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Tesla Vision sulla Model Y Juniper: Autopark convince, gli ostacoli sottili meno
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Tesla Vision sulla Model Y Juniper: Autopark convince, gli ostacoli sottili meno

5 min.

Tesla Vision sulla Model Y Juniper ha compiuto progressi evidenti nelle manovre automatiche, soprattutto quando deve ricostruire spazi di parcheggio poco leggibili. Il test di Elettronauti ha però fatto emergere anche situazioni nelle quali il sistema non ha fornito un avviso adeguato, in particolare davanti a ostacoli sottili, irregolari o difficili da interpretare. Il quadro complessivo è quindi positivo, ma non privo di ambiguità.

Autopark lavora anche con linee poco visibili

Una delle prove più significative è stata svolta in un parcheggio con neve a terra, linee molto sottili, grate, discontinuità nel cemento e paletti vicini. In queste condizioni Autopark ha individuato lo stallo, elaborato la manovra e concluso il parcheggio lasciando uno spazio sufficiente dagli ostacoli. Anche se dall'abitacolo la distanza dal paletto sembrava minima, il controllo esterno ha mostrato un margine utilizzabile.

L'impressione emersa è che l'attuale sistema sia sensibilmente più capace rispetto alle prime versioni di Autopark. La vettura ha gestito anche stalli difficili, un veicolo parcheggiato male e manovre che richiedevano di attraversare temporaneamente le linee di altri posti auto. Proprio quest'ultimo comportamento rappresenta un cambiamento rispetto alle versioni precedenti, che tendevano a evitare traiettorie potenzialmente interferenti con gli stalli vicini.

In un parcheggio particolarmente stretto accanto a un pickup, il sistema si è mosso con grande cautela e ha atteso che il pedone presente si allontanasse. Il risultato è stato preciso, pur con margini ridotti. Anche in presenza di un marciapiede non chiaramente evidenziato nella ricostruzione grafica, la Model Y si è fermata all'interno della linea disponibile.

La telecamera anteriore risulta integrata, ma non sempre basta

Uno degli obiettivi principali del test era capire se la telecamera collocata nella parte anteriore del paraurti fosse finalmente utilizzata dal sistema. Le prove indicano che l'integrazione è effettiva. Una scatola è stata collocata davanti alla vettura in una zona non coperta dalla visuale più alta: Autopark ne ha tenuto conto prima ancora di iniziare la manovra e ha scelto di muoversi in retromarcia.

La risposta non è stata però sempre coerente. Ripetendo una situazione simile per verificare la selezione automatica della marcia, la scatola è comparsa brevemente nella rappresentazione come elemento rosso, ma non è stata poi segnalata con continuità. La telecamera la mostrava chiaramente, mentre il sistema non ha modificato stabilmente la propria indicazione.

Ancora più critica è stata la prova con una rete da cantiere. Pur essendo visibile nell'immagine della telecamera e parzialmente rappresentata nell'ambiente ricostruito, Tesla Vision non ha mostrato l'indicazione di arresto. Il controllo dall'esterno ha rilevato una distanza praticamente nulla. È un caso importante perché dimostra quanto la visibilità per una persona non coincida necessariamente con la corretta interpretazione dell'ostacolo da parte del software.

Anche un sasso grande e irregolare ha richiesto l'intervento manuale: durante la prova è sembrato che la vettura fosse pronta a passarci sopra. Al contrario, paletti, muri, dissuasori e altri elementi più solidi sono stati generalmente rilevati, con avvisi di pericolo e indicazioni di arresto. La geometria e la consistenza visiva dell'oggetto sembrano dunque avere un ruolo decisivo.

Quando la ricostruzione dell'ambiente confonde Autopark

Il sistema ha mostrato anche un comportamento anomalo tentando di raggiungere uno stallo individuato dietro un camion. La Model Y conservava il riferimento spaziale del parcheggio selezionato, ma ha cambiato più volte direzione senza avvicinarsi in modo efficace alla destinazione. La manovra si è protratta a lungo in retromarcia, finché il tentativo è stato interrotto.

Una possibile causa osservata sul posto era la presenza di acqua a terra, che nella rappresentazione poteva essere interpretata come erba o come un ostacolo. Non è possibile stabilire con certezza che fosse questo il motivo della sequenza insolita, ma l'episodio mostra un limite tipico dei sistemi basati sulla visione: riflessi, superfici e contorni ambigui possono alterare la ricostruzione dello spazio.

Smart Shift più fluido e Smart Summon controllabile dall'app

Lo Smart Shift, che propone automaticamente la marcia più adatta durante le manovre, si è mostrato rapido e naturale nella maggior parte delle situazioni. Avvicinandosi a un ostacolo, la vettura suggeriva il cambio di direzione; dopo la frenata e la rotazione del volante risultava pronta a selezionare nuovamente la marcia necessaria. Nel corso del test la fluidità di questa funzione è stata uno degli aspetti più convincenti.

È stato verificato anche Smart Summon attraverso l'applicazione. Il sistema permette di indicare una destinazione e mostra sul telefono un'anteprima in tempo reale della telecamera orientata nella direzione di marcia, passando alla visuale posteriore quando la vettura procede in retromarcia. Nella prova la Model Y ha eseguito anche un'inversione, mantenendo sullo schermo il riscontro visivo della manovra.

Nel complesso, Tesla Vision e Autopark appaiono molto più utilizzabili rispetto alle prime implementazioni, soprattutto nei parcheggi ordinari e in presenza di segnaletica poco leggibile. Restano però casi nei quali il conducente non può affidarsi alla sola visualizzazione: reti, oggetti bassi, pietre e superfici ambigue richiedono ancora attenzione diretta. I progressi del software sono concreti, ma il test conferma che la supervisione umana rimane essenziale.

Una domanda per voi

I progressi di Autopark possono compensare le difficoltà di Tesla Vision nel riconoscere ostacoli sottili o irregolari?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=HnEmOiSwwoU

Pietro Antonioli #Gingerblack

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer