Tesla Model Y Standard, viaggio autostradale tra consumi, assistenza e ricarica
Un viaggio di andata e ritorno tra Darfo Boario Terme e Torino ha permesso di mettere alla prova la Tesla Model Y Standard in uno scenario concreto: molta autostrada, navigazione con pianificazione energetica, una ricarica in corrente alternata non riuscita e due soste ai Supercharger. Il test ha evidenziato consumi contenuti, una gestione efficace delle tappe e una potenza di ricarica arrivata brevemente a 181 kW.
L'esemplare provato appartiene alla generazione 2027 e presenta alcuni dettagli rivisti rispetto alla versione precedente. Le finiture esterne scure, visivamente simili a quelle già conosciute, adottano ora un materiale gommoso al posto dell'effetto alluminio opacizzato o satinato. È una modifica limitata, ma indicativa del diverso approccio riservato alla versione Standard.
Consumi autostradali e pianificazione del viaggio
La partenza è avvenuta con una carica nell'ordine dell'86-87%. Dopo 179 km, percorsi in un'ora e 47 minuti, il computer di bordo indicava 15,9 kWh/100 km e 28,4 kWh estratti dalla batteria. Il climatizzatore era impostato a 21,5 °C in modalità automatica, con la portata dell'aria regolata al minimo.
Il tratto verso Torino si è concluso dopo 241 km e circa due ore e mezza, con il 17% residuo. Dal pacco erano stati prelevati poco meno di 40 kWh. La velocità impostata sul display era spesso di 135 km/h, corrispondenti durante il riscontro effettuato a circa 130,2 km/h GPS. Il consumo è risultato leggermente superiore alla previsione iniziale: il monitor energetico attribuiva lo scostamento soprattutto al motore, perché il sistema aveva pianificato una velocità media più vicina a 110 km/h.
Partendo dall'energia utilizzata, durante la prova è stato calcolato un costo teorico di circa 20 euro applicando una tariffa di 0,50 euro per kWh. Con energia a 1,10 euro per kWh la stessa percorrenza sarebbe costata poco più di 40 euro, mentre con una ricarica domestica la stima indicata scendeva a circa 10-12 euro. Non si tratta quindi di un unico costo effettivamente sostenuto, ma di un confronto costruito applicando tariffe differenti.
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L'assistenza alla guida cambia comportamento
La vettura utilizzava il software 2026.20.300 e, nella modalità più evoluta disponibile durante il test, il sistema indicava FSD 14.3.2. L'esperienza resta però condizionata dalle limitazioni europee: il cambio di corsia viene proposto dall'auto, ma deve essere confermato inserendo l'indicatore di direzione, mentre la telecamera verifica che le mani siano vicine al volante. Questa funzione opera nei tratti dotati di separatore centrale.
Disattivando la modalità Navigate on Autopilot, l'interfaccia torna invece al sistema definito nel software come guida automatizzata di vecchia generazione. Secondo quanto emerso durante la prova, la configurazione basata su FSD potrebbe quindi rappresentare una soluzione più limitata e prevalentemente autostradale nei Paesi in cui il pacchetto completo non dovesse ricevere l'approvazione.
Il comportamento percepito è apparso più consistente rispetto alle versioni precedenti. In prossimità delle uscite il sistema tende a preparare prima il posizionamento laterale; accanto a camion, camper e pullman mantiene un margine maggiore senza invadere l'altra corsia. Anche nelle situazioni con motociclette o veicoli in rapido avvicinamento da dietro ha preferito attendere prima di completare la manovra, evitando reazioni brusche osservate in passato.
La guida rimane comunque supervisionata. Il conducente deve autorizzare i cambi di corsia e può intervenire sull'acceleratore quando il sistema evita un superamento a destra. La visualizzazione della telecamera laterale sul display facilita inoltre il controllo dello spazio durante le manovre.
La ricarica LFP tra imprevisti e picchi oltre il dichiarato
La sosta a Torino avrebbe dovuto consentire una ricarica trifase a 11 kW, ma la colonnina ha interrotto quasi subito l'erogazione. L'auto è passata soltanto dal 17 al 18% e, anche a causa dei consumi della modalità Sentinella, al momento della ripartenza indicava il 16%. L'episodio mostra quanto un viaggio elettrico possa cambiare quando una ricarica prevista non va a buon fine, anche se il navigatore ha ricalcolato immediatamente il percorso verso casa.
Per questa Model Y Standard è stata indicata una batteria LFP con circa 57,5 kWh utilizzabili, precisando però che il valore effettivo potrebbe essere più vicino a 60 kWh. Non essendo disponibile una verifica definitiva nel materiale della prova, il dato va considerato una stima.
Alla prima sosta rapida, presso il Supercharger di Settimo Torinese, la potenza ha raggiunto subito circa 170 kW. Dopo nove minuti la batteria era già al 58%. La scelta di fermarsi qui, anziché presso la stazione suggerita dal navigatore a Chivasso, ha privilegiato una tappa più vicina, pur rinunciando alla possibilità di arrivare al punto di ricarica con una percentuale ancora più bassa.
La seconda sosta è avvenuta a Dalmine, raggiunta con il 13% residuo e un consumo di 17,9 kWh/100 km dall'ultima partenza. Collegata al Supercharger, l'auto è salita da 175 a 180 kW, toccando per un momento 181 kW. Il sistema stimava 11 minuti per riprendere il viaggio con l'obiettivo impostato di arrivare a destinazione con il 50%.
Durante la sessione erano chiaramente attivi sia il raffreddamento della vettura sia quello dello stallo. Le ventole del Supercharger servono a contenere la temperatura del cavo e quindi la sua resistenza, mentre sulla Model Y le serrande anteriori attive erano completamente aperte e la ventola del radiatore lavorava alla massima intensità. La combinazione tra curva relativamente piatta e gestione termica ha reso molto brevi entrambe le soste rapide.
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I limiti della versione Standard
Tra le semplificazioni emerse figura l'assenza del ricevitore radio a 433 MHz utilizzato anche per il comando presente sui connettori di ricarica. Il pulsante non consentiva quindi di aprire direttamente lo sportello della vettura provata. Resta possibile che la stessa funzione venga gestita in futuro attraverso il Bluetooth già impiegato dall'auto, ma durante il test questa soluzione non era disponibile.
Nel complesso, la Model Y Standard ha mostrato un buon equilibrio tra efficienza, spazio, comfort e velocità di ricarica. Le conclusioni riguardano però uno specifico viaggio autostradale e non eliminano i compromessi della versione d'ingresso. L'aspetto più convincente è stato il coordinamento tra navigatore, previsione della carica e Supercharger, capace di assorbire senza particolari difficoltà anche il fallimento della ricarica programmata a Torino.
Una domanda per voi
In un lungo viaggio elettrico conta di più ridurre il consumo oppure poter contare su soste di ricarica brevi e ben pianificate?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato controllato dall'intelligenza artificiale
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=r1jJpI5C3p8

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