Skip to main content
Tesla Model Y in autostrada: consumi, Autopilot e ricarica estiva
Pubblicato il
Aggiornato il

Tesla Model Y in autostrada: consumi, Autopilot e ricarica estiva

5 min.

Un percorso di quasi 100 km, praticamente tutto in autostrada, ha permesso di verificare consumi e funzionamento dei sistemi di assistenza della nuova Tesla Model Y. Il test ha messo in evidenza un Navigate on Autopilot più rapido nei cambi di corsia rispetto alle precedenti esperienze con il sistema, ma anche un problema molto concreto per chi viaggia in estate: trovare una stazione Supercharger completamente occupata.

Consumi autostradali e gestione della batteria

Prima della partenza, la Model Y è stata collegata a una colonnina domestica con una potenza di 7 kW, recuperando 5,7 kWh. Una seconda sosta breve presso un Supercharger, effettuata più per esigenze di viaggio che per reale necessità energetica, è iniziata con la batteria al 73% e una potenza indicata di 73 kW. In circa cinque minuti l'incremento dichiarato è stato superiore a dieci punti percentuali.

La tratta principale prevedeva circa 99 km in autostrada e un solo chilometro sulla viabilità ordinaria. Alla partenza la batteria era all'87% e il navigatore stimava un arrivo al 56%. Per gran parte del percorso la velocità impostata è stata di 130 km/h, una condizione utile per valutare l'efficienza in uno scenario autostradale realistico.

All'uscita dall'autostrada, dopo 96,3 km, il computer di bordo riportava un consumo medio di 189,2 Wh/km. Il valore va letto nel contesto specifico del test, svolto a velocità autostradale e con il sistema di assistenza alla guida utilizzato per gran parte della tratta. Non rappresenta quindi una misura valida per ogni condizione, ma offre un riferimento concreto sul comportamento della vettura durante un trasferimento veloce.

Navigate on Autopilot tra cambi di corsia e Tesla Vision

Per circa 70-80 km è stato utilizzato il Navigate on Autopilot. Rispetto all'Autopilot ordinario, questa modalità può gestire anche le transizioni tra autostrade e le relative uscite. Per avviare un sorpasso resta necessario inserire l'indicatore di direzione: il sistema controlla la corsia adiacente e procede soltanto quando rileva condizioni compatibili con la manovra.

Durante la prova, la presenza ravvicinata di un veicolo sul lato posteriore ha impedito il cambio di corsia. Se trascorre troppo tempo dalla richiesta, indicativamente una ventina di secondi secondo quanto osservato, il comando deve essere confermato inserendo nuovamente la freccia. Il sistema ha inoltre rifiutato correttamente una manovra in corrispondenza della linea continua, eseguendola solo dopo il passaggio alla segnaletica tratteggiata.

La modalità selezionata era Mad Max, la più orientata a sfruttare gli spazi disponibili per cambiare corsia. Nonostante questa impostazione, il conducente mantiene un ruolo attivo: deve confermare le manovre, sorvegliare il traffico e restare pronto a intervenire. Nel corso del test non è stato necessario agire su acceleratore o freno durante una lunga parte del percorso, ma il sistema rimane un'assistenza di livello 2 e non rende autonoma la vettura.

Alla data indicata durante la prova, la velocità massima alla quale era possibile inserire l'Autopilot risultava pari a 140 km/h, contro i 150 km/h disponibili in precedenza. Il confronto con una Tesla Model 3 Performance del 2019 ha evidenziato un comportamento generale simile, ma con una differenza tecnica importante: la vecchia configurazione utilizzava anche il radar, mentre la nuova Model Y si affida alle telecamere e alla computer vision di Tesla Vision.

Una telecamera interna controlla inoltre l'attenzione del conducente. Le distrazioni legate allo smartphone generano avvisi particolarmente severi, mentre l'interazione con il display centrale viene tollerata in misura leggermente maggiore. Dopo cinque avvisi ignorati, l'Autopilot viene disabilitato.

Guida one pedal e risposta del freno

Nel breve confronto con un precedente proprietario di Model Y, la guida one pedal è risultata uno degli elementi più apprezzati. La rigenerazione consente di rallentare senza cercare continuamente il pedale del freno e, dopo alcuni mesi trascorsi su altre vetture, la differenza è stata percepita come marcata.

Più controversa la risposta del freno tradizionale. Durante il primo contatto il pedale è stato descritto inizialmente come spugnoso, ma nelle frenate più decise è emersa soprattutto una risposta dura, che richiede una pressione energica. Non è stata rilevata una carenza di capacità frenante: l'impressione è piuttosto quella di una taratura diversa. Nel corso del confronto il sistema è stato indicato come brake-by-wire e associato a pinze flottanti.

Supercharger pieni: il limite pratico dei viaggi estivi

Il rientro è stato condizionato dal traffico autostradale. Il navigatore ha deviato il percorso sulla viabilità di campagna, portando la stima di arrivo circa 40 minuti oltre l'orario inizialmente previsto, ma mantenendo una previsione del 18% di batteria a destinazione.

All'arrivo, tutti gli stalli Supercharger V3 risultavano occupati e l'unica alternativa era un V2. Questo ha impedito di eseguire una prova attendibile della potenza massima di ricarica della Model Y. I V2 sono accreditati di un massimo di 150 kW, difficilmente raggiungibile nelle condizioni estive osservate, mentre i V3 possono arrivare a 250 kW. Per la vettura era indicata una potenza accettata di circa 185 kW, dato che non è stato possibile verificare sul campo.

L'episodio mostra come la velocità nominale della colonnina sia soltanto una parte dell'esperienza di viaggio. Temperature elevate, condivisione dell'infrastruttura e occupazione degli stalli possono contare più del picco teorico. Nei periodi di maggiore affluenza, la disponibilità reale dei punti di ricarica diventa quindi un elemento decisivo per tempi e prevedibilità del trasferimento.

Una domanda per voi

Nei viaggi estivi, quanto pesa la disponibilità reale degli stalli rispetto alla potenza massima delle colonnine?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=L1-kTlSDP_I

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!