
Vado Ligure, la ricarica eolica punta anche sui camion elettrici
A Vado Ligure è entrata in funzione una stazione pensata per ricaricare auto e mezzi pesanti elettrici utilizzando energia prodotta dal vento. L’impianto, presentato come il primo esperimento italiano di questo genere, nasce dall’attività di FERA e della società RICARICA. Il progetto non si limita alle colonnine già operative: prevede una struttura su più livelli, una copertura fotovoltaica e servizi destinati anche agli autotrasportatori.
Dal parco eolico alle colonnine
L’elemento centrale dell’iniziativa è il collegamento tra la produzione eolica locale e la ricarica dei veicoli. Secondo quanto illustrato durante l’inaugurazione, l’energia generata potrebbe sostenere contemporaneamente la ricarica ad alta potenza di 90 automobili. Si tratta quindi di un’applicazione diretta delle fonti rinnovabili alla mobilità, con un’infrastruttura progettata fin dall’inizio per servire anche veicoli con batterie di grandi dimensioni.
Al vantaggio ambientale dichiarato si aggiunge quello economico: l’energia impiegata avrebbe un costo inferiore del 30% rispetto a quella normalmente prelevata dalla rete elettrica nazionale. Il dato riguarda il costo dell’energia indicato per il progetto e non permette, da solo, di ricavare la tariffa finale applicata agli utenti.
FERA, fondata nel 2001, si occupa dello sviluppo, della costruzione e della gestione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. In base alla classificazione GSE citata durante la presentazione, la società rientra tra i primi venti produttori italiani di energia eolica. RICARICA, parte dello stesso gruppo, gestisce invece il servizio per i veicoli elettrici impiegando prevalentemente energia rinnovabile.
La rete di RICARICA comprende 70 punti, ai quali dovrebbero aggiungersene altri 100 già in progetto. L’operatore è presente soprattutto in Liguria, Lombardia, Toscana, Abruzzo e Sardegna. Le stazioni possono essere utilizzate anche in roaming, attraverso servizi e abbonamenti compatibili.
Tre colonnine e potenze pensate per il futuro
La configurazione iniziale dell’impianto di Vado Ligure comprende due colonnine da 370 kW e una da 75 kW. Le unità più potenti sono state scelte guardando non soltanto ai veicoli disponibili oggi, ma anche all’evoluzione dei camion elettrici e alla crescita delle loro capacità di ricarica.
Il riferimento concreto presente all’inaugurazione era lo Scania 25P. Il mezzo può accettare, allo stato attuale indicato durante la presentazione, una potenza di ricarica di 130 kW, mentre la batteria è stata descritta come un accumulatore da circa 350 kWh. Le colonnine da 370 kW risultano quindi sovradimensionate rispetto a questo specifico veicolo, ma offrono margine per mezzi pesanti futuri capaci di ricevere potenze superiori.
La differenza tra la potenza disponibile e quella accettata dal camion chiarisce un aspetto importante: la velocità effettiva non dipende soltanto dalla colonnina, ma anche dai limiti del veicolo collegato. Installare hardware già predisposto per valori più elevati permette tuttavia di evitare che l’infrastruttura diventi rapidamente un collo di bottiglia.
Una struttura dedicata alle soste dei camion
Le colonnine rappresentano soltanto il primo passaggio. Entro due anni è prevista la realizzazione di una struttura coperta di due o tre piani. Il progetto architettonico include un tetto fotovoltaico inclinato per massimizzare la produzione solare, affiancando così una seconda fonte rinnovabile all’energia eolica già disponibile.
Una parte storica dell’area dovrebbe essere conservata e integrata nel nuovo complesso. Qui troveranno posto ulteriori sistemi di ricarica per i mezzi pesanti. Il percorso sarà organizzato in modo che i camion possano entrare da un lato e uscire dall’altro senza dover effettuare manovre complesse, un dettaglio operativo rilevante per veicoli di grandi dimensioni.
Il piano comprende anche un museo dedicato alla storia dell’auto elettrica e spazi di ristoro. L’obiettivo è offrire attività e servizi durante la sosta necessaria per recuperare energia, trasformando il tempo di ricarica in una pausa utilizzabile dagli autotrasportatori. La realizzazione completa richiederà però investimenti, autorizzazioni e collaborazione con le aziende e il territorio.
Dallo Scania 25P al piccolo Birò
Accanto allo Scania 25P era presente anche l’Estrima Birò, quadriciclo leggero italiano presentato come il più piccolo al mondo. La presenza dei due mezzi agli estremi opposti per dimensioni evidenzia quanto siano differenti le esigenze della mobilità elettrica: da un lato servono potenze elevate e spazi adeguati ai camion, dall’altro veicoli compatti possono rispondere alle necessità degli spostamenti urbani.
Il nuovo Birò dispone di portiere facilmente rimovibili e di un vano bagagli, mentre l’ingombro ridotto ne facilita il parcheggio negli spazi cittadini. La stazione di Vado Ligure nasce dunque con una vocazione trasversale, ma il suo tratto più significativo resta la predisposizione per il trasporto pesante: un settore nel quale disponibilità di potenza, accessibilità dell’area e qualità della sosta devono essere progettate insieme.
Una domanda per voi
Un’infrastruttura con ricarica ad alta potenza e servizi per la sosta può rendere più pratico l’impiego dei camion elettrici?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=Ippp_cw-xXs

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