Tesla su 1.176 km: consumi, Navigate on Autopilot e imprevisti di ricarica
Un viaggio di andata e ritorno tra Brescia e Roma, per un totale di 1.176 km, ha permesso di verificare sul campo tre aspetti centrali nell'uso di una Tesla sulle lunghe distanze: consumi, pianificazione delle ricariche e comportamento del sistema Navigate on Autopilot. Il bilancio energetico è risultato complessivamente regolare, ma l'esperienza è stata condizionata sia dall'interruzione inattesa di una sessione al Supercharger sia da alcune incertezze dell'assistenza alla guida.
Ricarica a destinazione e gestione della batteria
Uno dei momenti più delicati del viaggio è stato l'arrivo a destinazione con il 3% di batteria. Una coda incontrata nell'ultimo tratto ha aumentato l'incertezza, anche perché si trattava di raggiungere un luogo non conosciuto. Con una carica così bassa, l'accelerazione disponibile è risultata limitata: un comportamento percepito come funzionale a proteggere la batteria e a conservare l'energia necessaria per completare il tragitto.
La ricarica presso l'hotel è stata effettuata attraverso un Destination Charger, descritto come un Wall Connector capace in questo caso di erogare 11 kW in trifase. In circa sei ore la batteria è stata riportata a un livello completo, consentendo di iniziare il ritorno con il 95%. L'esperienza evidenzia il valore pratico della ricarica a destinazione: quando l'auto rimane parcheggiata per diverse ore, una potenza di questo livello può evitare una sosta dedicata prima della partenza.
Il viaggio di ritorno indicato dal navigatore misurava 579 km, con una sosta prevista a Firenze. La disponibilità del punto di ricarica in hotel ha quindi permesso di affrontare la prima parte del percorso con un margine ampio, nonostante l'arrivo del giorno precedente fosse avvenuto quasi a batteria esaurita.
Navigate on Autopilot tra funzioni utili e interventi necessari
Navigate on Autopilot era indicato nell'auto come funzione beta e poteva essere attivato per il percorso impostato. Tra le opzioni disponibili figuravano l'abilitazione automatica all'inizio di ogni viaggio e diversi livelli per i cambi di corsia basati sulla velocità. Per la prova è stata scelta l'impostazione media, meno aggressiva della modalità denominata Mad Max.
Nel corso del test il sistema ha mostrato di poter gestire autonomamente alcuni cambi di corsia e imboccare un'uscita dopo la conferma richiesta. Questi passaggi hanno dato un'indicazione concreta del potenziale della navigazione assistita, soprattutto nei tratti in cui segnaletica e geometria stradale risultavano chiaramente leggibili.
Le criticità sono emerse invece in corrispondenza di svincoli, corsie molto larghe e tratti nei quali i riferimenti a terra diventavano meno chiari. In una circostanza la linea visualizzata dal sistema è scomparsa e la traiettoria ha richiesto un intervento immediato sul volante. Anche in altri passaggi il comportamento non è apparso sufficientemente prevedibile da consentire un utilizzo rilassato.
L'impressione maturata durante questa esperienza è quindi quella di una tecnologia ancora acerba. I tratti gestiti correttamente non cancellano la necessità di mantenere costantemente l'attenzione e di essere pronti a correggere la vettura. Trattandosi di una prova circoscritta e svolta su uno specifico itinerario, non si tratta di un giudizio definitivo, ma gli episodi osservati rappresentano comunque un limite concreto nell'uso quotidiano.
L'interruzione inattesa al Supercharger
La principale complicazione logistica si è verificata durante la sosta al Supercharger di Firenze. Mentre l'auto era collegata, la sessione si è interrotta senza una causa identificata. La notifica ricevuta ha reso necessario tornare alla vettura, dove il connettore mostrava un LED rosso. La ricarica è poi ripartita, ma l'inconveniente ha comportato una perdita di circa mezz'ora.
Quando la batteria era al 59%, il sistema stimava ancora un'ora e un quarto per completare la sessione; nel frattempo si era collegata anche un'altra vettura alla postazione vicina. La ricarica è stata infine interrotta volontariamente al 92%, con un costo indicato di 7,50 euro, per riprendere il viaggio verso casa.
L'episodio mostra quanto la prevedibilità della sosta sia importante almeno quanto la velocità nominale di ricarica. La notifica ha permesso di accorgersi del problema, ma il tempo perso ha modificato il programma e costretto a prolungare la permanenza. Nel materiale disponibile non emerge una spiegazione certa dell'interruzione, perciò non è possibile attribuirla alla vettura o alla colonnina.
Consumi e bilancio finale del viaggio
Per il tratto da Firenze alla destinazione finale erano stati inizialmente previsti 285 km, con un arrivo stimato al 18% di batteria. Una deviazione aggiuntiva ha portato la distanza effettiva del segmento a 297 km. Il consumo medio registrato è stato di 192 Wh/km e il viaggio si è concluso con il 13% residuo.
Considerando l'intero percorso Brescia-Roma-Brescia, il contatore ha registrato 1.176 km e 238 kWh utilizzati, per una media di 202 Wh/km. L'obiettivo iniziale era scendere sotto i 200 Wh/km, ma lo scostamento finale è stato contenuto. Il dato assume particolare interesse perché comprende l'intero viaggio, inclusi traffico, deviazioni e condizioni incontrate lungo il percorso.
Il quadro complessivo mette in luce due aspetti differenti. Da una parte, autonomia residua e consumi hanno consentito di completare oltre mille chilometri con una pianificazione relativamente semplice e con il supporto della ricarica in hotel. Dall'altra, l'interruzione al Supercharger e le esitazioni di Navigate on Autopilot ricordano che l'affidabilità dell'esperienza dipende non soltanto dall'efficienza dell'auto, ma anche dalla prevedibilità dell'infrastruttura e dei sistemi di assistenza.
Una domanda per voi
Quanto può pesare l'affidabilità delle soste di ricarica rispetto al consumo dell'auto in un viaggio elettrico di lunga distanza?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=1JpEgrPQQn0

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