
TurboAnt X7 Pro, prova del monopattino con batteria estraibile
Batteria estraibile, ruote pneumatiche di grande diametro e un impianto frenante azionato dalla leva sono gli elementi centrali del TurboAnt X7 Pro. Questo monopattino elettrico nasce per gli spostamenti urbani e cerca di affrontare anche le pavimentazioni sconnesse tipiche di molti centri storici italiani. Nel nostro test ha mostrato una struttura robusta e un comportamento convincente sul ciottolato, a fronte di un peso che può diventare impegnativo quando bisogna trasportarlo a mano.
Motore da 350 watt e tre modalità di guida
Il TurboAnt X7 Pro utilizza un motore anteriore da 350 watt. La velocità massima indicata è di circa 32 km/h, mentre l'autonomia dichiarata può arrivare fino a 48 chilometri. Quest'ultimo valore non è stato verificato attraverso una prova completa di percorrenza e deve quindi essere considerato come un dato dichiarato, potenzialmente influenzato dalle condizioni di utilizzo.
Le modalità di guida disponibili sono tre: Eco, Normal e Sport. Permettono di scegliere una risposta diversa in funzione delle esigenze, privilegiando una gestione più moderata oppure una maggiore vivacità. Nel corso della prova la modalità Sport ha restituito una sensazione di spinta marcata, coerente con l'impostazione più prestazionale prevista dal sistema.
Sul manubrio è presente un display essenziale che mostra la velocità e consente di controllare le modalità di marcia. Tra le funzioni figura anche il cruise control: mantenendo l'acceleratore per un certo periodo, il monopattino può proseguire senza richiedere una pressione continua sul comando. La dotazione comprende inoltre il campanello e una luce anteriore.
La batteria removibile semplifica la ricarica
Uno degli aspetti più pratici del TurboAnt X7 Pro è la batteria da 10 Ah, installata sul piantone e completamente estraibile. Può essere rimossa, trasportata e ricaricata separatamente dal monopattino. È una soluzione utile per chi non può portare l'intero mezzo vicino a una presa, per esempio quando viene lasciato in strada o in uno spazio comune.
La rimozione della batteria offre anche un vantaggio sul fronte della sicurezza: un monopattino parcheggiato senza il suo accumulatore perde parte del proprio valore e non può essere utilizzato normalmente. Non sostituisce un sistema di protezione fisico, ma aggiunge un ulteriore elemento di deterrenza.
L'assenza di un'applicazione dedicata è invece uno dei limiti rilevati. Le informazioni e le impostazioni restano affidate ai comandi e al display di bordo, senza le funzioni aggiuntive che potrebbero essere gestite attraverso uno smartphone.
Ruote pneumatiche e comfort sul ciottolato
Le ruote hanno un diametro di 25 centimetri e utilizzano pneumatici con camera d'aria. La loro capacità di assorbire parte delle asperità diventa particolarmente importante in assenza di riferimenti ad altre sospensioni. Durante il passaggio su lastre e ciottolato le vibrazioni sono rimaste percepibili, ma il comportamento è risultato meno penalizzante di quanto possa accadere con ruote più rigide su superfici analoghe.
Il risultato non trasforma il TurboAnt X7 Pro in un mezzo adatto a ignorare le irregolarità del fondo: sul pavé si continua a sobbalzare e serve prudenza. Le ruote pneumatiche, però, rendono più tollerabili quelle pavimentazioni che fanno parte dell'utilizzo quotidiano di un monopattino in molte città storiche.
La struttura robusta è accreditata di una capacità di carico superiore a 125 kg, indicata nel corso della prova intorno ai 130 kg. La solidità comporta però un peso complessivo di 15 kg, emerso come la principale criticità. Non è necessariamente un problema durante la marcia, ma può farsi sentire sulle scale, sui mezzi pubblici o quando il monopattino deve essere sollevato frequentemente.
Freno a disco e intervento del motore
La frenata è affidata a una leva che attiva sia il freno a disco sia il freno motore. Nel test questa configurazione ha trasmesso una risposta diretta, senza richiedere di spostare il piede e premere un parafango sulla ruota. Oltre alla maggiore immediatezza percepita, il sistema evita che la frenata ordinaria dipenda dallo sfregamento di un elemento in plastica sullo pneumatico.
Un sensore collegato alla leva comanda anche la luce posteriore di arresto e comunica al motore la richiesta di rallentamento. La frenata elettrica viene descritta come capace di recuperare una piccola quantità di energia verso la batteria. Il contributo principale resta comunque quello alla gestione della decelerazione, affiancando l'azione meccanica del disco.
Nel complesso, il TurboAnt X7 Pro propone soluzioni concrete per l'impiego urbano: la batteria removibile agevola la ricarica, le ruote con camera d'aria aiutano sui fondi irregolari e il doppio intervento in frenata si è mostrato efficace durante il primo contatto. Il compromesso più evidente riguarda la trasportabilità, perché i 15 kg richiedono di valutare con attenzione quanto spesso sarà necessario sollevarlo.
Una domanda per voi
La batteria estraibile e il maggiore comfort sul pavé possono compensare il peso di 15 kg negli spostamenti urbani quotidiani?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=A5OR7ECIxUc

https://bit.ly/m/MatteoValenza
Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!