Tesla Model Y Juniper RWD, prova della versione LFP più accessibile
La Tesla Model Y Juniper RWD rappresenta la porta d'ingresso alla gamma del SUV elettrico rinnovato. La configurazione abbina un solo motore posteriore a una batteria LFP di CATL e conserva gran parte degli interventi introdotti con il restyling, soprattutto sul fronte del comfort, dell'insonorizzazione e della qualità percepita. Dopo oltre 900 km, compreso un tratto su un passo di montagna, l'impressione è quella di una versione equilibrata e più matura rispetto alla precedente Model Y.
Batteria LFP e ricarica fino a 175 kW
La Model Y Juniper RWD provata utilizza un pacco batteria CATL LFP da 62,3 kWh, con 60 kWh netti indicati. Le celle al litio-ferro-fosfato sono di tipo prismatico. Si tratta quindi di una soluzione differente dal precedente pacco LFP BYD da 57,5 kWh citato durante il confronto con la generazione precedente.
La ricarica in corrente alternata arriva a 11 kW trifase, mentre in corrente continua la potenza massima dichiarata è di 175 kW. Per il passaggio dal 10% all'80% è stato indicato un tempo di 24 minuti. La presa è una CCS Combo 2 collocata sul lato posteriore sinistro; lo sportello adotta inoltre una nuova guarnizione laterale.
Il singolo motore posteriore sviluppa circa 300 CV e 400 Nm, mentre la velocità massima riportata è di 215 km/h. Nel corso dei primi 906 km il consumo medio complessivo visualizzato dall'auto è stato di 143 Wh/km. È un dato riferito alla specifica esperienza d'uso e non costituisce una misurazione standardizzata dell'autonomia.
La gestione termica comprende la pompa di calore di serie e il sistema denominato Octovalve. Quest'ultimo coordina gli scambi di calore tra i diversi componenti, recuperando energia termica anche dal motore per contribuire alla climatizzazione dell'abitacolo e del pacco batteria.
Più silenziosa e curata nell'abitacolo
Il salto più evidente rispetto alla Model Y precedente riguarda la sensazione di solidità. I pannelli porta impiegano materiali morbidi e superfici floccate anche nella parte posteriore, mentre guarnizioni più ampie e doppi vetri contribuiscono all'isolamento. Tesla ha lavorato persino sul movimento del finestrino a porta aperta, facendolo sollevare per ridurre le vibrazioni interne al pannello e migliorare il suono di chiusura.
La plancia mantiene l'impostazione essenziale del marchio, con uno schermo centrale di circa 15,3-15,4 pollici dal funzionamento giudicato rapido e intuitivo durante la prova. Il volante dispone di due rotori sulle razze e del comando del clacson in posizione centrale. L'impianto audio della versione base è stato percepito come solo leggermente inferiore a quello degli allestimenti con interni premium.
Dietro debutta un display dedicato, dal quale si possono gestire climatizzazione, musica, inclinazione dei sedili e contenuti multimediali. Lo spazio per i passeggeri è abbondante: una persona alta 1,92 metri ha mantenuto diversi centimetri davanti alle ginocchia e sopra la testa sedendosi dietro alla propria posizione di guida. Restano due limiti emersi nel test: il finestrino posteriore non scende completamente e l'aria per la seconda fila arriva soltanto dalle bocchette centrali, senza diffusori sui montanti.
Bagagliaio, frunk e capacità di traino
La capacità di carico rimane uno dei punti di forza della Model Y. Il vano posteriore offre circa 780 litri, con un ampio doppio fondo e un ulteriore spazio inferiore. Abbattendo elettricamente gli schienali in configurazione 40:20:40 si superano i 2.150 litri. La cappelliera è stata modificata e può essere ripiegata, anche se la sua gestione non è risultata particolarmente semplice.
All'anteriore è presente un frunk da 118 litri, apribile anche tramite l'applicazione. La Model Y RWD può inoltre montare un gancio di traino, con una massa rimorchiabile indicata fino a 1.600 kg, mentre le barre sul tetto possono sostenere circa 75 kg.
L'accesso avviene attraverso il telefono associato all'app Tesla e rilevato mediante Bluetooth Low Energy. Le maniglie restano passive e non si presentano automaticamente. Una volta a bordo, la funzione Autoshift può selezionare la direzione iniziale di marcia considerando il contesto circostante, la posizione di parcheggio e l'ultima manovra effettuata.
Su strada è composta, ma non priva di carattere
Sul percorso di montagna la trazione posteriore si è mostrata composta e progressiva. Le sospensioni passive, con molle a rapporto variabile, svolgono un lavoro efficace nonostante la massa e l'altezza maggiori rispetto a una berlina. Rispetto ai primi chilometri, dopo circa 900 km la gestione dell'aderenza è apparsa più naturale: secondo quanto osservato durante il test, i sistemi ABS e controllo di trazione si adattano gradualmente ai parametri rilevati dall'auto.
Sterzo e comandi restituiscono input puliti e prevedibili. La versione RWD non ha le ambizioni prestazionali delle configurazioni più potenti, ma il motore posteriore e la maggiore libertà concessa dalla ciclistica le conferiscono un carattere coinvolgente. È comunque un'impressione maturata in una prova su strada aperta al traffico e nel rispetto dei limiti, non una valutazione in circuito.
Sono migliorati anche gli indicatori di direzione automatici, che durante l'esperienza hanno riconosciuto con maggiore precisione cambi di corsia, uscite dalle rotatorie e variazioni nell'andamento della strada. I fari a matrice attiva impiegano invece lo stesso gruppo ottico già utilizzato sul restyling 2021 della Model 3: il sistema funziona in modo efficace, anche se l'attivazione dei singoli segmenti risulta poco percepibile dal conducente.
Il listino citato per la Model Y RWD parte da 44.009 euro. La configurazione provata, considerando le voci aggiuntive indicate, arriva a circa 45.500 euro. Rimane una cifra elevata in termini assoluti, ma il giudizio emerso dal test è positivo rispetto a dotazione, spazio, qualità dell'abitacolo e comportamento dinamico. Soprattutto, il restyling ha corretto due criticità della generazione precedente: rumorosità e comfort, anche per chi viaggia sui sedili posteriori.
Una domanda per voi
La batteria LFP e il maggiore comfort rendono la Model Y RWD la versione più equilibrata della gamma, anche rinunciando alla trazione integrale?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=wPns_I0hHY8

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer

