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Viaggi estivi in auto elettrica: come gestire ricariche e code
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Viaggi estivi in auto elettrica: come gestire ricariche e code

5 min.

Viaggiare in auto elettrica durante l'esodo estivo richiede un approccio diverso rispetto a un normale giorno dell'anno. Il punto non è soltanto trovare una colonnina lungo il percorso, ma sapere se sarà disponibile all'arrivo e avere un'alternativa qualora sia occupata o fuori servizio. La rete italiana è cresciuta, ma nei giorni di maggiore affluenza anche una stazione adeguata al traffico ordinario può trasformarsi in un collo di bottiglia.

Una rete più estesa, sotto pressione nei giorni di esodo

In Italia risultano installati oltre 84.500 punti di ricarica pubblici. Soltanto nel secondo trimestre del 2026 ne sono stati aggiunti più di 6.300 e oltre la metà delle nuove installazioni è di tipo veloce o ultraveloce. Alla fine di marzo, sulla rete autostradale erano presenti 1.461 punti di ricarica, dei quali più del 61% con potenza superiore a 150 kW.

Questi numeri descrivono un'infrastruttura molto più capillare e potente rispetto a quella disponibile pochi anni fa. Non significano, però, che ogni viaggio sia privo di criticità. Ad agosto migliaia di automobilisti percorrono contemporaneamente le stesse direttrici e si concentrano nelle medesime aree di servizio. Code ai caselli, affollamento nei locali e attese alle colonnine sono conseguenze dello stesso picco di domanda.

L'errore principale è costruire l'intero itinerario intorno a una sola sosta, dando per scontato che la colonnina indicata dal navigatore sia libera, funzionante e in grado di erogare la potenza prevista. Una pianificazione efficace non richiede un elenco di quindici deviazioni: è sufficiente individuare una stazione principale e una seconda opzione compatibile, raggiungibile senza difficoltà.

Il margine in batteria vale più di un piano rigido

Arrivare alla ricarica con il 5% di batteria può favorire, in condizioni normali, una potenza elevata. Nel traffico estivo, tuttavia, una deviazione, un guasto o una coda imprevista possono rendere questa strategia rischiosa. Conservare un margine del 10 o del 15% permette invece di cambiare programma senza trasformare un contrattempo in un'emergenza.

Anche la potenza massima non deve essere l'unico criterio di scelta. Una stazione da 350 kW con due stalli può risultare meno utile di una struttura da 150 o 200 kW dotata di otto, dieci o dodici punti. Prima della partenza conviene quindi verificare il numero di prese disponibili, l'eventuale indicazione in tempo reale del loro stato e la presenza di un'altra stazione nelle vicinanze.

La qualità della sosta dipende anche dai servizi accessibili: bagni, bar e luoghi in cui mangiare consentono di sovrapporre la ricarica a una pausa che, durante un viaggio di sei o sette ore, sarebbe comunque opportuna. L'obiettivo è evitare di attendere in auto osservando la percentuale della batteria, integrando invece la ricarica nei tempi naturali del viaggio.

Perché non serve arrivare sempre al 100%

La maggior parte delle auto elettriche accetta potenze più elevate quando la batteria è scarica, per poi ridurle progressivamente avvicinandosi al pieno. Gli ultimi punti percentuali possono quindi richiedere molto più tempo dei precedenti. Durante una trasferta è spesso più efficiente ripartire non appena l'energia disponibile consente di raggiungere con margine la tappa successiva.

Caricare al 100% resta utile prima della partenza, se il viaggio inizia subito, oppure quando bisogna raggiungere una zona con poche infrastrutture. Non dovrebbe però diventare un automatismo a ogni sosta, soprattutto quando l'autonomia aggiuntiva non verrà utilizzata. Nei modelli compatibili è inoltre opportuno impostare la stazione rapida come destinazione nel navigatore dell'auto: il sistema può così preparare la batteria e portarla nelle condizioni più favorevoli alla ricarica.

Caldo, climatizzatore e velocità autostradale

Le alte temperature incidono sull'autonomia, ma non sempre quanto si potrebbe immaginare. Uno studio condotto su quasi 30.000 auto elettriche ha rilevato, intorno ai 32 °C, una perdita media di circa il 5%. In presenza di temperature estreme vicine ai 37 °C, l'impatto può invece diventare sensibilmente più evidente.

In autostrada il principale responsabile dell'aumento dei consumi non è necessariamente il climatizzatore. Un'analisi basata su oltre tre milioni di viaggi indica che, alle velocità elevate, la resistenza aerodinamica può incidere più del caldo e dell'energia necessaria per raffreddare l'abitacolo. Spegnere l'aria condizionata e viaggiare in condizioni poco confortevoli non è quindi la soluzione più razionale.

Se l'autonomia residua diminuisce più rapidamente del previsto, una moderata riduzione della velocità può essere molto più efficace. Come un'auto termica, anche un'elettrica consuma sensibilmente di più a 130 km/h rispetto a velocità inferiori. Lasciare un margine nei tempi di percorrenza permette quindi di intervenire sulla velocità senza compromettere il programma del viaggio.

La ricarica a destinazione cambia la vacanza

La pianificazione non dovrebbe fermarsi all'ultima colonnina autostradale. Prima di prenotare un albergo, un campeggio, un appartamento o un'altra struttura è utile chiedere se sia disponibile la ricarica, quanti punti siano presenti, se possano essere prenotati, quale potenza eroghino e quanto costi il servizio.

Anche una ricarica lenta può essere sufficiente quando l'auto rimane parcheggiata per tutta la notte. Ritrovarla carica al mattino evita di dedicare una parte del soggiorno alla ricerca di una colonnina e consente di iniziare il viaggio di ritorno con maggiore tranquillità.

Un lungo viaggio elettrico ad agosto è dunque possibile, ma richiede alcune precauzioni: partire con una buona carica, mantenere un margine di sicurezza, preferire stazioni con più punti disponibili, individuare un'alternativa e verificare la ricarica a destinazione. L'ansia nasce soprattutto quando si usa tutta l'autonomia per raggiungere un'unica colonnina senza sapere cosa fare se non fosse disponibile. Non serve programmare ogni minuto: serve evitare di affidarsi a un solo piano.

Una domanda per voi

Nei viaggi estivi in elettrico conta di più la potenza massima della colonnina o la presenza di più punti e alternative vicine?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=vGqMpEiZOTM

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!