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Tesla Model Y Standard, impianto audio ridotto ma abitacolo silenzioso
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Tesla Model Y Standard, impianto audio ridotto ma abitacolo silenzioso

5 min.

La Tesla Model Y Standard adotta un impianto audio sensibilmente semplificato rispetto a quello della versione Premium e delle precedenti configurazioni dotate del sistema più completo. Le rinunce riguardano il subwoofer, diversi altoparlanti e alcuni elementi utili a costruire una scena sonora più ampia. Il risultato emerso dal test è un sistema sufficiente per podcast e ascolti a volume moderato, ma meno convincente quando si cerca dinamica, presenza sulle alte frequenze e bassi profondi.

Meno altoparlanti e nessun subwoofer

La differenza più evidente è l'assenza del subwoofer. Mancano inoltre gli altoparlanti posteriori, sebbene siano ancora presenti le relative griglie e gli spazi predisposti, e non risultano installati i tweeter sui montanti. Anche il canale centrale anteriore sembra assente. La configurazione disponibile si affida quindi soprattutto a woofer e altoparlanti medi nella zona anteriore, con componenti full range da 10 centimetri sul cruscotto.

Questa architettura ridotta ha conseguenze dirette sulla riproduzione. Le frequenze medio-alte risultano arretrate e i dettagli più brillanti, come i piatti della batteria nel rock o alcune componenti sibilanti della voce, perdono presenza. Un altoparlante medio da 10 centimetri non riesce infatti a estendersi sulle alte frequenze come un tweeter dedicato. Viene meno anche l'effetto avvolgente garantito da un numero maggiore di punti di emissione.

La sezione bassa si è mostrata comunque discreta nell'ascolto ordinario. Alzando il volume, però, emergono vibrazioni e risonanze delle plastiche, mentre l'assenza del subwoofer diventa evidente con musica elettronica, batteria e brani nei quali le frequenze più profonde contribuiscono alla sensazione fisica del basso. Anche il volume massimo percepito è inferiore rispetto all'impianto Premium: già da fermi è necessario superare la metà della regolazione per ottenere un ascolto sostenuto.

Podcast promossi, musica ad alto volume meno convincente

L'impianto cambia carattere in base al contenuto riprodotto. La gamma media, nella quale si concentra gran parte della voce, rimane ben presente: per podcast, audiolibri e programmi parlati la resa è quindi più che adeguata. I limiti diventano maggiormente percepibili con registrazioni musicali complesse o ascoltate a volume elevato, dove mancano estensione in alto, profondità in basso e una scena sonora omogenea.

Durante la prova è stato utile intervenire sull'equalizzatore riducendo leggermente i medi, così da compensare almeno in parte lo squilibrio provocato dalla carenza delle alte frequenze. I bassi sono stati lasciati sul valore neutro, giudicato già soddisfacente per un ascolto normale. La regolazione di serie resta però limitata a cinque bande e non può correggere strutturalmente l'assenza degli altoparlanti dedicati.

Nel confronto soggettivo con il precedente impianto completo, la Model Y Standard è risultata molto meno ricca e coinvolgente. La valutazione assegnata nel test è stata di 6,5 su 10, tenendo conto anche del prezzo dell'auto, indicato intorno ai 40.000 euro. Si tratta comunque di un giudizio riferito soprattutto all'ascolto musicale: per chi utilizza prevalentemente contenuti vocali, le mancanze possono avere un peso decisamente inferiore.

Portiere più leggere e comfort acustico su strada

L'analisi delle portiere ha evidenziato un pannello percepito come più leggero rispetto a quello di altre versioni, oppure dotato di un trattamento fonoassorbente interno meno consistente. Il vano portaoggetti crea inoltre una sorta di sacca capace di generare risonanze. Lamiera e componenti in plastica costituiscono più superfici potenzialmente soggette a vibrazione, soprattutto quando i woofer vengono sollecitati a volume elevato.

Anche il vetro laterale adotta una soluzione diversa dal tradizionale doppio vetro: è stata osservata una spessa lamina plastica, giudicata comunque efficace. Più in generale, l'alleggerimento dei materiali fonoassorbenti non sembra aver compromesso il silenzio durante la marcia. L'impressione emersa è anzi quella di un'auto molto silenziosa, grazie a modifiche strutturali indicate come utili ad assorbire le vibrazioni e a rinforzare i punti opportuni del telaio.

La mancanza della cappelliera può incidere sul rumore di rotolamento proveniente dalla zona posteriore, ma non appare determinante per la resa dell'impianto in assenza del subwoofer. Con una sorgente dedicata alle frequenze più basse, la separazione del vano posteriore avrebbe invece un ruolo maggiore nel trattenere e controllare l'energia sonora.

Come migliorare l'impianto della Model Y Standard

Il primo intervento suggerito non è la sostituzione immediata degli altoparlanti, ma l'insonorizzazione delle portiere. Trattare lamiera, pannelli e plastiche permette di ridurre le vibrazioni e creare una base acustica più stabile. Qualora si installassero componenti posteriori, sarebbe opportuno intervenire anche sul portellone, approfittando dello smontaggio del relativo pannello.

Il secondo passaggio consiste nell'aggiunta di tweeter anteriori, installabili negli spazi disponibili. Per un'evoluzione più completa si può ricorrere a un amplificatore con DSP, sostituire gli altoparlanti esistenti e integrare un subwoofer. Il processore digitale può lavorare con almeno 32 bande di equalizzazione, contro le cinque offerte dal sistema originale, consentendo una taratura più precisa della scena e delle diverse frequenze.

Un impianto amplificato e correttamente regolato potrebbe inoltre offrire maggiore dinamica e una qualità migliore senza dover mantenere il volume vicino al massimo. La Model Y Standard lascia dunque margini concreti di miglioramento, ma nella configurazione di serie privilegia chiaramente il contenimento della dotazione rispetto alla ricchezza dell'esperienza musicale.

Una domanda per voi

La qualità dell'impianto audio dovrebbe pesare nella scelta di un'auto quanto il comfort acustico dell'abitacolo?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=BwJxvBb_KLQ

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!