Ucraina in guerra - Boom auto elettriche dal 2022
In Ucraina il numero di auto elettriche a batteria è quintuplicato da quando, nella primavera del 2022, è iniziata la guerra con la Russia. Lo riporta il quotidiano tedesco "Die Zeit", citando un'analisi dell'organizzazione ambientalista Transport and Environment (T&E). Prezzi del carburante elevati e periodi di scarsità di benzina hanno reso l'auto elettrica una scelta sempre più conveniente nel paese più grande d'Europa per superficie. A quanto pare, inoltre, gli automobilisti ucraini mostrano meno timori rispetto ai tedeschi sia riguardo all'autonomia delle batterie sia riguardo all'acquisto di veicoli elettrici usati.
Da 48.400 a oltre 252.000 veicoli in tre anni
Secondo i dati T&E, nel 2022, anno dell'invasione russa, in Ucraina risultavano immatricolate 48.400 auto elettriche. Nel 2025 il numero ha superato le 252.000 unità. Su un totale di circa 7,5 milioni di vetture immatricolate nel paese, questo corrisponde a una quota del 3,4% circa. Si tratta di una percentuale simile a quella attuale registrata in Germania.
Tuttavia, il confronto va contestualizzato. Il prodotto interno lordo e la performance economica tedesca restano molto più solidi di quelli ucraini. L'Ucraina, infatti, continua a subire gli effetti della guerra, compresi attacchi ricorrenti alle infrastrutture energetiche.
Carburante caro e periodi di scarsità
A favorire la diffusione delle auto elettriche hanno contribuito soprattutto i prezzi elevati di benzina e gasolio. All'inizio del conflitto, in molte zone del paese si è verificata anche una carenza di carburante. Da allora la situazione si è stabilizzata, anche se raffinerie, depositi di carburante e infrastrutture restano tra gli obiettivi colpiti dall'esercito russo.
Lo studio T&E sottolinea come il boom dell'elettrico abbia permesso all'Ucraina di ridurre la propria dipendenza dalle importazioni di carburante. Oltre l'85% del consumo ucraino di benzina e gasolio proviene infatti dall'estero. Di conseguenza, i proprietari di veicoli elettrici nel paese avrebbero risparmiato in totale circa 1,4 miliardi di euro in costi di carburante, una cifra equivalente all'importazione di quattro milioni di barili di petrolio. Lo studio stima inoltre un risparmio di 1,5 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.

Gli incentivi fiscali come acceleratore iniziale
Gli incentivi fiscali hanno inizialmente sostenuto la crescita del mercato elettrico ucraino. Lo ha spiegato a "Die Zeit" Oleksandr Grechko, co-responsabile dell'organizzazione Passengers of Kyiv. L'esenzione dall'IVA è stata abolita quest'anno, mentre il dazio doganale preferenziale, ancora in vigore, rende l'acquisto di un'auto elettrica più economico rispetto a un veicolo con motore a combustione.

Oltre ai vantaggi fiscali, anche il costo contenuto della ricarica elettrica rende questi veicoli particolarmente attraenti. Il blogger automobilistico Oleksiy Bodnia ha dichiarato a "Die Zeit" che ricaricare un'auto da una normale presa domestica costa circa dieci volte meno, per chilometro percorso, rispetto a un pieno di benzina. Si tratta, a suo avviso, di un incentivo d'acquisto particolarmente efficace.
Inoltre, abbinando il veicolo a un impianto fotovoltaico personale, è possibile restare energeticamente autonomi anche durante i periodi più critici della guerra.
La maggior parte delle auto elettriche è usata
Bodnia ha menzionato anche tecnologie come Vehicle-to-Load, Vehicle-to-Home e Vehicle-to-Grid, che permettono ai veicoli elettrici di restituire energia a dispositivi portatili, abitazioni o alla rete elettrica nazionale.
Queste soluzioni sono diventate particolarmente popolari durante i blackout più gravi registrati nel paese.
Mentre in Germania gli automobilisti restano piuttosto diffidenti verso le auto elettriche usate, in Ucraina la situazione è opposta. Secondo lo studio T&E, circa il 79% delle auto elettriche immatricolate per la prima volta nel paese sono veicoli usati importati dall'estero. I modelli più richiesti risultano essere la Nissan Leaf, le Tesla Model 3, Tesla Model Y e Tesla Model S, oltre alla Volkswagen ID.4 e alla Renault Zoe.
L'esperienza ucraina mostra quindi come, in condizioni economiche e geopolitiche estreme, l'auto elettrica possa trasformarsi in uno strumento di resilienza energetica oltre che di mobilità quotidiana. Resta da vedere se questo modello, nato da una situazione di emergenza, potrà influenzare anche le politiche di altri paesi europei alle prese con la transizione energetica.
Voi cosa pensate: la spinta dell'elettrico in Ucraina nasce davvero dalla necessità, o segnala un cambiamento più profondo nelle abitudini di mobilità europee?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

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