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Tesla Model Y Performance, più spazio senza rinunciare alle prestazioni
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Tesla Model Y Performance, più spazio senza rinunciare alle prestazioni

6 min.

La prima Tesla Model Y Performance arrivata in Italia era un esemplare di specifica americana, con possibili differenze estetiche e strutturali rispetto alla futura versione europea. Due settimane di prova hanno comunque permesso di valutarne impostazione, spazio, tecnologia e comportamento su strada. Il risultato è un'auto strettamente imparentata con la Model 3, ma sviluppata attorno alle esigenze di chi cerca una seduta più alta e una capacità di carico sensibilmente superiore.

Dimensioni da SUV e aerodinamica curata

La Model Y misura 4,75 metri in lunghezza, 2,12 metri in larghezza e 1,62 metri in altezza, con un peso indicato di circa due tonnellate. Le forme richiamano chiaramente la Model 3, dal cofano al taglio della coda, passando per le maniglie integrate. La carrozzeria rinuncia però agli elementi cromati: secondo quanto dichiarato da Tesla, questa soluzione sarebbe più sostenibile e più semplice da riciclare.

L'assenza di una grande griglia frontale è legata alle minori necessità di raffreddamento rispetto a un'auto termica. Il coefficiente aerodinamico dichiarato è pari a 0,23, un dato importante perché la resistenza all'aria incide direttamente sul consumo di energia. Motori e batteria sono raffreddati a liquido attraverso un sistema che impiega un unico piccolo radiatore e può riscaldare o raffreddare l'accumulatore in base alle necessità.

La dotazione comprende tetto in vetro con trattamento per infrarossi e ultravioletti, specchietti riscaldati, ripiegabili elettricamente e oscuranti, accesso tramite smartphone, 12 sensori a ultrasuoni, radar frontale e otto telecamere. Questi dispositivi supportano funzioni come avviso di collisione, frenata automatica d'emergenza, controllo dinamico della velocità e assistenza al mantenimento della corsia. La modalità Sentinella utilizza sensori e telecamere per rilevare e registrare movimenti sospetti attorno all'auto.

Abitacolo minimalista, ma con molto più spazio

L'abitacolo conserva l'impostazione essenziale della Model 3, con quasi tutte le informazioni raccolte nel grande schermo centrale. Durante la prova, la mancanza di una strumentazione davanti al conducente non si è rivelata penalizzante: velocità, marcia inserita, livello della batteria, rigenerazione e limite di velocità sono collocati nella zona superiore sinistra del display e risultano leggibili con un rapido spostamento dello sguardo.

Alcuni comandi, come quelli dei tergicristalli, possono però richiedere troppa attenzione quando vengono cercati sul touchscreen. In questo caso intervengono i comandi vocali, mentre il funzionamento automatico dei tergicristalli sfrutta la telecamera frontale e un sistema introdotto tramite aggiornamento software. Proprio gli aggiornamenti contribuiscono a rendere l'esperienza d'uso più vicina a quella di un dispositivo digitale evoluto.

I sedili anteriori sono regolabili elettricamente in 12 posizioni e comprendono il supporto lombare. Sono piuttosto rigidi, ma durante il test hanno offerto un buon contenimento nei cambi di direzione. Dietro, gli schienali regolabili nell'inclinazione migliorano il comfort nei viaggi lunghi. Sono presenti un bracciolo centrale con passaggio per oggetti lunghi e attacchi Isofix sui due posti laterali. La scelta dei rivestimenti è limitata al nero o al bianco, mentre la finitura nera lucida della console centrale si è mostrata gradevole ma delicata e difficile da mantenere pulita.

La maggiore altezza si traduce soprattutto in versatilità. Il bagagliaio offre 550 litri, che diventano 1.900 abbattendo i sedili. Sotto il piano sono disponibili diversi vani per cavi di ricarica, kit di gonfiaggio e altri oggetti. A questi si aggiunge il vano anteriore, con una capacità indicata di circa 80 litri e spazio sufficiente per un trolley di grandi dimensioni. Era inoltre prevista una configurazione a sette posti, ma al momento della prova non era certo il suo arrivo in Italia.

Batteria, ricarica e pompa di calore

Entrambe le versioni descritte adottano una batteria da 75 kWh collocata nel pianale. La ricarica domestica può avvenire in corrente alternata da una presa a 16 ampere, mentre in corrente continua la potenza dichiarata arriva a 250 kW sulla rete Supercharger. Nel materiale di prova viene indicata la possibilità di completare una ricarica in meno di 30 minuti, senza però specificare l'intervallo percentuale considerato.

Una delle novità tecniche più rilevanti è la pompa di calore utilizzata per riscaldare l'abitacolo. Rispetto a una resistenza elettrica, il sistema viene indicato come potenzialmente fino al 300% più efficiente. L'obiettivo è limitare l'energia sottratta alla trazione durante i mesi freddi, riducendo quindi la perdita di autonomia dovuta al riscaldamento.

Come va su strada e quanto costava

La posizione di guida rialzata facilita l'accesso e offre una buona visibilità anteriore, mentre il lunotto piccolo e inclinato limita quella posteriore. Le sospensioni sono risultate piuttosto rigide, con una risposta secca su buche e dossi. Il baricentro basso, favorito dalla batteria nel pianale, aiuta però nei cambi di direzione. Pur richiedendo maggiore impegno rispetto alla Model 3 nelle variazioni rapide di traiettoria, la Model Y ha mostrato una buona tenuta e reazioni pronte.

La risposta dei due motori, uno anteriore e uno posteriore sincronizzati elettronicamente, è immediata. Lo sterzo può essere regolato via software scegliendo tra Comfort, Standard e Sport. Nel complesso, l'impressione emersa è quella di un SUV comodo nell'uso quotidiano ma ancora capace di offrire prestazioni elevate. La taratura rigida rappresenta il compromesso più evidente, soprattutto sulle strade sconnesse.

Al momento della prova, la Long Range veniva indicata a 63.000 euro, con velocità massima di 217 km/h, accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,1 secondi e autonomia stimata di 505 km nel ciclo WLTP. La Performance veniva proposta a 71.000 euro, con 241 km/h di velocità massima, 0-100 km/h in 3,7 secondi e 480 km di autonomia. Quest'ultima aggiungeva freni ad alte prestazioni, cerchi da 21 pollici, spoiler in fibra di carbonio, sospensioni ribassate e pedaliera in alluminio. Il gancio di traino, con capacità dichiarata fino a 1.600 kg, era disponibile soltanto per la Long Range.

La garanzia generale indicata era di quattro anni o 80.000 chilometri, mentre batteria e motori risultavano coperti per otto anni o 192.000 chilometri. La Model Y emerge così come un'alternativa più spaziosa e accessibile della Model 3, senza rinunciare alla rapidità di risposta tipica della propulsione elettrica. Per una famiglia, i vantaggi principali sono la capacità di carico, la seduta alta e la versatilità; chi privilegia una guida più sportiva potrebbe invece continuare a preferire la berlina più bassa.

Una domanda per voi

Lo spazio e la seduta rialzata della Model Y compensano una risposta delle sospensioni più rigida rispetto alla Model 3?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=CYubwtNtT4E

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!