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Tesla Model Y e Model 3 a confronto: spazio e pompa di calore fanno la differenza
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Tesla Model Y e Model 3 a confronto: spazio e pompa di calore fanno la differenza

4 min.

Con l’avvio delle prime consegne negli Stati Uniti, nel marzo 2020 la Tesla Model Y ha iniziato a mostrare più chiaramente le differenze rispetto alla Model 3. La parentela stilistica e tecnica è evidente, ma il nuovo modello introduce una carrozzeria più versatile, la possibilità di avere sette posti e alcune soluzioni assenti sulla berlina, tra cui la pompa di calore. Proprio quest’ultima rappresenta una delle novità tecniche più interessanti per l’efficienza durante la stagione fredda.

Long Range e Performance: autonomia e prestazioni

Al momento delle prime consegne americane, la Model Y poteva essere preordinata anche in Italia. Il prezzo indicato partiva da 63.000 euro per la Long Range e da 71.000 euro per la Performance. Entrambe le versioni erano dotate di due motori e della stessa batteria, distinguendosi soprattutto per prestazioni, autonomia e configurazione dell’assetto.

Per la Long Range venivano dichiarati 505 chilometri di autonomia, una velocità massima di 217 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,1 secondi. La Performance scendeva a 480 chilometri di autonomia stimata, ma raggiungeva i 241 km/h e completava lo 0-100 km/h in 3,7 secondi.

Come sulla Model 3 Performance, la configurazione più sportiva comprendeva cerchi maggiorati, freni ad alte prestazioni, sospensioni ribassate, pedaliera in alluminio e modalità Track. Sulla Model Y i cerchi arrivavano a 21 pollici, contro i 20 pollici della Model 3 Performance. Cambiava anche la distribuzione delle dimensioni: la Model 3 utilizzava ruote uguali sui due assi, mentre sulla Model Y quelle posteriori risultavano più grandi.

Più spazio e un bagagliaio maggiormente accessibile

La differenza pratica più evidente riguarda la versatilità. La Model Y poteva essere scelta in configurazione a cinque oppure sette posti, ampliando il pubblico potenziale rispetto alla Model 3. Il portellone posteriore era elettroattuato e poteva essere aperto o chiuso tramite pulsante e sistema di controllo dell’auto. Anche la bocca di carico risultava sensibilmente più ampia rispetto a quella della berlina.

Nel vano bagagli erano inoltre presenti due leve per ribaltare automaticamente i sedili posteriori, una soluzione non inedita nel settore ma utile nell’impiego quotidiano. Mancava invece una cappelliera o una rete mobile per nascondere il contenuto del baule: una scelta che lasciava scoperto il carico e apriva spazio a una possibile soluzione accessoria.

Gli interni conservavano un’impostazione molto vicina a quella della Model 3, con alcune modifiche puntuali. Nella console posteriore comparivano due prese USB-C, mentre quella anteriore integrava la ricarica wireless per gli smartphone. Anche l’impianto audio adottava una disposizione differente: alcuni diffusori posteriori, collocati sulla cappelliera della Model 3, venivano spostati nel portellone della Model Y proprio per l’assenza di quella copertura.

Dettagli estetici e apertura di emergenza delle portiere

Sul piano estetico, la Model Y manteneva una forte somiglianza con la Model 3, pur presentando vetri oscurati e l’assenza delle finiture cromate. Erano inoltre previsti punti di aggancio sia davanti sia dietro, mentre sulla Model 3 l’aggancio era disponibile soltanto anteriormente.

Un’altra modifica riguardava lo sgancio di sicurezza delle portiere. Sulla Model 3 l’apertura ordinaria è elettronica e le porte anteriori dispongono di una maniglia di emergenza, mentre quelle posteriori erano state criticate per l’assenza di uno sgancio rapido altrettanto accessibile. Sulla Model Y veniva invece previsto un laccio di sicurezza per ciascuna portiera, collocato nel relativo vano portaoggetti.

La pompa di calore punta a ridurre i consumi in inverno

La novità tecnica di maggiore rilievo era l’introduzione della pompa di calore nel sistema di climatizzazione. In inverno un’auto elettrica deve impiegare energia sia per riscaldare l’abitacolo sia per portare la batteria nelle condizioni termiche necessarie a offrire prestazioni regolari. Questo fabbisogno aggiuntivo può incidere sull’autonomia disponibile durante i mesi più freddi.

Sulla Model Y la pompa di calore interveniva a supporto della gestione termica della batteria e dell’abitacolo, con l’obiettivo di utilizzare meno energia rispetto a un sistema basato soltanto sul riscaldamento tradizionale. Il vantaggio atteso era quindi una maggiore efficienza complessiva, particolarmente importante per un modello più alto e spazioso della Model 3.

La Model Y nasceva così come un’evoluzione orientata alla praticità più che come una semplice variante rialzata della Model 3. La configurazione a sette posti, il portellone elettrico, il vano di carico più accessibile e la gestione termica aggiornata rispondevano alle esigenze di chi cercava maggiore versatilità senza abbandonare l’impostazione essenziale degli interni Tesla. Restavano alcuni compromessi, come l’assenza di una copertura del bagagliaio, ma il progetto puntava chiaramente a intercettare la domanda europea di SUV.

Una domanda per voi

La pompa di calore e la maggiore versatilità possono rendere la Tesla Model Y più adatta della Model 3 all’uso familiare?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=YgsFZ_2CmJc

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!