
Transizione energetica: rinnovabili da record, batterie sotto esame e ricarica mobile
La transizione energetica procede lungo più direttrici: aumenta la produzione da fonti rinnovabili, si automatizza la costruzione degli impianti, avanzano nuovi materiali per il fotovoltaico e cambiano le infrastrutture di ricarica. Parallelamente restano aperte questioni decisive, dalla disponibilità del litio alla verifica delle tecnologie di accumulo più ambiziose, fino alla capacità degli incentivi di sostenere la domanda.
Rinnovabili italiane da record nel primo bimestre 2026
Secondo i dati Terna riportati da QualEnergia, tra gennaio e febbraio 2026 le fonti rinnovabili hanno coperto il 34,6% della domanda elettrica italiana, il valore più alto registrato per questo periodo. Nel solo mese di febbraio la quota è salita al 37,9% dei consumi nazionali.
Il contributo più dinamico è arrivato dall'eolico: a febbraio la produzione è cresciuta del 116,7% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre sull'intero bimestre l'aumento ha sfiorato il 50%. Il vento ha così coperto il 10,8% della domanda elettrica italiana. Anche il fotovoltaico ha continuato a crescere, con un incremento del 25,5% a febbraio. Insieme, sole e vento hanno generato 10,1 TWh, quasi un quinto della domanda nazionale.
L'aumento delle rinnovabili ha coinciso con un arretramento del termoelettrico: a febbraio la generazione da fonti fossili è diminuita del 12,1%, mentre è cresciuta la produzione interna complessiva. Il dato assume particolare rilievo in una fase nella quale le tensioni sulle rotte di approvvigionamento mostrano quanto un sistema dipendente dai combustibili fossili importati rimanga esposto alle crisi internazionali.
Robot e materiali bidimensionali per accelerare il fotovoltaico
La crescita della capacità solare richiede anche cantieri più rapidi. Terabase Energy ha annunciato l'avvio commerciale di Terafab V2, un sistema robotizzato progettato per lavorare 24 ore su 24 nella costruzione dei grandi parchi fotovoltaici. La soluzione utilizza moduli preassemblati, controlli di qualità integrati e robot capaci, secondo i dati presentati, di installare fino a 20 MW alla settimana, pari a circa 1 GW all'anno per ogni linea.
L'obiettivo non riguarda soltanto la velocità. Riducendo le operazioni manuali, Terafab punta a limitare gli errori e a migliorare sicurezza ed efficienza dei cantieri. La verifica decisiva riguarderà la capacità di mantenere queste prestazioni su scala commerciale, ma l'automazione può diventare una leva importante in un contesto di domanda elettrica crescente, alimentata anche da data center e intelligenza artificiale.
Sul fronte dei materiali, le ricerche del Politecnico di Madrid riguardano semiconduttori bidimensionali come il disolfuro di molibdeno e il grafene. Lavorando su scala atomica, questi materiali possono formare celle sottilissime e quasi trasparenti, con efficienze indicate tra il 13 e il 25%. Le possibili applicazioni comprendono vetri e facciate, ma il limite resta industriale: controllare lo spessore a livello atomico su grandi superfici è ancora complesso. Tecniche come lo spray coating e la deposizione da soluzione potrebbero contribuire al passaggio verso una produzione su larga scala.
Le promesse di Donut Lab e il possibile deficit di litio
Nel settore delle batterie, Donut Lab continua a presentare obiettivi particolarmente ambiziosi: densità energetica dichiarata di 400 W/kg, ricarica completa in circa cinque minuti, assenza di litio e cobalto e durata fino a 100.000 cicli. L'azienda ha scelto di diffondere progressivamente i dati, accompagnandoli con test di terze parti, senza però rendere pubblici i dettagli della chimica e dei processi produttivi.
Queste prestazioni devono quindi essere considerate dichiarazioni ancora da verificare sul campo. Con le prime consegne indicate come prossime, saranno l'impiego reale e le analisi indipendenti dei prodotti a chiarire la natura e la consistenza della tecnologia. Anche la conferma di una parte delle prestazioni annunciate avrebbe conseguenze rilevanti per la filiera, ma allo stato attuale è necessario mantenere una netta distinzione tra obiettivi dichiarati e risultati dimostrati.
