina qualificata possa individuare un singolo modulo fuori tolleranza, rimuoverlo e installarne uno nuovo, seguendo una procedura rigorosa di sicurezza, diagnosi e bilanciamento.

L'auto interessata è una ID.3 del 2020 con circa 110.000 km. È arrivata in officina autonomamente, nonostante la segnalazione di un'anomalia al sistema elettrico sul quadro strumenti. L'analisi degli eventi memorizzati aveva ricondotto il problema al modulo numero 6. Secondo quanto riferito durante l'intervento, era il primo ricovero in officina della vettura per un guasto.

La messa in sicurezza prima dello smontaggio

Prima di intervenire sul pacco vengono delimitate le aree accessibili soltanto al personale autorizzato e disattivati i servizi online della vettura. Questo passaggio impedisce al proprietario di interagire da remoto con l'auto mentre i tecnici stanno lavorando sui suoi sistemi. La rete a 12 volt, invece, deve rimanere disponibile nelle fasi in cui serve la comunicazione con la diagnostica.

La batteria viene scollegata dal circuito di raffreddamento a liquido e dai collegamenti elettrici, quindi separata dal telaio seguendo la sequenza indicata dalla guida di riparazione. L'ordine di rimozione dei fissaggi è importante perché il peso del pacco potrebbe sottoporre la struttura a sollecitazioni non previste. Anche i punti di sollevamento dell'auto devono essere rispettati con precisione, poiché un posizionamento errato dei bracci del ponte impedirebbe alla batteria di scendere.

Il lavoro sull'alta tensione viene eseguito da due persone qualificate, utilizzando utensili isolati, protezioni individuali e un banco dotato di tappeto isolante. Separando le due bancate del pacco è inoltre possibile ridurre la tensione presente nella zona su cui si interviene. La tensione totale misurata prima dello smontaggio, sia tramite diagnosi sia manualmente, era di 411 volt.

Tenuta del pacco e struttura interna

Prima dell'apertura viene effettuata una prova di ermeticità della durata di 15 minuti. L'obiettivo è verificare che l'involucro mantenga la pressione e che il modulo anomalo non sia stato compromesso dall'ingresso di umidità. Per il test viene rimossa la valvola di sfiato e installato un tappo specifico; una pompa, un manometro e il sistema diagnostico controllano poi il comportamento del contenitore.

La parte inferiore del pacco comprende il circuito di raffreddamento, separato dalla zona occupata dai moduli. Questi ultimi poggiano su pasta termica, che favorisce lo scambio di calore con il circuito sottostante. Il raffreddamento serve anche l'elettronica di gestione. Ogni modulo è collocato in un proprio alloggiamento, una separazione utile anche a limitare il trasferimento di calore tra gli elementi.

I moduli sono collegati in serie attraverso cavallotti isolati. Ciascuno dispone di un'elettronica locale che ne controlla e bilancia le celle, comunicando con la centralina principale della batteria. È quest'ultima l'interfaccia utilizzata dalla diagnostica: l'officina non comunica direttamente con ogni modulo attraverso il veicolo, ma passa dalla centralina centrale.

Rimozione e classificazione del modulo guasto

Per estrarre il modulo numero 6 vengono rimossi i collegamenti elettrici e quattro fissaggi, che devono essere sostituiti durante il rimontaggio. Il componente viene sollevato con ganci specifici. Non avendo subito urti, il modulo non presentava in partenza i tipici indizi associati a un danno meccanico, ma doveva comunque essere classificato prima della spedizione.

La procedura verifica temperatura, tensione delle celle e isolamento verso la carcassa. Il numero di serie identifica con precisione il componente sottoposto al controllo e i risultati vengono registrati attraverso ODIS, il sistema diagnostico utilizzato nell'intervento. Il modulo è risultato guasto ma stabile, con isolamento regolare e senza condizioni di pericolo per il trasporto. Può quindi essere restituito utilizzando lo stesso imballaggio con cui è arrivato il ricambio.

La gestione cambierebbe in presenza di un elemento incidentato, surriscaldato o interessato da reazioni interne. Crepitii e temperature elevate possono portare alla classificazione dell'intera batteria come pericolosa e al suo trasferimento in un'area di quarantena. Per il trasporto possono inoltre essere necessarie casse specifiche. Nel caso della ID.3 esaminata, però, questi segnali non erano presenti.

Il bilanciamento del ricambio e la chiusura

Un modulo nuovo non può essere semplicemente inserito nel pacco. La sua tensione deve essere portata al valore medio degli altri moduli, evitando uno scostamento che potrebbe generare nuove anomalie. Lo strumento di bilanciamento si collega all'elettronica del componente e ai terminali di potenza, quindi carica o scarica le singole serie di celle fino a raggiungere il valore impostato.

In questo intervento il modulo è partito da 42,9 volt e doveva raggiungere 45,7 volt. Il tempo stimato dallo strumento era di un'ora e 52 minuti, ma la durata effettiva dipende dalla differenza tra lo stato del ricambio e quello del pacco. Terminato il bilanciamento, il numero di serie del nuovo componente viene associato alla posizione 6 e registrato nella centralina della batteria.

Il rimontaggio prevede la pulizia dell'alloggiamento, nuova pasta termica, nuovi fissaggi e la sostituzione dei materiali prescritti, comprese guarnizioni e componenti di tenuta. Prima di richiudere vengono ripetute le misure tra positivo, negativo e carcassa. Una volta sigillato il coperchio, il pacco affronta una seconda prova di ermeticità.

Dopo il ritorno della batteria sulla vettura vengono ripristinati il circuito ad alta tensione e le protezioni, completato l'indirizzamento del modulo e verificato il funzionamento con una prova su strada e una ricarica. Per un intervento di questo tipo sono state stimate circa otto ore di lavoro, con la presenza costante di due tecnici qualificati. Il risultato è una riparazione mirata del componente difettoso, senza sostituire un pacco ancora recuperabile.

Una domanda per voi

La possibilità di sostituire un singolo modulo quanto dovrebbe incidere sulla valutazione della riparabilità di un'auto elettrica?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=G57Ws2uVtPs

Pietro Antonioli #Gingerblack

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer