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Tesla Model Y RWD taxi a 203.000 km: consumi, batteria e manutenzione
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Tesla Model Y RWD taxi a 203.000 km: consumi, batteria e manutenzione

5 min.

Percorrere oltre 203.000 km in tre anni come taxi rappresenta una prova particolarmente impegnativa per qualsiasi automobile. Nel caso di questa Tesla Model Y RWD, immatricolata il 29 agosto 2023 e utilizzata quotidianamente a Milano, il bilancio permette di valutare consumi, batteria, usura dell'abitacolo e interventi meccanici in condizioni molto più severe rispetto al normale impiego privato.

Si tratta della configurazione d'ingresso a trazione posteriore, costruita in Cina e dotata di batteria LFP CATL. La capacità indicata durante l'analisi è di 62 kWh lordi e 57,5 kWh utilizzabili. Proprio la combinazione tra versione base, percorrenza elevata e impiego professionale rende questo esemplare interessante per capire come possa invecchiare una Model Y sottoposta a molte ore di lavoro ogni giorno.

Consumo medio di 160 Wh/km dall'immatricolazione

Il dato più significativo arriva dal contatore di viaggio mai azzerato. Dopo 203.118 km e mezzo, l'energia complessivamente consumata risulta pari a 32.401 kWh, con una media di 159,5 Wh/km, arrotondabile a 160 Wh/km. Il valore include estati e inverni, traffico cittadino e l'intera vita operativa dell'auto, evitando quindi di fotografare soltanto una condizione particolarmente favorevole.

La ricarica è avvenuta esclusivamente alle stazioni Supercharger durante il primo anno, quando non era ancora disponibile una colonnina domestica. Nonostante l'impiego per l'intera giornata, nel normale servizio cittadino l'auto partiva al 100% e rientrava con oltre il 40% residuo. Nelle giornate più impegnative era sufficiente una sosta indicativamente compresa tra un quarto d'ora e 20 minuti per terminare il turno.

Dopo l'installazione della ricarica a casa, il rifornimento notturno è diventato la soluzione principale. La quota di energia prelevata ai Supercharger sull'intera percorrenza è stata stimata dal proprietario tra il 30 e il 40%, senza però una verifica puntuale dei dati.

⚡ Leggi anche: Tesla Model Y oltre 100.000 km: efficienza, ricarica e scelta dell’usato

Degrado stimato intorno al 7%

Il degrado della batteria non è stato misurato con una procedura diagnostica completa, ma stimato sulla base dell'energia ancora utilizzabile. Il calcolo svolto porta a un valore vicino al 7%, corrispondente indicativamente alla perdita di 2-3 kWh rispetto alla capacità iniziale. Tradotta utilizzando il consumo storico dell'auto, la riduzione è stata valutata nell'ordine di circa 15-22 km.

Il risultato va quindi letto come una stima e non come una certificazione dello stato di salute. Rimane comunque rilevante perché arriva dopo un impiego intenso e una quota consistente di ricariche rapide. Nel menu di servizio non sono inoltre emersi errori elettronici o cambiamenti dello stato operativo dell'auto.

L'unica segnalazione presente riguarda le batterie scariche delle valvole di monitoraggio della pressione. La sostituzione è stata rimandata al successivo cambio gomme, così da evitare uno smontaggio dedicato.

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Gli interventi meccanici e l'usura da taxi

L'intervento meccanico principale è arrivato in prossimità dei 200.000 km, in seguito alla comparsa di un rumore allo sterzo. Sono stati sostituiti i due bracci anteriori inferiori, dopo la rottura di un tampone. Secondo il meccanico, l'usura sarebbe legata anche alle continue sollecitazioni del pavé milanese e alla taratura piuttosto rigida dell'auto. Il costo riferito per i bracci è stato di quasi 400 euro.

Nella stessa occasione sono stati montati quattro ammortizzatori differenti. La sostituzione, però, non era necessaria: quelli originali risultavano ancora efficienti e la modifica è stata effettuata per scelta personale. Al di fuori dei bracci anteriori non sono stati segnalati altri componenti meccanici sostituiti per guasto.

Gli pneumatici quattro stagioni percorrono tra 60.000 e 65.000 km, ma per ottenere questa durata vengono invertiti ogni 15.000 km. Anche i filtri vengono sostituiti circa una volta all'anno, una frequenza coerente con la percorrenza annuale dichiarata.

Abitacolo protetto e accessori scelti per il lavoro

Dopo 200.000 km gli interni appaiono complessivamente ben conservati, ma il risultato va interpretato considerando le numerose protezioni installate fin dall'inizio. Coprivolante, seduta ventilata, tappeti in gomma, rivestimenti per la moquette, protezioni delle soglie e del vano bagagli hanno limitato il contatto diretto con superfici sottoposte ogni giorno a passeggeri, valigie, ombrelli e molte ore di utilizzo.

Tra gli accessori più utili emerge la griglia montata davanti alla presa d'aria. Durante l'ispezione del radiatore sono stati trovati soltanto pochi residui, mentre la protezione aveva trattenuto foglie e altri detriti. La griglia richiede comunque pulizia periodica con aspiratore e pennello, perché un accumulo eccessivo potrebbe ridurre il passaggio dell'aria.

Anche le maniglie hanno richiesto un adattamento all'uso professionale. Adesivi e pulsanti colorati aiutano i passeggeri a individuare il comando interno, mentre un pulsante aggiuntivo permette al conducente di sbloccare la portiera quando chi sale non comprende immediatamente il funzionamento della maniglia esterna.

Il risparmio rispetto alla precedente ibrida

Il confronto economico nasce dai registri utilizzati per contabilizzare prima il carburante e poi l'elettricità. Rispetto alla Toyota ibrida impiegata in precedenza, la spesa energetica risulta oggi pari al 50% del precedente costo del carburante.

A questa differenza si aggiunge l'assenza dei quattro o cinque tagliandi annuali che caratterizzavano l'auto precedente, ciascuno accompagnato da una giornata di fermo e dal relativo mancato incasso. Sommando energia e manutenzione ordinaria evitata, il risparmio dichiarato è di circa 6.000 euro all'anno, pari a circa 18.000 euro nei tre anni considerati.

Per chi utilizza l'auto come strumento di lavoro, il dato centrale non è quindi soltanto il degrado contenuto stimato per la batteria. La continuità operativa e la riduzione dei giorni trascorsi in officina incidono direttamente sul bilancio economico. Dopo 203.000 km, il proprietario sceglierebbe nuovamente la stessa versione RWD, senza ritenere necessaria la variante Long Range per il proprio servizio.

Una domanda per voi

Per un taxi elettrico, quanto contano la riduzione dei fermi in officina e dei costi energetici rispetto al degrado della batteria?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato controllato dall'intelligenza artificiale

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=BTr6EBbZXQE

Pietro Antonioli #Gingerblack

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer