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V2H e V2G, quando l’auto elettrica diventa un accumulo per casa e rete
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V2H e V2G, quando l’auto elettrica diventa un accumulo per casa e rete

5 min.

La batteria di un’auto elettrica resta inutilizzata per buona parte della giornata. La ricarica bidirezionale punta a trasformarla da semplice serbatoio per la mobilità in un accumulo capace di assorbire energia e, in determinate condizioni, restituirla alla casa o alla rete. Tra la predisposizione dichiarata per un veicolo e un impianto realmente operativo, però, ci sono requisiti tecnici, costi e vincoli di compatibilità che impediscono di considerare questa funzione già universale.

V2L, V2H, V2G e V1G non sono la stessa cosa

Il Vehicle-to-Load, abbreviato in V2L, consente di alimentare direttamente un singolo apparecchio, come un computer, un frigorifero portatile o un utensile. È una funzione utile, soprattutto lontano da una presa tradizionale, ma non equivale ad alimentare l’impianto elettrico di un’abitazione.

Il Vehicle-to-Home, o V2H, permette invece di trasferire energia dalla batteria dell’auto alla casa. In presenza di un impianto fotovoltaico, il veicolo può accumulare il surplus prodotto durante il giorno e restituirne una parte nelle ore serali, mantenendo una riserva minima per gli spostamenti successivi. Lo stesso principio può essere applicato a una tariffa dinamica, caricando nelle ore meno costose e riducendo il prelievo quando il prezzo dell’elettricità aumenta.

Il Vehicle-to-Grid, V2G, estende questo scambio alla rete elettrica. L’auto può contribuire ad assorbire energia quando è abbondante, ridurre i picchi e fornire servizi di bilanciamento. Il V1G resta invece monodirezionale: il veicolo non restituisce energia, ma il sistema decide quando e a quale potenza ricaricarlo. È una soluzione meno complessa che, per molti utenti, può offrire già una parte consistente dei benefici senza aggiungere cicli di scarica.

Cosa serve per un impianto realmente bidirezionale

Per realizzare un sistema V2H o V2G non basta che l’auto venga presentata come bidirezionale. Servono un veicolo con la scarica effettivamente abilitata, un caricatore bidirezionale compatibile, un sistema di gestione energetica, contatori e protezioni adeguate. Auto, wallbox, software e fornitore devono comunicare correttamente tra loro.

Nel V2G occorrono inoltre una tariffa specifica e un aggregatore. Quest’ultimo riunisce centinaia o migliaia di batterie e le gestisce come un unico grande accumulo, rispettando parametri quali l’orario di partenza e la percentuale minima impostata dal proprietario. Il valore per la rete non deriva soltanto dall’energia immessa, ma soprattutto dalla flessibilità disponibile. Più a lungo il veicolo rimane collegato, maggiore può essere il suo contributo.

L’interoperabilità rimane uno dei principali ostacoli. Molte proposte funzionano esclusivamente con combinazioni precise di automobile, caricatore, applicazione e tariffa. A Utrecht è operativo un servizio di car sharing V2G basato sulla Renault 5, mentre Volkswagen sta preparando in Germania un pacchetto per privati che integra auto, caricatore, tariffa, applicazione e gestione intelligente. Sono applicazioni concrete, ma anche esempi di ecosistemi fortemente controllati.

Risparmio possibile, ma non garantito

Non esiste un risparmio valido per tutti. In Germania Volkswagen ha annunciato insieme a un partner un bonus massimo di 720 euro nel primo anno, richiedendo 250 ore di collegamento mensili. È stato inoltre indicato un risparmio potenziale fino a 1.000 euro l’anno, ma sulla base di uno scenario specifico e senza garanzia che il risultato sia replicabile per ogni utente.

Dal beneficio economico devono essere sottratti il costo della wallbox bidirezionale, l’installazione, le perdite di conversione e l’eventuale usura aggiuntiva della batteria. Contano anche la tariffa applicata, le ore durante le quali l’auto resta collegata e la capacità che il proprietario decide di rendere disponibile. Il semplice trasferimento dell’energia dalle ore meno care a quelle più costose non assicura quindi il recupero dell’investimento.

Una batteria domestica rimane sempre a disposizione dell’abitazione, mentre quella dell’auto può trovarsi altrove proprio quando il fotovoltaico produce di più. Anche la gestione dei blackout richiede attenzione: un impianto V2H non mantiene automaticamente alimentata la casa in assenza della rete. Per farlo servono dispositivi aggiuntivi capaci di isolare l’abitazione in sicurezza.

Usura della batteria e disponibilità in Italia

Il V2G aggiunge utilizzo alla batteria, ma non tutti i cicli hanno lo stesso impatto. Piccole scariche controllate, gestite con limiti di temperatura e una riserva minima, sono diverse da cicli profondi che portano la carica dal 100% al 10%. Non è quindi corretto sostenere che il V2G distrugga necessariamente la batteria, così come non si può affermare che non produca alcuna usura. La valutazione economica deve stabilire se la remunerazione compensa l’impiego aggiuntivo e il costo dell’infrastruttura.

In Italia esistono già requisiti tecnici per la connessione V2G, ma manca ancora un mercato semplice e universale. Prima di scegliere un’auto per la ricarica bidirezionale è quindi necessario verificare se la funzione sia effettivamente attiva nel Paese, se si tratti di V2L, V2H oppure V2G, se siano disponibili una tariffa e un aggregatore compatibili e quali condizioni preveda la garanzia della batteria.

Se questi elementi non sono definiti, la bidirezionalità va considerata una predisposizione futura e non un vantaggio immediatamente utilizzabile. La tecnologia è già operativa in alcuni contesti, ma costi, interoperabilità e regole devono ancora evolvere prima che qualunque auto elettrica possa diventare con facilità un accumulo per la casa o una risorsa remunerata dalla rete.

Una domanda per voi

Rendereste disponibile una parte della batteria dell’auto alla rete in cambio di un risparmio concreto sulla bolletta?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=ElKJNudTT3M

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!