Tesla Model Y RWD, 1.119 km in autostrada con i cerchi da 20 pollici
Portare una Tesla Model Y RWD per oltre mille chilometri in autostrada, mantenendo un'andatura vicina ai 130 km/h, significa sottoporre consumi e ricarica a condizioni particolarmente impegnative. Nel nostro test l'auto era inoltre equipaggiata con cerchi da 20 pollici e pneumatici estivi Hankook Ion Evo, una configurazione potenzialmente meno efficiente rispetto ai cerchi da 19 pollici previsti in origine.
Il viaggio si è concluso dopo 1.119 km e 12 ore e 14 minuti complessivi. L'energia consumata è stata di 245 kWh, con una media finale di 219 Wh/km. Il risultato comprende un percorso affrontato principalmente in autostrada, diverse soste di ricarica e temperature esterne cresciute dai 17 °C della partenza fino ai 29 °C rilevati nella parte conclusiva.
Consumi variabili lungo il percorso
Nella prima tratta sono stati percorsi 211 km consumando 48 kWh, con una media indicata di circa 230 Wh/km. Poco prima della seconda sosta il valore era salito a circa 233 Wh/km, mentre la batteria era scesa al 17-18%. Sono numeri coerenti con una prova volutamente severa, affrontata alla velocità autostradale anziché cercando la massima efficienza.
Nelle fasi successive i consumi sono diminuiti sensibilmente. In una tratta la media si è attestata attorno ai 200 Wh/km, mentre negli ultimi 50 km di un'altra frazione è scesa fino a circa 180 Wh/km, con il cruise control impostato a 135 km/h. La variabilità mostra quanto il consumo istantaneo e quello di tratta possano cambiare anche mantenendo velocità simili, prima di convergere sul dato complessivo di 219 Wh/km.
Il test è stato costruito per rappresentare uno scenario sfavorevole all'auto elettrica: a velocità autostradale la richiesta energetica cresce, mentre viaggiando a 110 km/h il consumo sarebbe stato sensibilmente inferiore. Il valore finale non va quindi interpretato come una misura universale dell'efficienza della Model Y RWD, ma come il risultato di questa specifica configurazione e di queste condizioni di viaggio.
La ricarica mantiene potenze elevate
Alla prima sosta la batteria era al 6% e la potenza è salita rapidamente da circa 171,6 a 173 kW. Dopo 39 minuti la carica aveva raggiunto il 98%, recuperando oltre il 90% della batteria. La permanenza fino a una percentuale così alta ha inevitabilmente allungato la sosta, ma ha permesso di affrontare la tratta successiva con un margine ampio.
In un'altra stazione la potenza iniziale era limitata a 74,6 kW. Dopo aver spostato l'auto su un altro punto di ricarica, il valore è risalito fino a 171-172 kW. In 23 minuti sono stati aggiunti 41,44 kWh, arrivando all'80%; proseguendo la sessione, il 99% è stato raggiunto in poco meno di 38 minuti.
Una successiva ricarica, iniziata con il 10% residuo, ha toccato 171,5 kW. Quando la batteria era all'89%, la potenza risultava ancora di 50 kW e l'energia aggiunta aveva raggiunto 45 kWh. La temperatura della batteria era arrivata a 55 °C, per poi scendere a 51 °C. Anche nell'ultima sosta, raggiunta con il 15% residuo e senza preriscaldamento intenzionale, la potenza ha sfiorato nuovamente i 170 kW.
L'impressione emersa è quella di una curva di ricarica capace di sostenere potenze elevate nella parte iniziale e valori ancora utili avvicinandosi alle percentuali superiori. Resta però importante la disponibilità delle infrastrutture: lungo la tratta considerata, in particolare sulla A4, la distanza tra alcuni punti di ricarica ha richiesto una pianificazione attenta.
Cerchi da 20 pollici e pneumatici Hankook Ion Evo
Uno degli obiettivi del test era valutare l'effetto dei cerchi da 20 pollici rispetto ai 19 pollici originali. Una ruota più grande può contribuire ad aumentare i consumi, ma durante la prova gli pneumatici Hankook Ion Evo hanno mostrato caratteristiche interessanti sia sul piano dell'efficienza percepita sia su quello del comfort acustico.
Il rumore di rotolamento è risultato generalmente contenuto, diventando più evidente soprattutto sugli asfalti drenanti. Gli pneumatici impiegano uno strato interno in materiale espanso per attenuare il rumore e scanalature progettate per limitare il cosiddetto air pumping, cioè il suono prodotto dall'aria compressa e rilasciata durante la deformazione del battistrada a contatto con la strada.
Sul piano dinamico, l'impressione raccolta è stata positiva. La Model Y è apparsa stabile anche nelle curve veloci e gli pneumatici hanno restituito una risposta prevedibile. Non sono emerse differenze marcate nell'usura tra asse anteriore e posteriore, un aspetto rilevante su un'auto a trazione posteriore con una consistente disponibilità di coppia. Anche sul bagnato il comportamento percepito è stato valido, fermo restando che velocità e stile di guida devono essere adeguati alle condizioni.
Cosa insegna una prova autostradale così lunga
Il risultato mette in evidenza due elementi. Il primo è che velocità, cerchi e condizioni della strada incidono in modo concreto sui consumi, rendendo poco utile valutare un'auto elettrica attraverso un solo dato isolato. Il secondo è che, nei lunghi viaggi, la potenza di picco conta insieme alla distribuzione delle stazioni e alla capacità dell'auto di mantenere una buona curva di ricarica.
Prima di un trasferimento di questa portata resta inoltre essenziale controllare pressione, battistrada e condizioni generali degli pneumatici. Durante il percorso una manovra improvvisa di un altro veicolo ha ricordato anche l'importanza della distanza di sicurezza: autonomia e tempi di ricarica sono centrali nella pianificazione, ma non sostituiscono le normali precauzioni richieste dalla guida autostradale.
Una domanda per voi
Nei lunghi viaggi elettrici conta di più ridurre i consumi oppure poter mantenere potenze di ricarica elevate?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=B8dg1McwXRY

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