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Tesla Model Y americana, il recupero in Austria si ferma alla ricarica
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Tesla Model Y americana, il recupero in Austria si ferma alla ricarica

4 min.

Recuperare in Austria una Tesla Model Y di provenienza statunitense e riportarla in Italia sembrava soprattutto una questione logistica. L’operazione, organizzata nel settembre 2020 perché l’auto necessitava di una riparazione, ha invece fatto emergere un problema ben più concreto: l’impossibilità di ricaricare attraverso l’adattatore CHAdeMO, nonostante diversi tentativi.

Il viaggio di andata è stato affrontato con una Tesla Model 3, prevedendo che al ritorno le due auto venissero guidate separatamente. La pianificazione delle soste e l’individuazione delle infrastrutture compatibili erano quindi elementi essenziali, soprattutto considerando le caratteristiche della Model Y americana.

Dall’Italia all’Austria con la Tesla Model 3

La prima tappa programmata prevedeva 402 chilometri e circa quattro ore e venti minuti di viaggio fino a Villach. Durante il trasferimento è stata effettuata una sosta di ricarica a Mogliano Veneto, riportando la batteria della Model 3 al 100%. Code, incidenti e lavori stradali hanno rallentato il percorso, ma l’arrivo al Supercharger vicino all’hotel è avvenuto con il 17% di carica residua.

La mattina successiva il calo della temperatura, arrivata intorno ai 10 gradi, ha richiesto anche un controllo degli pneumatici della Model 3. La pressione era scesa rispetto ai valori precedenti ed è stata ripristinata prima di ripartire. È un aspetto tutt’altro che secondario su un’auto elettrica, perché pneumatici troppo sgonfi possono aumentare l’energia necessaria per avanzare.

Un’altra sosta presso un Supercharger a Kapfenberg ha consentito di portare la batteria al 90%. La stazione disponeva anche di una lounge dedicata agli utenti, accessibile tramite un codice visualizzato sullo schermo dell’auto e dotata di servizi per attendere durante la ricarica.

Una Model Y americana senza servizi connessi

La Tesla Model Y da recuperare era un esemplare americano lasciato in Austria. Proprio la provenienza dell’auto comportava un limite importante: la connessione non era disponibile e, di conseguenza, non era possibile utilizzare l’applicazione o aprire la vettura da remoto. Per consentire il ritiro, la chiave era stata quindi nascosta vicino all’auto.

Nel primo contatto dal vivo, la Model Y ha trasmesso soprattutto una sensazione di maggiore imponenza rispetto alla Model 3. L’impressione emersa è quella di un’auto nettamente più grande, con un accesso particolarmente ampio. Si tratta però di osservazioni iniziali, maturate durante un recupero e non nel contesto di una prova completa.

A bordo era presente anche un adattatore CHAdeMO, considerato indispensabile per affrontare il viaggio di ritorno. La necessità di affidarsi a questo accessorio ha reso la compatibilità con le infrastrutture locali un punto centrale dell’intera operazione.

L’adattatore CHAdeMO non avvia la ricarica

Già a Villach era stata individuata una stazione dotata di prese CHAdeMO, CCS Combo 2 e Type 2. Non disponendo di una tessera locale, l’accesso diretto risultava complicato anche perché l’applicazione dell’operatore era interamente in tedesco. Come alternativa era stata configurata PlugSurfing, piattaforma capace di fare da intermediario con più reti di ricarica e di gestire il pagamento tramite PayPal.

La soluzione individuata sulla carta, però, non ha funzionato con la Model Y. Il tentativo di ricarica tramite CHAdeMO è fallito e lo stesso problema si è ripetuto presso una seconda stazione. Dopo circa 20 chilometri percorsi alla ricerca di un punto funzionante, la batteria era scesa al 23%.

A quel punto la criticità non riguardava più soltanto la comodità del viaggio, ma la concreta possibilità di proseguire. È stato contattato il servizio di assistenza disponibile in tedesco, chiedendo il supporto di un operatore in grado di comunicare in inglese. Il materiale disponibile non chiarisce la causa tecnica del mancato avvio né come sia stata successivamente risolta la situazione.

Il nodo della compatibilità per le elettriche importate

L’esperienza evidenzia quanto la ricarica di un’auto elettrica dipenda non soltanto dalla presenza fisica di una colonnina. Contano anche la compatibilità tra veicolo, adattatore e connettore, il sistema di attivazione della stazione, i metodi di pagamento e la possibilità di ricevere assistenza in una lingua comprensibile.

Nel caso di questa Tesla Model Y, l’assenza dei servizi connessi e il mancato funzionamento della ricarica CHAdeMO hanno trasformato un trasferimento pianificato in una situazione incerta. È un limite particolarmente rilevante per un veicolo proveniente da un altro mercato: anche quando l’adattatore necessario è disponibile, la ricarica effettiva non può essere considerata garantita senza una verifica sul campo.

Una domanda per voi

Quanto può incidere la compatibilità con reti e connettori locali sull’utilizzo di un’auto elettrica importata da un altro mercato?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=bvAVluwCsHs

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!