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Transizione energetica italiana tra solare, idrogeno e reti urbane
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Transizione energetica italiana tra solare, idrogeno e reti urbane

6 min.

La transizione energetica italiana si sta sviluppando lungo direttrici molto diverse: produzione fotovoltaica distribuita, nuove tecnologie per l’idrogeno, sistemi di accumulo alternativi e infrastrutture urbane capaci di integrare illuminazione e ricarica dei veicoli elettrici. Accanto ai progetti industriali emergono iniziative pubbliche che coinvolgono aeroporti, scuole, edifici comunali e comunità energetiche.

Fotovoltaico per aeroporti, scuole e comunità energetiche

L’aeroporto di Orio al Serio si prepara a installare un impianto fotovoltaico destinato a occupare i tetti delle strutture aeroportuali e alcune aree disponibili nei terreni circostanti. La potenza prevista è nell’ordine di diversi megawatt e il progetto comprende sistemi di accumulo, necessari per utilizzare in modo più efficace l’energia prodotta anche quando generazione e consumi non coincidono.

L’intervento rientra nel percorso di decarbonizzazione dello scalo e punta contemporaneamente a ridurre le emissioni, aumentare l’autosufficienza energetica e contenere i costi operativi. L’avvio dei lavori è previsto nei prossimi mesi, mentre ulteriori dettagli dovranno chiarire la configurazione definitiva dell’impianto.

A Trento il fotovoltaico entra invece in cinque scuole pubbliche attraverso l’installazione di 240 pannelli sui tetti degli edifici. L’elettricità sarà utilizzata principalmente per l’autoconsumo, con la possibilità di immettere in rete l’energia eccedente. Oltre a ridurre bollette ed emissioni di CO2, il progetto prevede il monitoraggio continuo delle prestazioni e può rappresentare un modello replicabile in altre strutture scolastiche.

Roma ha intanto approvato quello che viene indicato come il primo regolamento comunale italiano dedicato alle comunità energetiche. Scuole ed edifici pubblici potranno diventare centri di produzione fotovoltaica, con benefici destinati anche a famiglie in difficoltà e strutture come le case famiglia. Gli enti del terzo settore iscritti al registro nazionale potranno presentare progetti attraverso procedure di coprogettazione, mentre i municipi individueranno le iniziative da sviluppare. L’obiettivo dichiarato è portare la capacità fotovoltaica da 1,9 MW a 8 MW entro il 2026.

Nucleare e idrogeno nel futuro del sistema energetico

Un’analisi di Confindustria indica che il costo del nucleare sarebbe ormai paragonabile a quello delle fonti rinnovabili. Le tecnologie di fissione avanzata promettono impianti più sicuri ed efficienti, ma resta una differenza sostanziale nei tempi: costruire una centrale richiede ancora molto più tempo rispetto alla realizzazione di impianti fotovoltaici o eolici.

Il tema centrale diventa quindi la composizione del mix energetico. Il nucleare potrebbe affiancare le rinnovabili per offrire continuità alla rete e ridurre il ricorso al gas naturale, ma il suo ritorno in Italia rimane politicamente controverso. Il confronto economico non può dunque essere separato da tempi di costruzione, stabilità del sistema e accettazione delle diverse tecnologie.

Un’altra prospettiva riguarda la produzione di idrogeno attraverso processi chimici che lo estraggono da materiali riciclabili, senza dipendere esclusivamente dall’elettricità generata da solare ed eolico. La tecnologia viene presentata come una possibile strada per ridurre i costi, migliorare la scalabilità e non sovraccaricare la rete elettrica. Alcune aziende italiane starebbero già investendo in applicazioni per industria e mobilità, ma lo sviluppo dell’infrastruttura rimane un nodo ancora da affrontare.

Batterie al sale e formazione per i lavori verdi

Nel settore dell’accumulo, Gefarma Padovana sta sviluppando sistemi basati su batterie al cloruro di sodio e nichel. L’azienda, nata nel 2021, ha annunciato una partnership a Dubai e progetti che nei prossimi tre anni dovrebbero interessare anche India ed Egitto. La struttura industriale comprende inverter e cabinet assemblati in Friuli-Venezia Giulia, un centro di ricerca in Sardegna e il quartier generale a Padova.

La scelta del sale viene proposta come una risposta ai problemi ambientali legati ai sistemi di accumulo. Il progetto punta inoltre a costruire un ecosistema completo, nel quale batteria, inverter e contenitore siano integrati. Il valore concreto della soluzione dipenderà dalla capacità di passare dai programmi internazionali alle installazioni operative, mantenendo il basso impatto ambientale indicato dall’azienda.

La transizione richiede anche nuove competenze. In Campania è partita la terza edizione di Green Energy Revolution, campagna educativa dedicata alla transizione ecologica e alle opportunità professionali dei green job. Le prime due edizioni hanno coinvolto 22 scuole, 44 classi, circa 1.000 studenti e oltre 25 visite a impianti rinnovabili. L’edizione attuale comprende 13 scuole, incontri educativi, visite tecniche e un nuovo approfondimento sul nucleare.

Mobilità elettrica e infrastrutture integrate nelle città

La collaborazione tra Eni e Renault Group collega energia, mobilità condivisa e competizioni. Eni torna in Formula 1 dopo 25 anni come Official Energy and Fuel Partner del team Alpine, con l’obiettivo di sperimentare prodotti basati su biocarburanti. L’accordo comprende anche infrastrutture per la mobilità elettrica, servizi di mobilità intelligente e soluzioni energetiche sostenibili. Un primo risultato concreto è l’ingresso di veicoli Renault nella flotta del car sharing Enjoy.

A Brescia, A2A sta invece sperimentando City Plug Lamp, un sistema che trasforma i pali dell’illuminazione pubblica in infrastrutture multifunzionali. La prima installazione si trova nel parcheggio vicino alla fermata della metropolitana Brescia 2: otto pali integrano 14 centri luminosi a LED e 16 prese di ricarica a bassa potenza. La stessa infrastruttura può ospitare anche videosorveglianza e connettività avanzata.

Integrare la ricarica nei pali esistenti può ridurre l’impatto urbano rispetto alla posa di colonnine completamente separate, soprattutto nei parcheggi dove i veicoli sostano a lungo e non è indispensabile una potenza elevata. Il progetto pilota, finanziato e gestito da A2A, servirà a verificare sul campo la validità di una rete distribuita che unisce illuminazione, sicurezza, comunicazioni e mobilità elettrica.

Fuori dall’Italia, le politiche energetiche mostrano direzioni divergenti. Negli Stati Uniti l’amministrazione Trump ha sospeso fondi per programmi di energia pulita, colpendo ricerca e incentivi dedicati a fotovoltaico, eolico e accumulo. La Cina ha invece annunciato un ridimensionamento dei sussidi alle rinnovabili per spingere i nuovi impianti verso una maggiore competitività, pur continuando a investire nel settore. Due approcci differenti che confermano quanto le decisioni pubbliche restino decisive per velocità e forma della transizione.

Una domanda per voi

Per garantire stabilità e sostenibilità al sistema italiano, quale equilibrio dovrebbe esserci tra rinnovabili, accumulo, idrogeno e nucleare?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=gmUJOzW63QM

Marta Baisotti

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!