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Tesla Model Y RWD e Performance verso Livigno: consumi e ricarica in montagna
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Tesla Model Y RWD e Performance verso Livigno: consumi e ricarica in montagna

5 min.

Un viaggio di circa 200 km verso Livigno, affrontato con una Tesla Model Y RWD e una Model Y Performance, ha permesso di osservare come motorizzazione, pneumatici, stile di guida e dislivello incidano sui consumi e sulla gestione delle soste. Più che un confronto scientifico, il test ha restituito indicazioni pratiche su ciò che può accadere quando un itinerario autostradale lascia spazio alle salite di montagna.

Le due vetture sono partite con livelli di carica leggermente differenti: 99% per la RWD e 96% per la Performance. Sulla Model Y RWD, il 99% corrispondeva a 413 km nominali. La Performance utilizzata nella prova montava pneumatici invernali da 21 pollici, un elemento da considerare nel confronto perché dimensioni e tipologia delle gomme possono influire sull'efficienza.

Dall'autostrada alla salita cambiano i consumi

Nella prima parte del percorso la Model Y RWD ha registrato, dopo 43 km, un consumo medio di 139 Wh/km, equivalente a circa 14 kWh/100 km, con 6 kWh utilizzati. Il dato è stato ottenuto con il climatizzatore spento e una temperatura esterna iniziale di 16 °C, quindi in condizioni favorevoli rispetto a quelle tipicamente associate a un viaggio invernale.

Con il procedere del viaggio e l'inizio delle salite, il quadro è cambiato. Dopo 87 km la RWD indicava 14 kWh consumati e una media di 163 Wh/km. Sulla Performance, dopo 88 km, il dato rilevato era invece di 15 kWh utilizzati e 171 Wh/km. Le differenze restavano ancora contenute, ma velocità, guida e impiego del climatizzatore non erano perfettamente allineati tra i due equipaggi.

Avvicinandosi ai tratti più impegnativi, la Performance è arrivata a 192 Wh/km dopo 109 km, con 21 kWh impiegati. Al termine di circa 200 km il computer di bordo riportava 48 kWh utilizzati, una media di 239 Wh/km e il 22% residuo. L'aumento rispetto alla prima fase mostra quanto il dislivello possa modificare rapidamente le stime elaborate durante la marcia.

La sosta di ricarica e l'errore prima della discesa

Sebbene il navigatore prevedesse la possibilità di raggiungere la destinazione, per la Performance è stata inserita una sosta presso una colonnina ad Aprica. La pausa è durata 23 minuti e la ripartenza è avvenuta con il 99% di batteria, una temperatura esterna di 6 °C e una previsione di arrivo del 64%.

Portare la batteria quasi al massimo prima di affrontare una discesa si è però rivelato controproducente. Con poco margine disponibile per accumulare energia, la frenata rigenerativa risultava limitata e la vettura rallentava meno del solito al rilascio dell'acceleratore. In montagna è quindi utile pianificare la ricarica tenendo conto non soltanto della distanza residua, ma anche del profilo altimetrico immediatamente successivo.

La rigenerazione è particolarmente comoda nelle discese perché permette di controllare la velocità con un uso ridotto del pedale del freno, recuperando allo stesso tempo parte dell'energia. Arrivare in cima con la batteria completamente carica riduce proprio questo vantaggio. Nel test l'errore ha reso il comportamento della vettura sensibilmente diverso da quello abituale.

Ricaricare a destinazione richiede pianificazione

La gestione dell'energia non si è conclusa con l'arrivo. Poiché le vetture sarebbero state utilizzate nuovamente il giorno successivo, è stato contattato in anticipo l'hotel per verificare la disponibilità di una presa. La struttura ha confermato la possibilità di ricaricare in garage a circa 3 kW: una potenza modesta, ma potenzialmente utile durante una sosta notturna.

La Performance ha inoltre effettuato un breve rabbocco presso una colonnina pubblica mentre attendeva l'arrivo della RWD. L'esperienza evidenzia l'importanza di verificare prima della partenza non solo le infrastrutture lungo il percorso, ma anche le soluzioni disponibili presso la destinazione. Una presa lenta può essere sufficiente se l'auto resta ferma per molte ore, mentre un arrivo tardivo o una ripartenza anticipata possono rendere necessario un punto più potente.

Un confronto utile, ma non definitivo

Il sistema di navigazione Tesla si è dimostrato utile nel ricalcolare la percentuale prevista all'arrivo in funzione dell'andamento reale. L'interfaccia è risultata accessibile e piacevole, anche se non sempre immediata. Durante la guida sono state apprezzate anche le correzioni di traiettoria dei sistemi di assistenza, mentre alcuni passaggi legati alla disattivazione o alla riattivazione dell'assistenza sono stati percepiti come poco fluidi.

Le condizioni non consentono tuttavia di trasformare i numeri raccolti in un verdetto assoluto tra RWD e Performance. Le due auto non hanno mantenuto sempre la stessa velocità, il climatizzatore è stato gestito diversamente e le soste non sono state identiche. Resta però una conclusione concreta: entrambe hanno affrontato il viaggio, ma sui percorsi montani la pianificazione deve considerare dislivelli, temperatura, pneumatici e livello di carica con cui si raggiunge una lunga discesa.

Una domanda per voi

Nei viaggi in montagna è più importante massimizzare la carica disponibile o lasciare spazio in batteria per sfruttare la rigenerazione in discesa?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=zBGJGqalzwk

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!