Nel frattempo, Wood Mackenzie segnala che la domanda globale di litio potrebbe superare l'offerta già nel 2028 in assenza di nuovi investimenti. Nello scenario di decarbonizzazione più ambizioso, la domanda potrebbe raggiungere 13,2 milioni di tonnellate entro il 2050, con le auto elettriche responsabili fino all'80% dei consumi. A questa pressione si aggiungerebbe la crescita degli accumuli destinati a eolico e fotovoltaico.
Il riciclo sarà una leva importante, ma i volumi più consistenti sono attesi soltanto dal 2040, quando una quantità significativa di batterie arriverà a fine vita. Nel frattempo sarebbero necessari investimenti compresi tra 95 e 254 miliardi per nuove miniere e filiere, insieme a capacità di raffinazione e catene di approvvigionamento regionali.
Ricarica mobile, incentivi e costi del cambiamento climatico
Dalla Cina arriva una possibile alternativa alle colonnine fisse per i contesti nei quali adeguare la rete elettrica è difficile o costoso. Energy Tank di ERG è un robot mobile di ricarica, richiamabile tramite app, che raggiunge l'auto nel parcheggio. Integra batterie fino a 200 kWh e può erogare fino a 120 kW. Per una ricarica dal 10 all'80% vengono indicati circa 40-60 minuti, con tempi effettivi dipendenti dal veicolo.
Il principale vantaggio potenziale è infrastrutturale: il sistema punta a fornire energia senza installare una colonnina in ogni stallo e senza occupare permanentemente il parcheggio. Condomini, hotel e attività logistiche sono tra gli ambiti ipotizzati. Non è una risposta universale alla necessità di infrastrutture, perché anche i robot devono essere ricaricati e gestiti, ma può offrire maggiore flessibilità in situazioni specifiche.
Per il trasporto pesante, il Fraunhofer Institute for Solar Energy Systems sta invece lavorando a un caricatore ad altissima potenza destinato ai camion elettrici a lunga percorrenza. L'obiettivo è rendere i tempi di rifornimento compatibili con le pause obbligatorie dei conducenti. Lo standard emergente per questa applicazione riguarda potenze superiori a 350 kW, necessarie per veicoli dotati di batterie molto più grandi rispetto a quelle delle automobili.
Sul fronte degli incentivi italiani, dal 10 marzo è aperto il terzo capitolo del bando Agrisolare, con 800 milioni di euro di risorse PNRR per fotovoltaico sui tetti aziendali, serre, sistemi di accumulo e colonnine destinate ai mezzi agricoli elettrici. I tre interventi superano complessivamente i 3 miliardi di euro. Il Conto Termico 3.0 ha invece raccolto oltre 2.200 richieste nei primi giorni di operatività del portale. Il meccanismo copre fino al 65% delle spese per tecnologie tra cui pompe di calore, fotovoltaico, ricarica domestica ed efficientamento, ma l'elevato numero di domande apre interrogativi sulla capacità dei fondi di soddisfarle tutte.
La transizione si misura infine anche attraverso il costo crescente degli eventi climatici estremi. In Arizona sono stati registrati 43,3 °C a marzo e, secondo World Weather Attribution, un evento simile sarebbe stato virtualmente impossibile senza il cambiamento climatico, che avrebbe aggiunto fino a 4 °C all'ondata di calore. La mappa di Carbon Brief raccoglie oltre 600 studi su quasi 800 eventi: nel 74% dei casi il riscaldamento globale ha reso i fenomeni più probabili o intensi, mentre nell'85% delle analisi emerge un'influenza del cambiamento climatico. Il rischio non è più soltanto ambientale: infrastrutture, sistemi previsionali e assicurazioni devono ormai confrontarsi con conseguenze economiche misurabili.
Una domanda per voi
I robot mobili di ricarica possono diventare un'alternativa concreta alle colonnine fisse nei parcheggi dove adeguare la rete è troppo complesso?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=sPwNgduAOLs

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!