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Tesla Model Y usata, cosa controllare prima dell’acquisto
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Tesla Model Y usata, cosa controllare prima dell’acquisto

5 min.

Acquistare una Tesla Model Y usata richiede controlli che vanno oltre chilometraggio, carrozzeria e condizioni degli interni. La configurazione dichiarata dal venditore deve essere verificata dal display, mentre provenienza del telaio, stato della batteria, modifiche aftermarket e diagnostica elettronica possono far emergere informazioni decisive. Alcuni difetti sono semplici elementi di negoziazione; altri possono comportare riparazioni costose o indicare una storia dell’auto da approfondire.

Versione, telaio e storia della batteria

Badge e accessori esterni non bastano a identificare una Model Y. Il modello effettivo e il VIN devono essere controllati nel menu Software dell’auto, confrontando il numero di telaio visualizzato con quello presente sulla vettura. Il prefisso del VIN permette inoltre di verificare la provenienza dichiarata: nell’esemplare esaminato, LRV identifica l’assemblaggio in Cina, mentre XP7 viene associato alla produzione di Berlino.

Un’attenzione particolare è stata consigliata per le Long Range e Performance del 2021 e dei primissimi mesi del 2022, periodo nel quale Tesla stava passando da Panasonic a LG per il pacco batteria ad alta tensione. Secondo l’esperienza riportata, su queste vetture sono stati riscontrati diversi problemi alle celle. Prima di escludere automaticamente un annuncio, però, conviene verificare se la batteria sia già stata sostituita in garanzia: un’auto con molti chilometri potrebbe avere un accumulatore decisamente più recente.

È utile anche effettuare una visura della targa e verificare l’intestazione riportata sui documenti, così da individuare eventuali leasing o elementi da chiarire. Gli aggiornamenti software, la connettività tramite app e l’accesso ai Supercharger meritano un controllo specifico. Dopo un incidente con attivazione degli airbag e isolamento del pacco ad alta tensione, queste funzioni possono essere disabilitate finché Tesla non verifica la riparazione. Una prova di ricarica al Supercharger può quindi aggiungere un’informazione importante, pur non sostituendo una verifica completa della storia del veicolo.

Carrozzeria, sottoscocca e componenti delicati

Il controllo esterno dovrebbe partire dal sottoscocca, osservando l’area compresa tra gli assi dove si trova il pacco batteria. Urti, righe profonde, deformazioni o tracce di corrosione richiedono un approfondimento. Sulla carrozzeria vanno cercati segni di grandine soprattutto sui fianchi e sui montanti posteriori, zone difficili da ripristinare. Differenze nella finitura possono invece suggerire una riverniciatura.

Tra i difetti indicati come comuni su Model Y e Model 3 c’è la possibile crepa tra il faro posteriore e la sezione inferiore del pannello del portellone. In alcuni casi la riparazione può richiedere la sostituzione dell’intero portellone, lunotto compreso. Se è presente una tendina parasole, conviene rimuoverla temporaneamente per controllare che il tetto in vetro non sia crepato. Anche eventuali spoiler devono essere ben aderenti lungo tutta la superficie.

La porta di ricarica è un altro componente da provare con attenzione. Oltre all’apertura, bisogna ascoltare la chiusura: un movimento regolare, senza colpi a fine corsa, suggerisce che il motorino stia lavorando correttamente. Per i fari occorre verificare l’accensione completa delle sezioni LED, perché in caso di guasto Tesla procede alla sostituzione del componente. Vanno ascoltati anche i giunti e i ganci delle portiere, cercando scatti secchi o rumori anomali.

Interni e modifiche aftermarket

Nell’abitacolo i punti più esposti comprendono fianchetti dei sedili, poggiatesta, battitacco, guarnizioni e finiture del cielo. Sulle prime generazioni il rivestimento sintetico dei poggiatesta può mostrare segni evidenti, mentre il supporto lombare e i comandi elettrici del sedile devono essere provati in tutte le direzioni. Guarnizioni molto secche possono indicare una lunga permanenza all’aperto.

Accessori come cerchi non originali, wrap, fendinebbia sostituiti, display posteriori, adattatori OBD, console aggiuntive e sistemi che dialogano con il CAN bus non rappresentano automaticamente un valore aggiunto. Devono essere valutati come modifiche da ispezionare e, se non gradite, come possibili argomenti di negoziazione. Le installazioni elettriche sono le più delicate, perché possono aver richiesto lo smontaggio dei pannelli, l’aggiunta di bypass o interventi sui cablaggi. Bisogna quindi controllare assemblaggi, scricchiolii e qualità dei collegamenti.

La diagnostica dalla modalità Service

Dal menu Software è possibile accedere alla modalità Service tenendo premuta la denominazione del modello e inserendo la parola “service”. L’operazione va eseguita soltanto da fermi, con il consenso del proprietario e senza modificare impostazioni che non si conoscono. Nella sezione Alert e DTC si possono consultare gli errori rilevati dai computer di bordo e verificare se qualche funzione del veicolo risulti limitata.

Nel caso esaminato comparivano soltanto due segnalazioni temporanee: liquido lavavetri assente e unità USB della dashcam troppo piccola. Più preoccupanti sarebbero avvisi relativi a stato di carica basso o ricarica limitata, associati nel contenuto a possibili sbilanciamenti eccessivi delle celle. Anche fuori dalla modalità Service, la presenza di un triangolo di avvertimento consente di aprire il dettaglio dell’errore.

La manutenzione ordinaria descritta è ridotta, ma è stato suggerito di valutare tra 150.000 e 200.000 km la sostituzione del fluido nella scatola riduttrice del motore. Sulle vetture con pompa di calore può essere considerata, allo stesso intervallo, anche la sostituzione dell’essiccatore, in funzione dell’utilizzo dell’auto e delle temperature affrontate. Il controllo finale resta una prova su strada, utile per rilevare rumori provenienti dai braccetti, scricchiolii e anomalie nel comportamento. Nessuna singola verifica è sufficiente: è l’insieme di documenti, diagnostica, ispezione fisica e prova dinamica a costruire un quadro credibile dell’usato.

Una domanda per voi

Nella scelta di una Tesla Model Y usata, quanto dovrebbe pesare la diagnostica elettronica rispetto a chilometraggio e condizioni estetiche?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=ogguTRXaB1Q

Pietro Antonioli #Gingerblack

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer