Tesla Model Y, l’impianto audio migliora rispetto a Model 3
L’impianto audio della Tesla Model Y sottoposto al nostro test comprende 15 altoparlanti, due amplificatori e un subwoofer collocato nella parte posteriore. Una configurazione valutata insieme a Christian di AudioGamma Hi-Fi e confrontata direttamente con quella della Tesla Model 3, per capire quanto cambino la resa sonora, la gestione delle basse frequenze e la spazialità dell’ascolto.
L’impressione complessiva è quella di un passo avanti evidente. La Model Y ha mostrato un suono più convincente già con le impostazioni standard, ma il risultato migliore richiede un intervento sull’equalizzatore: la taratura di partenza privilegia infatti molto i bassi, con una presenza che può risultare piacevole nell’ascolto più immediato ma anche eccessiva e affaticante.
Equalizzatore: meno bassi per un suono più equilibrato
La prova è iniziata con equalizzazione piatta, bilanciamento centrale e suono immersivo disattivato. In questa configurazione le basse frequenze sono apparse molto accentuate. Gli altoparlanti installati nelle portiere contribuiscono al fenomeno perché riproducono un ampio intervallo di frequenze, mentre le portiere stesse agiscono come casse di risonanza.
Per ottenere una riproduzione più lineare, la regolazione suggerita durante il test prevede di abbassare sensibilmente i bassi, indicativamente fino a circa quattro punti sotto il livello centrale. Le altre bande possono invece essere corrette in misura più contenuta, generalmente tra meno uno e più due, adattandole comunque al brano ascoltato e alle preferenze personali.
Non si tratta quindi di una carenza di pressione sonora. Al contrario, il sistema ha dimostrato di poter suonare con intensità. Il limite della configurazione iniziale è piuttosto il bilanciamento, orientato verso quella sensazione di impatto che molti utenti associano alla presenza marcata dei bassi. Una volta riequilibrati i toni, la qualità percepita cambia in modo sostanziale.
Il ruolo del secondo amplificatore e del bagagliaio
Nel confronto con Model 3, il secondo amplificatore è stato indicato come una delle possibili ragioni del miglioramento. Non è stato possibile verificare se gli altoparlanti siano differenti, mentre l’ipotesi emersa durante l’analisi è che Tesla possa aver mantenuto componenti simili, intervenendo soprattutto sull’amplificazione e sull’integrazione complessiva del sistema.
Anche il subwoofer ha restituito una risposta percepita come più precisa, rapida e potente. A favorirlo potrebbe essere il maggiore volume disponibile nella zona del bagagliaio della Model Y, che funziona come cassa di risonanza e consente alle frequenze più profonde di svilupparsi con maggiore presenza. Si tratta di un’impressione emersa dall’ascolto, non di una misurazione strumentale.
Le portiere si sono comportate meglio del previsto, pur mostrando qualche vibrazione. Durante la prova è stato ricordato che oggetti o materiali lasciati nei vani porta possono peggiorare l’ascolto, introducendo rumori indesiderati. Per ridurre le vibrazioni delle plastiche è possibile utilizzare fogli bituminosi, applicati per irrigidire le superfici e limitare le risonanze.
Come cambia il suono immersivo
La Model Y permette di modificare la scena sonora attraverso il suono immersivo. Con la funzione disattivata lavorano gli altoparlanti anteriori e due diffusori collocati nelle portiere posteriori. Passando alla modalità standard entrano in funzione anche altri due tweeter sui montanti anteriori, ampliando la scena percepita.
Questa maggiore spazialità non è stata però giudicata necessariamente migliore. Nell’ascolto dal posto di guida può rendere la scena meno coerente e più simile all’effetto di una sala cinematografica. La funzione potrebbe risultare più utile per i passeggeri posteriori, mentre davanti la quantità di altoparlanti già attiva consente di ottenere un buon risultato anche lasciando il sistema immersivo spento.
Ai livelli più elevati del suono immersivo diventano percepibili anche due altoparlanti installati sul portellone posteriore. Nel test il loro contributo non è apparso particolarmente convincente, soprattutto mantenendo l’impostazione alta. Il sistema consente inoltre di spostare graficamente il punto di ascolto: collocarlo leggermente più avanti rispetto al centro può ridurre la presenza delle frequenze medio-alte provenienti dalla parte posteriore.
Una valutazione alta, ma legata alla corretta regolazione
La valutazione finale assegnata all’impianto della Tesla Model Y è stata di 9 su 10, contro l’8 attribuito in precedenza alla Model 3. Il giudizio riguarda un sistema installato di serie e non viene equiparato a un impianto professionale realizzato su misura, ma riconosce la capacità della Model Y di offrire pressione, profondità e una resa complessivamente più controllata.
Il punto decisivo resta la taratura. Con le impostazioni iniziali, l’enfasi sui bassi rischia di coprire parte dell’equilibrio generale; intervenendo sull’equalizzatore, invece, emergono con maggiore chiarezza le qualità dell’amplificazione e del subwoofer. Il miglioramento rispetto alla Model 3 è risultato netto nell’esperienza d’ascolto, pur senza una verifica tecnica dei singoli componenti.
Una domanda per voi
Nell’ascolto quotidiano è più utile la spazialità del suono immersivo o una scena frontale più coerente con la funzione disattivata?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=4Im-yIzWN0o

https://bit.ly/m/MatteoValenza
Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

