Tesla Model Y alla prova: molto spazio, ma restano compromessi importanti
Tesla Model Y mette sul piatto una combinazione convincente di spazio, prestazioni, software e accesso alla rete Supercharger, ma alcune scelte progettuali continuano a creare compromessi nell'uso quotidiano. La prova della RWD 2023, affiancata dalle considerazioni sulle versioni Long Range e Performance, evidenzia un prodotto migliorato nella qualità costruttiva, ma ancora penalizzato dall'assenza di alcuni equipaggiamenti ormai attesi su un'auto di questa fascia.
Spazio e qualità sono i punti di forza
Il design non osa particolarmente e conserva una forte somiglianza con Tesla Model 3. Può quindi risultare facilmente accettabile su mercati diversi, ma trasmette anche una sensazione di limitata evoluzione stilistica. Le dimensioni sono apparse equilibrate per un SUV, mentre il raggio di sterzata si è mostrato poco adatto alle strade e agli spazi di manovra italiani.
È soprattutto la capacità di carico a distinguere Model Y. Il bagagliaio posteriore è molto ampio, dispone di un ulteriore vano sotto il piano ed è affiancato dal vano anteriore. Anche l'abitacolo sfrutta bene la piattaforma esclusivamente elettrica: i passeggeri posteriori hanno molto spazio per gambe, piedi e testa, grazie anche alla posizione rialzata dei sedili e al tetto in vetro.
Durante il test, la qualità interna è risultata nettamente superiore rispetto a quella riscontrata su una Model Y del 2020 importata dagli Stati Uniti. Nell'abitacolo si alternano materiali morbidi, legno, metallo, rivestimenti in tessuto e vani floccati, utili anche per evitare rumori causati dagli oggetti riposti nelle portiere. I sedili elettrici offrono supporto lombare e fianchetti contenitivi; il sistema permette inoltre di memorizzare i profili di guida per un massimo di undici conducenti.
Non mancano però le criticità. Sui sedili bianchi può restare il trasferimento di colore dei jeans, mentre l'assenza della ventilazione si fa sentire in estate. I rivestimenti non sono traforati e il tetto in vetro contribuisce a riscaldare la parte superiore dell'abitacolo: il riscaldamento dei sedili è disponibile, il raffrescamento no.
Software evoluto, ergonomia non sempre immediata
L'infotainment è uno degli elementi più convincenti della Model Y. Nel corso della prova si è mostrato rapido, completo e accompagnato da aggiornamenti over the air frequenti, indicati anche nell'ordine di due al mese. La stessa impostazione, tuttavia, può diventare impegnativa per chi ha poca familiarità con la tecnologia: le funzioni sono distribuite in numerosi menu e l'interfaccia può cambiare con gli aggiornamenti.
La ricerca del minimalismo elimina quasi tutti i comandi fisici, talvolta senza un reale vantaggio pratico. Anche per aprire il cassetto portaoggetti bisogna utilizzare il display, mentre una semplice maniglia sarebbe stata più immediata. La possibilità di personalizzare l'auto è inoltre ridotta, sia per i colori sia per gli allestimenti, soprattutto rispetto a quanto proposto da marchi come BMW e Audi.
L'applicazione Tesla compensa in parte questi limiti con un controllo remoto particolarmente esteso. Permette di gestire la climatizzazione, programmare gli aggiornamenti, aprire i vani di carico, interrompere la ricarica, controllare la pressione degli pneumatici e avviare l'auto. Consente inoltre di accedere alle telecamere esterne e di comandare clacson, fari e finestrini.
Guida, batteria e ricarica
La dinamica di guida ha restituito buone impressioni, in particolare sulle versioni a trazione integrale. La RWD privilegia invece un assetto più morbido e orientato al comfort. Il motore posteriore potrebbe offrire una guida più coinvolgente, ma il controllo di trazione non è disattivabile e limita questo aspetto.
Per la RWD vengono indicati una batteria da 60 kWh, con 57,5 kWh utilizzabili, e uno scatto da 0 a 100 km/h nell'ordine dei sette secondi. La spinta è stata giudicata particolarmente valida anche tra 90 e 150 km/h. Long Range e Performance risultano più rapide, rispettivamente nell'ordine dei quattro e dei tre secondi nello 0-100 km/h.
La batteria LFP della RWD soffre maggiormente le basse temperature, ma il preriscaldamento permette di raggiungere una potenza di ricarica indicata in 170 kW. In corrente alternata il limite è invece di 11 kW: la possibilità di regolare l'amperaggio dall'app o dal display è utile, anche se un caricatore da 22 kW avrebbe offerto maggiore flessibilità. A questo si aggiunge la rete Supercharger, valutata durante l'esperienza come affidabile e centrale nella proposta Tesla.
Parcheggi, visibilità e assistenza alla guida
Uno dei limiti principali riguarda le manovre. Model Y dispone di nove telecamere, una delle quali interna, ma non offre una visuale a 360 gradi. Sull'esemplare provato mancavano anche i sensori fisici di parcheggio. Tesla aveva annunciato una soluzione software basata sulle telecamere, ma al momento del test non era ancora disponibile.
La visibilità attraverso il lunotto e lo specchietto retrovisore è risultata ridotta. In retromarcia il display mostra però un'immagine ampia e definita della telecamera posteriore, mentre gli specchietti laterali si inclinano automaticamente verso il basso per aiutare a proteggere i cerchi durante le manovre.
Gli ADAS sono presenti su tutte le versioni considerate, ma l'Autopilot di livello 2 opera fino a 140 km/h e si affida alla Tesla Vision, quindi alle telecamere, senza radar. Durante la prova questa scelta è stata indicata come un possibile limite con nebbia e maltempo. Anche tergicristalli e abbaglianti automatici, obbligatori quando si utilizza la guida assistita, sono apparsi migliorabili.
Il quadro finale resta quindi articolato. Model Y convince per abitabilità, capacità di carico, applicazione, infotainment e prestazioni, con una qualità costruttiva cresciuta rispetto agli esemplari precedenti. Al tempo stesso, sensori assenti, scarsa visibilità posteriore, sedili non ventilati e dipendenza dal display mostrano quanto il minimalismo Tesla possa trasformarsi da elemento distintivo a limite pratico.
Una domanda per voi
Il software può compensare davvero l'assenza di sensori fisici e comandi tradizionali nell'uso quotidiano di Tesla Model Y?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=G6eywTJR70U

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