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Tesla Supercharger fuori dall’autostrada: quanto pesano davvero le deviazioni
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Tesla Supercharger fuori dall’autostrada: quanto pesano davvero le deviazioni

5 min.

Uscire dall’autostrada per raggiungere un Tesla Supercharger permette di contenere il costo della ricarica, ma aggiunge una variabile importante ai viaggi lunghi: il tempo necessario per arrivare alla stazione e tornare sul percorso principale. Un test condotto con una Tesla Model Y lungo circa 1.100 km nel Nord Italia ha quantificato questo compromesso, registrando complessivamente 47 minuti e 30 secondi dedicati alle deviazioni.

Il confronto nasce da una critica ricorrente alla rete Tesla: molte stazioni non si trovano direttamente nelle aree di servizio autostradali. Rispetto a una colonnina HPC collocata lungo l’autostrada, quindi, il Supercharger può richiedere il passaggio dal casello, alcuni chilometri sulla viabilità ordinaria e il successivo rientro. Il risultato, però, cambia sensibilmente in base alla posizione della singola stazione e alla configurazione degli svincoli.

Quasi 48 minuti di deviazioni su 1.100 km

Il rilevamento ha interessato diversi Supercharger, tra cui Elnos a Brescia, Lodi, Torri di Quartesolo e Piacenza. Per ogni sosta è stato considerato il tempo impiegato per lasciare l’autostrada, raggiungere la stazione e tornare al casello, senza includere naturalmente la durata della ricarica, necessaria anche scegliendo una HPC autostradale.

Le condizioni non erano uniformi. Il passaggio da Elnos, per esempio, è avvenuto durante la notte e senza traffico: dal Supercharger al casello sono stati misurati 3 minuti e 40 secondi. La conoscenza preventiva della zona ha inoltre reso più semplice individuare l’accesso, che durante il test è stato giudicato poco chiaro per chi arriva per la prima volta.

A Lodi il navigatore indicava circa un minuto dal casello alla stazione, mentre il tempo effettivamente percepito è stato più vicino a due minuti e mezzo o tre. Piacenza ha richiesto circa quattro minuti fuori dal casello per raggiungere il punto di ricarica e un tempo analogo per proseguire. Sono deviazioni contenute, ma la loro somma diventa rilevante quando il viaggio impone numerose soste.

Il totale di 47 minuti e 30 secondi va comunque letto nel contesto specifico della prova: una giornata feriale, tragitti nel Nord e Nord-Est e stazioni con caratteristiche differenti, comprese installazioni V2 e V3. Non rappresenta quindi un valore universale per ogni viaggio Tesla, ma una misura concreta di quanto le singole ubicazioni possano incidere.

Torri di Quartesolo concentra gran parte del ritardo

La deviazione più penalizzante è risultata quella verso il Supercharger di Torri di Quartesolo. Pur trovandosi a circa 1-1,5 km in linea d’aria dal percorso, la configurazione dell’uscita di Vicenza Est ha costretto a utilizzare Vicenza Ovest e a percorrere circa 10-11 minuti verso est. Dopo la ricarica è stato necessario continuare sulla viabilità ordinaria fino al rientro autostradale di Grisignano di Zocco.

Secondo i conteggi emersi dal test, questa sola situazione ha aggiunto circa 20 minuti. Eliminando tale anomalia, il tempo complessivo delle deviazioni scenderebbe quindi da oltre 47 minuti a meno di mezz’ora. È un dato importante perché mostra come il problema non dipenda soltanto dalla distanza geometrica tra Supercharger e autostrada: accessibilità, direzione di marcia e struttura degli svincoli possono pesare molto di più.

Per chi pianifica il viaggio, la scelta della stazione diventa dunque parte integrante della strategia di ricarica. Il punto più vicino sulla mappa non è necessariamente quello che fa perdere meno tempo. Nel caso osservato, sono state indicate come possibili alternative altre stazioni collocate poco prima o poco dopo lungo il percorso, compresa quella di Peschiera del Garda.

Il risparmio economico compensa il tempo perso?

La Tesla Model Y ha registrato un consumo medio di circa 20 kWh/100 km lungo i 1.100 km percorsi, mantenendo come riferimento una velocità di 130 km/h. Per stimare la spesa ai Supercharger è stato utilizzato un prezzo medio indicativo di 0,45 euro/kWh, precisando che la tariffa può cambiare in base alla stazione e alla fascia oraria.

Su queste basi, il costo attribuito alle ricariche Tesla è stato stimato in circa 90 euro. Per le HPC autostradali utilizzate a consumo, con tariffe considerate comprese tra 1 e 1,10 euro/kWh, la stima è salita a circa 220 euro. Nel materiale viene citato anche uno scenario intorno ai 150 euro ricorrendo ad abbonamenti o formule tariffarie differenti, senza però fornire ulteriori dettagli sulle condizioni.

La conclusione proposta è un risparmio nell’ordine dei 100 euro scegliendo i Supercharger lungo l’intero viaggio, a fronte di circa 47 minuti e mezzo aggiuntivi per uscire e rientrare dall’autostrada. Non si tratta di un confronto assoluto: costi e tempi dipendono dalle tariffe disponibili, dalla posizione delle stazioni, dal traffico e dalla pianificazione. Il test rende però evidente la scelta pratica per l’automobilista elettrico: pagare di più per ridurre le deviazioni oppure accettare una percorrenza più articolata per contenere sensibilmente la spesa.

Una domanda per voi

Quanto risparmio economico dovrebbe offrire una ricarica fuori dall’autostrada per giustificare circa mezz’ora di deviazioni in un lungo viaggio?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=njVBTW4q3SY

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!