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Tesla Model Y RWD, la ricarica LFP tocca 171 kW anche con 7 °C
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Tesla Model Y RWD, la ricarica LFP tocca 171 kW anche con 7 °C

4 min.

Quanto incide il freddo sulla ricarica rapida della Tesla Model Y RWD con batteria LFP? Il test condotto al Supercharger di Caravaggio, lungo l’autostrada A35, ha permesso di osservare la curva in condizioni invernali e con l’accumulatore correttamente preriscaldato. Il risultato principale è un picco di 171 kW, sostanzialmente coincidente con la potenza massima indicata per questa configurazione.

Batteria calda dopo circa 200 chilometri

La vettura utilizzata è una Tesla Model Y RWD model year 2023 con batteria LFP da 60 kWh, dei quali circa 57,5 kWh netti. La chimica al litio-ferro-fosfato può risentire delle basse temperature, rendendo particolarmente importante la gestione termica prima di una sosta alle colonnine ad alta potenza.

La prova è stata effettuata con una temperatura esterna di 7 °C, dopo un viaggio di circa 200 chilometri da Brescia verso Milano. L’abitacolo era impostato a 21 °C e l’auto era arrivata al Supercharger con la batteria già calda. Si tratta di una condizione determinante: il dato ottenuto non descrive il comportamento di un accumulatore LFP lasciato freddo, ma quello di un sistema che ha avuto tempo e modo di prepararsi alla ricarica.

Il picco arriva rapidamente a 171 kW

Una volta collegata alla colonnina V3, la potenza è salita rapidamente: il display ha mostrato in sequenza 4, 17, 32, 48, 64, 79, 96, 113, 129, 147 e 164 kW, fino a raggiungere 171 kW. Il preriscaldamento ha quindi consentito alla batteria di esprimere immediatamente il valore previsto per la Model Y RWD, nonostante la temperatura esterna.

Il picco, però, non va confuso con una potenza costante per l’intera sosta. La ricarica segue una curva: parte da valori elevati quando lo stato di carica è basso e diminuisce progressivamente con il riempimento dell’accumulatore. Anche la stima dei chilometri recuperabili in un’ora mostrata dall’auto rappresenta una proiezione istantanea e non un risultato realmente ottenibile mantenendo quella potenza per sessanta minuti.

Dopo pochi minuti erano già stati aggiunti 12 kWh, pari a circa il 20% della capacità dichiarata nel test. Intorno al 29% di carica la potenza risultava ancora pari a 126 kW. Poco dopo erano stati immessi 13 kWh e il sistema indicava energia sufficiente per raggiungere la destinazione prevista, con un arrivo stimato al 2%.

Questo passaggio è più significativo del solo picco: per una breve sosta durante un viaggio non è sempre necessario attendere il pieno. Se il navigatore conferma che l’energia è sufficiente, pochi minuti possono permettere di ripartire. La durata effettiva dipende naturalmente dallo stato iniziale della batteria, dalla destinazione e dalla potenza disponibile.

Il comportamento del Supercharger V3

Il Supercharger V3 utilizzato può arrivare a 250 kW, una potenza superiore a quella accettata dalla Model Y RWD della prova. Durante la sessione una Tesla Model 3 Performance del 2020 si è collegata a uno stallo vicino, raggiungendo 234 kW. La Model Y continuava nello stesso momento a ricevere circa 115 kW, senza una riduzione visibile causata dall’altra vettura.

Nell’esperienza sul campo, quindi, l’occupazione dello stallo adiacente non ha penalizzato la sessione. È una differenza pratica rispetto alla condivisione della potenza associata ai Supercharger V2 citata durante il test: sulle infrastrutture V3 osservate, le due auto hanno continuato a caricare contemporaneamente a livelli elevati.

La curva rallenta verso il pieno

Con l’aumento dello stato di carica, la potenza è scesa come previsto. All’84% la Model Y assorbiva ancora 45 kW, mentre il display stimava altri 13 minuti per arrivare al 100%. La sessione è stata interrotta a questo punto, perché l’energia disponibile era già più che sufficiente per coprire il percorso residuo.

Il limite di carica era stato inizialmente impostato al 93% e poi portato al 100%. La chimica LFP viene considerata meno problematica della NMC, composta da nichel, manganese e cobalto, quando si utilizza l’intera capacità. Questo rende il pieno una possibilità più facilmente sfruttabile quando serve, pur senza cambiare la logica della curva: avvicinandosi al 100%, la potenza diminuisce e gli ultimi punti percentuali richiedono più tempo.

La prova mostra dunque due aspetti distinti. Da una parte la Model Y RWD con batteria LFP può raggiungere la propria potenza massima anche con 7 °C esterni, a condizione che l’accumulatore sia stato preparato correttamente. Dall’altra, per valutare una ricarica rapida non basta osservare il picco: contano soprattutto la potenza mantenuta durante la sessione e l’energia recuperata nel tempo necessario a proseguire il viaggio.

Una domanda per voi

Nella ricarica rapida conta di più raggiungere un picco elevato o mantenere una buona potenza per una parte più ampia della sessione?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=imsHqvlHsyI

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!