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Tesla Model Y Standard, primo contatto tra batteria LFP e interni semplificati
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Tesla Model Y Standard, primo contatto tra batteria LFP e interni semplificati

5 min.

La Tesla Model Y Standard è arrivata nello showroom Tesla di Vittuone, a Milano, per un primo contatto statico. La versione di accesso rinuncia ad alcuni elementi presenti sugli allestimenti superiori, ma conserva i punti centrali della piattaforma: batteria LFP, trazione posteriore, gestione termica evoluta, software di bordo e una notevole capacità di carico. Il prezzo indicato durante la presentazione è di circa 39.000 euro, mentre alcuni clienti hanno potuto avvicinarsi ai 29.000 euro sfruttando gli incentivi.

Un frontale specifico e cerchi da 18 pollici

Le differenze estetiche più evidenti rispetto alle altre Model Y si concentrano nella parte anteriore. La luce diurna è integrata sul lato interno del gruppo ottico e il fascio luminoso si sviluppa orizzontalmente. Il disegno del muso richiama quello della Model 3, mentre ai lati restano le aperture destinate a gestire il flusso d'aria intorno ai passaruota. Su questa versione appaiono più grandi rispetto a quelle delle altre varianti di Model Y.

Nella zona inferiore è presente una griglia attiva con due elementi interni. Il sistema può aprire o chiudere il passaggio dell'aria in base alle necessità di raffreddamento, riducendo la resistenza aerodinamica quando non serve un flusso elevato. Rimane anche la telecamera anteriore, in questo caso priva di spruzzino per la pulizia.

Di profilo le proporzioni non cambiano in maniera sostanziale. La Model Y Standard monta cerchi da 18 pollici con coperture aerodinamiche in plastica e struttura sottostante in acciaio. Secondo quanto emerso durante la presentazione, possono essere installati anche i cerchi Crossflow utilizzati dalla variante Long Range a trazione posteriore, accreditati di un contributo positivo all'efficienza.

Batteria LFP, 11 kW in AC e 175 kW in corrente continua

Il pacco batteria è collocato nel pianale tra i due assi, una soluzione che mantiene basso il baricentro. La chimica è LFP, con una capacità dichiarata di 64 kWh lordi e 60,5 kWh utilizzabili. Il pacco adotta un numero maggiore di celle in serie, scelta che permette di lavorare con una tensione più elevata durante la ricarica.

La presa CCS Combo 2 è posizionata sul lato posteriore sinistro. La versione europea supporta la ricarica trifase in corrente alternata fino a 11 kW e quella rapida in corrente continua fino a 175 kW. Orari e programmazione possono essere gestiti dall'auto o tramite applicazione; è inoltre possibile regolare l'amperaggio, una funzione utile quando si ricarica da una presa con una potenza disponibile limitata. In presenza di Wall Connector e Powerwall, il sistema può occuparsi anche della gestione del carico.

La Model Y Standard adotta la trazione posteriore e una potenza indicata in circa 275 CV. L'accelerazione da 0 a 100 km/h viene dichiarata in 7,2 secondi. Trattandosi di un'esposizione statica, non è stato ancora possibile verificare consumi, autonomia reale, comportamento dinamico e prestazioni di ricarica sul campo.

Bagagliaio e abitabilità restano punti di forza

Il bagagliaio posteriore offre 835 litri, distribuiti tra il vano principale e diversi spazi ricavati sotto il piano. Abbattendo gli schienali posteriori, frazionati secondo lo schema 40:20:40, la capacità dichiarata raggiunge 2.200 litri. La cappelliera può essere aggiunta come optional.

Sotto il cofano anteriore è presente un ulteriore vano da 117 litri, apribile dall'applicazione, dall'abitacolo o tramite telecomando. L'assenza di una guarnizione completa indica che il vano non è isolato, ma lo spazio disponibile resta utile per separare cavi di ricarica e altri oggetti dal bagagliaio principale.

Anche l'abitabilità posteriore si è mostrata generosa durante il primo contatto. Con il sedile anteriore regolato per una persona alta 1,93 metri, rimaneva ancora spazio sia per le gambe sia sopra la testa. È un dato osservato in una verifica statica, ma conferma la vocazione familiare della vettura.

Interni più essenziali, ma il software resta completo

L'abitacolo introduce sedili rivestiti con una combinazione di tessuto e materiale sintetico Sky. La parte centrale in tessuto dovrebbe risultare meno calda nei mesi estivi, mentre il livello di assemblaggio percepito durante l'esame statico è apparso solido, senza scricchiolii evidenti. Le sezioni inferiori dei pannelli porta utilizzano plastiche più semplici, mentre quelle superiori mantengono materiali più curati.

Il tunnel centrale è stato ridisegnato e offre un ampio vano aperto, un bracciolo e due portabicchieri. Rimane anche la base per la ricarica degli smartphone. Alcune semplificazioni sono evidenti: la regolazione del volante è manuale, manca l'illuminazione interna a LED e i sedili non dispongono dei tradizionali comandi laterali, perché la loro regolazione è affidata all'interfaccia software.

La dotazione comprende l'Autopilot di base e l'hardware di bordo di quarta generazione. Le funzioni più avanzate di guida automatizzata restano però subordinate all'approvazione normativa europea. Sono inoltre presenti pompa di calore, Octovalve e il sistema di gestione termica che coordina i flussi tra abitacolo, batteria e componenti di propulsione.

La Model Y Standard sostituisce il tetto panoramico in vetro con un rivestimento tradizionale in tessuto. Durante il primo contatto questa scelta è stata valutata positivamente per il potenziale contributo all'isolamento dal calore e al comfort acustico, ma servirà una prova su strada per misurarne gli effetti reali. Anche i vetri posteriori non sono doppi, pur adottando una laminazione studiata per il contenimento del rumore.

Il quadro complessivo è quello di una Model Y semplificata negli elementi accessori, non nei componenti fondamentali. Batteria, ricarica, gestione termica, software e versatilità restano al centro della proposta. Le verifiche decisive riguarderanno ora l'efficienza reale, il comfort e la curva di ricarica, aspetti che un'esposizione statica non consente ancora di giudicare.

Una domanda per voi

Le semplificazioni degli interni sono un compromesso accettabile se batteria, ricarica, software e capacità di carico restano centrali?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=_8ggs7WJPEo

Pietro Antonioli #Gingerblack

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer