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Tesla Model Y oltre 100.000 km: efficienza, ricarica e scelta dell’usato
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Tesla Model Y oltre 100.000 km: efficienza, ricarica e scelta dell’usato

5 min.

Una Tesla Model Y Standard del 2022, prodotta in Cina e con oltre 100.000 km, offre un punto di osservazione concreto su cosa significhi viaggiare molto in elettrico senza poter ricaricare a casa. Durante una lunga giornata di spostamenti tra Brescia e Trento, l’elemento decisivo non è stato un singolo dato prestazionale, ma il coordinamento tra navigazione, gestione termica della batteria, stima dei consumi e rete Supercharger.

L’esemplare utilizzato monta una batteria LFP CATL. La capacità dichiarata nel corso del test è di 57 kWh utilizzabili da nuova, mentre sulla vettura, arrivata a circa 105.000-106.000 km, la capacità residua è stata stimata tra 50 e 53 kWh. Non si tratta di una misurazione certificata, ma di una valutazione utile a contestualizzare il comportamento dell’auto dopo una percorrenza significativa.

Il software riduce l’incertezza del viaggio

Il principale vantaggio emerso dalla prova è la semplicità con cui l’auto gestisce il viaggio. Impostando una destinazione, il sistema valuta la necessità di una sosta, propone il Supercharger e avvia il precondizionamento della batteria. Il conducente può anche posticipare il riscaldamento: l’auto lo riattiverà quando necessario per arrivare alla colonnina con una temperatura adeguata.

La percentuale prevista all’arrivo viene aggiornata continuamente tenendo conto di numerosi fattori. La schermata dei consumi confronta la stima iniziale con l’andamento reale e indica l’effetto di climatizzazione, stile di guida, temperatura esterna e riscaldamento della batteria. Nel primo tratto la previsione si è dimostrata molto vicina al risultato effettivo: l’auto è arrivata al Supercharger con il 59,7%, contro una stima del 59,4%.

Secondo la descrizione fornita durante il test, il calcolo non si limita a dividere l’energia residua per il consumo degli ultimi chilometri. Il sistema utilizza anche dati aggregati della flotta relativi, tra gli altri elementi, a velocità, temperatura e vento. Per l’utente, questa complessità si traduce in un’informazione immediata: quanta batteria dovrebbe restare una volta raggiunta la destinazione.

Precondizionamento e ricarica: la temperatura fa la differenza

La prima sosta ha mostrato il funzionamento ideale dell’ecosistema. La batteria è arrivata nel corretto intervallo termico e la ricarica è partita collegando semplicemente il cavo, senza procedure aggiuntive. Durante una breve pausa per mangiare, lo stato di carica è salito da circa il 60% al 79%. Per questo pacco batteria vengono indicati normalmente 21-22 minuti per una sessione di ricarica completa nelle condizioni previste.

Una sosta successiva, non programmata dal navigatore, ha evidenziato il caso opposto. La batteria è arrivata a circa 35 °C senza preriscaldamento e la potenza si è fermata inizialmente a 95 kW, invece dei 170-180 kW citati come riferimento nelle condizioni corrette. È una dimostrazione pratica di quanto la temperatura del pacco possa incidere sui tempi: collegarsi a una colonnina potente non basta se la batteria non è pronta a ricevere energia.

La gestione della ricarica comprende anche la calibrazione quando ci si avvicina al pieno. Durante una delle soste, la Model Y ha continuato a lavorare per quasi mezz’ora pur essendo prossima al 100%, mostrando il messaggio “calibrazione in corso”. L’operazione serve a bilanciare il pacco e a ridefinire i suoi limiti dopo l’invecchiamento. Nel caso delle celle LFP viene inoltre considerato accettabile lasciare l’auto al livello massimo per completare questa procedura, senza prolungare inutilmente la sosta.

Efficienza e praticità dopo oltre 100.000 km

La capacità relativamente contenuta del pacco non ha impedito alla Model Y di affrontare gli spostamenti con margine. In un tratto verso Trento sono stati percorsi 140 km in un’ora e 9 minuti, mentre nel ritorno verso Brescia il resoconto finale ha registrato 146,1 km e 23 kWh consumati, con traffico lungo il percorso. L’impressione emersa è che la necessità di fermarsi per la stanchezza fisica arrivi prima di quella imposta dalla ricarica.

Anche la praticità quotidiana contribuisce al risultato. Il vano anteriore permette di lasciare bagagli e attrezzature fuori dalla vista, aggiungendo uno spazio separato dall’abitacolo. È un dettaglio meno appariscente del software, ma importante per chi usa l’auto come strumento di lavoro e trasporta materiale di valore.

La vettura non è priva di difetti. Essendo una delle Model Y cinesi del 2022, presenta alcune imprecisioni negli allineamenti, visibili per esempio tra pannello porta e plancia. Il confronto con la versione più recente assegna a quest’ultima un comfort e una vivibilità migliori, ma nel test vengono segnalati anche uno sterzo più morbido, una tenuta percepita differente e un impianto audio giudicato meno convincente.

Nuova o usata: il prezzo cambia il giudizio

Il mercato dell’usato rende questa generazione particolarmente interessante. Nel corso di una ricerca sono emersi esemplari tra 26.000 e 28.000 euro e una proposta da circa 25.000 euro con 140.000 km. Il confronto riportato è con i circa 40.000 euro richiesti per il nuovo: una differenza che può pesare più dei miglioramenti introdotti sull’ultima versione.

L’esperienza con questa Model Y suggerisce di non valutare un’elettrica usata soltanto in base al chilometraggio. Secondo l’impressione maturata nella prova, contano soprattutto il trattamento ricevuto e le condizioni della batteria. Dopo oltre 100.000 km, l’esemplare ha continuato a offrire stime affidabili, ricariche rapide quando correttamente precondizionato e un’esperienza di viaggio priva di particolari complicazioni. Il nuovo resta superiore per comfort e vivibilità, ma l’usato può rappresentare la scelta più razionale per chi privilegia il rapporto tra costo, efficienza e facilità d’impiego.

Una domanda per voi

I miglioramenti di comfort della nuova Tesla Model Y giustificano la differenza di prezzo rispetto a un esemplare usato con oltre 100.000 km?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=iKLV-MXhHs8

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!