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Tesla senza Supercharger: 800 km affidati alla rete pubblica
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Tesla senza Supercharger: 800 km affidati alla rete pubblica

5 min.

Si può affrontare un viaggio di più giorni con una Tesla rinunciando completamente ai Supercharger? Un itinerario di 800 chilometri tra Genova, Pisa e Firenze ha permesso di verificare sul campo affidabilità, disponibilità e praticità delle reti pubbliche interoperabili. Il risultato è positivo, ma evidenzia anche quanto contino la pianificazione, il preriscaldamento della batteria e la possibilità di integrare le soste di ricarica nelle normali attività del viaggio.

Quattro soste in 800 chilometri

Il viaggio si è svolto nell'arco di tre giorni e ha richiesto quattro soste di ricarica. Soltanto una è stata considerata non necessaria: nelle altre occasioni l'auto è stata collegata mentre gli occupanti dovevano mangiare o svolgere altre attività. Questo aspetto è centrale nell'uso quotidiano di un'elettrica, perché il tempo impiegato per recuperare energia può sovrapporsi a una pausa già prevista anziché trasformarsi in un'attesa dedicata.

Nella prima parte dell'itinerario sono stati percorsi circa 450 chilometri, con due ricariche e 96 kWh complessivi prelevati attraverso Be Charge. La spesa indicata per questa porzione del viaggio è stata di circa 33 euro, calcolata utilizzando il piano tariffario disponibile durante il test. La seconda sessione è stata prolungata più del necessario per avere energia sufficiente a muoversi il giorno successivo senza doversi fermare nuovamente.

La disponibilità delle infrastrutture non è apparsa limitata alle stazioni ad alta potenza. Nei centri urbani sono state individuate numerose colonnine lente, mentre allontanandosi dal centro risultavano disponibili anche punti più veloci. La rete ha quindi permesso di adattare la ricarica alle diverse fasi del viaggio, alternando soste rapide e sessioni più lunghe.

Prenotazione e ricarica durante la sosta

Uno degli elementi più utili emersi dall'esperienza è la possibilità di prenotare una presa tramite l'app di Be Charge. Durante una sosta a Firenze, la ricerca è partita dal ristorante scelto e non dalla colonnina: inserendo la destinazione nell'applicazione è stato trovato un punto di ricarica proprio nelle vicinanze, successivamente prenotato.

In quel caso si trattava di una ricarica in corrente alternata. La Tesla utilizzata accettava fino a 11 kW, corrispondenti a 16 ampere in trifase. Non è una potenza pensata per recuperare rapidamente molta autonomia, ma diventa efficace quando l'auto rimane parcheggiata per il tempo necessario a pranzare o visitare la città. La sessione ha infatti consentito di accumulare una quantità significativa di energia senza modificare il programma della giornata.

Anche il rientro è stato pianificato con un sistema collegato direttamente all'auto. Con la batteria al 51% e circa 310 chilometri ancora da percorrere, il calcolo del percorso ha suggerito una sosta in autostrada dopo circa 130 chilometri. L'interoperabilità di Be Charge con colonnine collocate nelle aree di servizio ha evitato la necessità di uscire dall'autostrada, riducendo il tempo aggiuntivo richiesto dalla deviazione.

Il preriscaldamento migliora la curva di ricarica

Un passaggio tecnico importante riguarda il preriscaldamento della batteria. In seguito a un aggiornamento citato durante il test, la Tesla è risultata in grado di preparare l'accumulatore anche quando la destinazione impostata è una stazione non appartenente alla rete proprietaria. Portare le celle nella corretta finestra termica è importante perché consente all'auto di accettare potenze più elevate già all'inizio della sessione.

Durante la ricarica autostradale del ritorno, iniziata con il 12% di batteria, la potenza ha raggiunto un picco di 170 kW. Con il procedere della sessione la curva è scesa gradualmente: al 79% la colonnina erogava circa 58 kW. È un andamento che mostra perché, nei viaggi lunghi, non sia sempre conveniente aspettare una carica quasi completa. In quel momento l'auto avrebbe già potuto raggiungere casa con una previsione di arrivo al 23%.

La preparazione termica assume un peso ancora maggiore sulle reti di terze parti, dove non basta trovare una colonnina con una potenza nominale elevata: anche la batteria deve essere pronta a ricevere energia rapidamente. Il test ha mostrato che l'integrazione tra navigazione e gestione termica può funzionare anche fuori dall'ecosistema Supercharger.

Costi e verdetto dell'esperienza

Il viaggio è stato effettuato utilizzando un abbonamento Be Electric 500, indicato con un costo di 175 euro per 500 kWh. Una delle ricariche finali, che ha portato l'auto da circa il 10% al 100%, è stata contabilizzata in 17,54 euro. Sono cifre legate allo specifico piano utilizzato e non rappresentano quindi un confronto tariffario universale tra tutti gli operatori.

Nel contesto della prova, la rete pubblica ha mostrato un'affidabilità sufficiente per completare l'intero itinerario senza ricorrere ai Supercharger. La possibilità di prenotare alcune prese, trovare punti in autostrada e sfruttare sia la corrente alternata sia le stazioni veloci ha reso gestibile il percorso. L'esito non elimina la necessità di pianificare, ma dimostra che l'infrastruttura proprietaria non è stata indispensabile per questo viaggio.

Il vantaggio principale non deriva soltanto dalla potenza delle colonnine, ma dalla loro posizione rispetto alle attività già previste. Quando ristorante, area di servizio o destinazione turistica coincidono con il punto di ricarica, il tempo percepito si riduce nettamente. Per viaggiare fuori dalla rete Tesla, quindi, contano almeno quanto la velocità di picco anche interoperabilità, prenotazione e integrazione con il sistema di navigazione dell'auto.

Una domanda per voi

Prenotazione, interoperabilità e posizione delle colonnine possono rendere la rete pubblica un'alternativa stabile ai Supercharger nei lunghi viaggi?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=0TwrfQCYGqg

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!