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Tesla Model Y Performance in pista: potenza, assetto e compromessi
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Tesla Model Y Performance in pista: potenza, assetto e compromessi

5 min.

La Tesla Model Y Performance aggiornata con la generazione Juniper porta sul circuito una combinazione di potenza elevata, assetto adattivo e maggiore attenzione al comfort. La prova al Tazio Nuvolari ha permesso di valutarne il comportamento quando accelerazioni, frenate e rapidi cambi di direzione mettono sotto pressione non soltanto la meccanica, ma anche pneumatici e controlli elettronici.

La versione Performance dichiara 460 CV combinati, uno 0-100 km/h in 3,5 secondi e una velocità massima di 250 km/h. La vettura è prodotta nella Gigafactory di Berlino e adotta un pacco batterie aggiornato, con celle a maggiore densità energetica e un'autonomia indicata di 580 km nel ciclo dichiarato. A distinguerla esteticamente contribuiscono il frontale ridisegnato, i cerchi da 21 pollici, le pinze rosse e, nell'abitacolo, sedili più contenitivi e uno schermo da 16 pollici.

Accelerazione molto incisiva, ma il peso resta protagonista

La prontezza dell'acceleratore è uno degli elementi più evidenti del test. In modalità Insane la spinta arriva con grande immediatezza e richiede attenzione soprattutto in uscita di curva, dove la coppia disponibile può mettere alla prova l'aderenza. La Model Y Performance rimane stabile quando la traiettoria è impostata correttamente e consente di sfruttare bene la potenza, a condizione di accompagnare con gradualità i trasferimenti di carico.

Il peso si percepisce in particolare nei cambi di direzione repentini. Prima di inserire l'auto nella curva successiva occorre concedere alla massa il tempo necessario per spostarsi e assestarsi. Non è quindi una vettura da forzare bruscamente: una guida più pulita permette di entrare meglio in curva e di scaricare la potenza con maggiore efficacia in uscita.

Dopo una giornata di utilizzo in circuito è emerso anche un leggero ritardo nella risposta, inizialmente poco percepibile ma più evidente con il passare dei turni. Rispetto alla precedente Model Y Performance, il comportamento appare meno affilato e più rilassato. È una trasformazione che favorisce la fruibilità quotidiana, ma riduce in parte quella sensazione di immediatezza ricercata nella guida al limite.

Le sospensioni adattive cercano l'equilibrio

Il sistema sospensivo è stato riprogettato con molle più rigide, barre stabilizzatrici rinforzate e un nuovo algoritmo di controllo. Non si tratta di sospensioni pneumatiche: la risposta viene adattata in funzione della dinamica del veicolo, modificando il comportamento dell'assetto in base ai movimenti dell'auto.

Durante la prova il sistema non ha prodotto trasformazioni radicali, ma ha contribuito a mantenere la Model Y composta quando veniva portata vicino al limite. Il retrotreno è meno rigido rispetto a quello della generazione precedente e si muove in modo più progressivo. Il risultato è un compromesso credibile tra tenuta e comfort, coerente con un crossover che deve restare utilizzabile anche lontano dalla pista.

I controlli elettronici, tuttavia, non possono essere esclusi completamente. Quando l'auto viene messa in difficoltà interviene un taglio di potenza, non particolarmente invasivo ma comunque avvertibile. Al momento del test non era inoltre disponibile una modalità Track, una mancanza rilevante per chi vorrebbe gestire in modo più libero trazione e risposta della vettura in circuito.

Freni efficaci, ma non pensati per un uso estremo

La nuova generazione utilizza un comando del freno gestito via software, secondo un'impostazione brake-by-wire. Nell'esperienza in pista la frenata si è mostrata funzionale, ma l'impianto non è stato percepito come specificamente progettato per sopportare senza precauzioni un impiego gravoso e continuativo. La gestione del pedale e dei punti di staccata diventa quindi fondamentale per evitare di mettere eccessivamente sotto stress l'impianto.

Questo limite chiarisce anche il posizionamento della Model Y Performance: la potenza consente di divertirsi tra i cordoli, ma la vettura non nasce come sportiva specialistica. Rimane un crossover veloce che può affrontare una giornata in circuito, purché venga guidato rispettando massa, trasferimenti di carico e capacità della frenata.

Il ruolo degli pneumatici per auto elettriche

La prova è stata svolta con pneumatici estivi Hankook iON evo SUV, sviluppati per le esigenze dei veicoli elettrici. Il loro compito è conciliare requisiti spesso in contrasto: sostenere masse elevate, gestire la coppia immediata, limitare la resistenza al rotolamento e contenere il rumore, particolarmente percepibile su un'auto priva del suono di un motore termico.

Per ridurre la rumorosità viene impiegato materiale fonoassorbente all'interno dello pneumatico. Anche il disegno del battistrada contribuisce al comfort acustico: le scanalature laterali sono progettate per entrare progressivamente in contatto con l'asfalto, mentre angoli e bordi vengono sagomati per limitare il rumore generato dall'aria. Secondo i dati citati durante l'approfondimento, la riduzione può raggiungere 1 decibel.

La struttura può inoltre sostenere fino al 30% di peso in più rispetto a uno pneumatico tradizionale. La mescola utilizza materiali flessibili e riempitivi studiati per ridurre l'usura, mentre la pressione viene distribuita uniformemente per rendere più regolare il consumo del battistrada. L'ottimizzazione dell'area di contatto cerca infine di bilanciare efficienza e aderenza.

Sul circuito gli pneumatici hanno restituito una sensazione di controllo anche sotto forte accelerazione e nei cambi di direzione. Pur arrivando a sollecitare l'aderenza, la perdita di traiettoria è risultata difficile da provocare. Non è una valutazione definitiva sulla durata o sui consumi, ma il primo riscontro indica che una copertura specifica per auto elettriche può incidere concretamente sulla gestione della coppia e sulla stabilità.

Nel complesso, la Model Y Performance Juniper appare più matura e meno estrema della precedente. Offre accelerazioni molto intense, un assetto capace di sostenerla e una buona stabilità, ma chiede compromessi quando viene utilizzata come una vera auto da pista. L'assenza della modalità Track, l'intervento residuo dei controlli e la necessità di preservare i freni delimitano chiaramente il suo campo d'azione.

Una domanda per voi

Una Model Y Performance dovrebbe privilegiare il comfort quotidiano oppure offrire controlli più liberi e una vera modalità Track?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=JCTnfoFIuA0

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!