
Tyrrhenian Link, reti intelligenti e rinnovabili: la transizione passa dalle infrastrutture
Trasportare l'elettricità rinnovabile, gestire localmente produzione e consumi e ridurre le emissioni dei settori più difficili da decarbonizzare sono tre passaggi centrali della transizione energetica. Il Tyrrhenian Link, le nuove comunità energetiche e i progetti dedicati a eolico, fotovoltaico, navigazione ed energia marina mostrano quanto le infrastrutture siano ormai importanti quanto gli impianti di generazione.
Tyrrhenian Link, l'energia viaggia sotto il Tirreno
Il Tyrrhenian Link è un collegamento elettrico sottomarino tra Sicilia e Campania basato sulla tecnologia HVDC, cioè sulla trasmissione in corrente continua ad alta tensione. Questa soluzione consente di trasferire grandi quantità di energia su lunghe distanze contenendo le perdite, un requisito particolarmente importante quando la produzione rinnovabile si trova lontano dai principali centri di consumo.
Il tratto sottomarino, che raggiunge una profondità di 1.560 metri, è stato posato in due mesi dalla nave specializzata Leonardo da Vinci di Prysmian. Il progetto, realizzato con il coinvolgimento di Terna e finanziato in gran parte attraverso un programma europeo per l'indipendenza energetica, dovrebbe entrare in funzione nel 2026.
L'obiettivo è trasferire verso il continente l'elettricità prodotta in Sicilia da sole e vento, rafforzando al tempo stesso la rete nazionale. Una maggiore capacità di scambio può migliorare la resilienza del sistema, ridurre il rischio che la produzione rinnovabile non venga sfruttata e contribuire a una maggiore stabilità dei prezzi dell'energia per le famiglie.
Dall'eolico alle onde, cresce la varietà delle fonti
A Capracotta, in Molise, sono iniziati i lavori per un parco eolico da 15 MW. L'impianto sarà composto da sei turbine da 2,5 MW ciascuna, dotate di pale in fibra di carbonio lunghe 60 metri. Il sito presenta un fattore di carico indicato nel 35% grazie alle correnti montane, mentre sensori installati sugli aerogeneratori permetteranno di controllare in tempo reale vibrazioni e prestazioni.
Il completamento del parco è previsto entro la fine del 2026, con una produzione annua stimata in 42 GWh. Il monitoraggio continuo è un elemento rilevante perché consente di individuare anomalie, programmare la manutenzione e verificare il rendimento effettivo delle turbine durante l'esercizio.
Anche l'energia delle onde sta cercando di superare le difficoltà tecniche e finanziarie che ne hanno frenato lo sviluppo. Le boe intelligenti sviluppate da CorPower sono progettate per resistere a onde alte fino a 18 metri continuando a generare elettricità. Rispetto a solare ed eolico, il moto ondoso viene presentato come una fonte più costante e prevedibile, con una produzione maggiore durante l'inverno, quando il contributo del fotovoltaico è inferiore e la domanda può essere elevata.
Fotovoltaico integrato e comunità energetiche
Alla fiera Intersolar di Monaco sono state presentate le tegole fotovoltaiche Matrix Shingle. Ogni elemento in vetro integra celle TOPCon disposte come scaglie sovrapposte e collegate mediante adesivi conduttivi privi di piombo. Il formato modulare punta a combinare produzione elettrica e integrazione architettonica, evitando l'aggiunta di pannelli tradizionali sopra la copertura.
La disposizione shingle utilizza connessioni in serie e in parallelo per limitare gli effetti dell'ombreggiamento sulle singole celle. Secondo i dati presentati, questa configurazione permette un guadagno di efficienza del 4% rispetto ai pannelli tradizionali a mezza cella. Il vantaggio pratico sarebbe una produzione più stabile anche quando una parte del tetto è temporaneamente in ombra.
Sul fronte della condivisione locale dell'energia, Concorezzo diventa una comunità energetica rinnovabile con 1 MW di impianti fotovoltaici installati su edifici pubblici e batterie per 500 kWh. Una piattaforma di energy sharing gestisce produzione e consumi, mentre contatori bidirezionali e una blockchain interna permettono di registrare gli scambi e ripartire automaticamente costi e consumi.
Il progetto comprende anche punti di ricarica per auto elettriche e il vehicle-to-grid applicato agli autobus elettrici comunali. In questo schema i veicoli non sono soltanto utilizzatori della rete: quando previsto dal sistema, le loro batterie possono contribuire alla gestione dei flussi energetici locali.
Emissioni: migliora il settore elettrico, trasporti ancora critici
Il rapporto ISPRA 2024 indica per le emissioni nazionali di gas serra un calo del 3% rispetto all'anno precedente, sostenuto soprattutto dal comparto che produce energia elettrica. Il settore elettrico rappresenta circa un quarto delle emissioni complessive italiane, ma dal 1990 avrebbe ridotto il proprio impatto del 64% grazie alla crescita di eolico e fotovoltaico e alla maggiore efficienza delle centrali a gas.
La situazione è diversa nei trasporti, ai quali viene attribuito il 28% delle emissioni complessive. Il loro contributo continua ad aumentare, mentre il parco circolante resta prevalentemente termico. I dati suggeriscono quindi che la decarbonizzazione della produzione elettrica stia avanzando più rapidamente di quella della mobilità.
In questo contesto si inserisce la decisione dell'Eurocamera di calcolare i nuovi limiti di CO2 per auto e furgoni sulla media del triennio 2025-2027, anziché verificare il risultato anno per anno. La misura è stata approvata con 458 voti favorevoli e mantiene il riferimento di 93,6 grammi di CO2 per chilometro, offrendo però maggiore flessibilità ai costruttori nella gestione di eventuali ritardi nella diffusione dei modelli a basse emissioni.
La scelta può evitare conseguenze improvvise sulla produzione, ma apre una questione sostanziale: la flessibilità sarà utilizzata per accelerare investimenti e adeguamento industriale oppure finirà per rinviare gli interventi? Il risultato dipenderà dalla capacità del settore di trasformare il margine temporale in progressi concreti.
Anche la navigazione è al centro di iniziative dedicate. Il progetto Rotta Green punta a ridurre le emissioni navali del 40% entro il 2030 attraverso carburanti a basse emissioni, recupero del calore di scarto e ottimizzazione delle rotte con intelligenza artificiale. Quest'ultima potrebbe ridurre i consumi fino al 12%, mentre i porti coinvolti dovrebbero integrare infrastrutture per combustibili alternativi e stazioni di ricarica destinate alle batterie dei sistemi ibridi.
La direzione comune è chiara: produrre energia pulita non basta se reti, accumuli, porti, città e sistemi di trasporto non sono in grado di utilizzarla in modo efficiente. Collegamenti come il Tyrrhenian Link e piattaforme locali come quella di Concorezzo rappresentano due scale diverse della stessa trasformazione, una nazionale e una territoriale.
Una domanda per voi
Per accelerare la transizione energetica è più urgente aumentare la produzione rinnovabile o potenziare reti e sistemi di accumulo?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=MwnLAZ0hqXs

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!