Tesla Model Y a sette posti, la prova da 1.000 km a pieno carico
Una Tesla Model Y Long Range a sette posti del 2024, precedente al restyling Juniper, è stata sottoposta alla prova autostradale da 1.000 km con un carico pensato per simulare un viaggio di famiglia. Il risultato mette in evidenza due aspetti distinti: consumi rimasti contenuti nonostante il peso aggiuntivo e una curva di ricarica che, pur partendo con potenze elevate, cala rapidamente.
Un carico distribuito per simulare sette occupanti
La configurazione è stata studiata per rappresentare circa 500 kg complessivi, equivalenti al peso di sette persone da 71,4 kg ciascuna. Per raggiungere questo obiettivo sono stati utilizzati anche 13 sacchi di cemento da 25 kg, per un totale di 325 kg di zavorra, ai quali si sono aggiunti gli occupanti e circa 20 kg di attrezzatura. Nel riepilogo finale sono stati inoltre considerati 50 kg di bagagli.
La zavorra non è stata concentrata nel bagagliaio. I sacchi sono stati collocati nella parte anteriore, al centro e nella zona posteriore dell'abitacolo, così da riprodurre in modo più realistico la distribuzione del peso di sette passeggeri. Nel test è stato ricordato anche un limite di 80 kg per il vano posteriore, bagagli compresi: concentrare tutto il carico dietro avrebbe modificato eccessivamente la dinamica dell'auto, oltre a introdurre un problema di sicurezza.
Il peso aggiuntivo ha comunque alterato leggermente l'assetto, con la parte posteriore più bassa rispetto all'anteriore. Durante la prova la Model Y ha mantenuto un comportamento complessivamente stabile, anche se il retrotreno è stato percepito come rigido, caratteristica già evidente su questa versione precedente al restyling.
Consumi contenuti anche a velocità autostradale
La prova è stata condotta prevalentemente a 130 km/h, con alcuni tratti a 135 km/h e punte di 140 km/h durante i sorpassi. Il percorso e le stazioni Free To X sono gli stessi utilizzati nelle altre challenge, una scelta che consente di confrontare i risultati mantenendo condizioni operative il più possibile ripetibili.
Nella prima parte del viaggio, affrontata con temperature basse e alcuni banchi di nebbia, il consumo si è attestato intorno a 249-250 Wh/km. La nebbia ha richiesto rallentamenti e successive accelerazioni, incidendo sul dato. In una tratta successiva sono stati registrati 242 Wh/km, mentre con l'aumento della temperatura i valori sono scesi prima a 232 Wh/km e poi a 226 Wh/km. Su un'altra frazione di 224 km il computer di bordo ha indicato 222 Wh/km.
Il riepilogo conclusivo ha riportato un consumo medio di 233 Wh/km e 260 kWh complessivi utilizzati, con una durata indicata di 10 ore e 57 minuti. Considerando la velocità autostradale e il carico simulato, l'efficienza è stata l'elemento più convincente della prova. L'esperienza mostra anche quanto la temperatura possa incidere: tra la fase più fredda e quella più mite è emersa una differenza nell'ordine di 25 Wh/km.
La ricarica parte forte, ma perde presto potenza
Il preriscaldamento della batteria ha funzionato quando la colonnina è stata impostata come destinazione nel navigatore Tesla. Il sistema non può essere attivato manualmente: è la vettura ad avviarlo automaticamente quando riconosce il punto di arrivo come stazione di ricarica. Con la batteria preriscaldata e uno stato di carica del 6%, la potenza ha superato subito i 200 kW, raggiungendo circa 230 kW.
La criticità è emersa nella parte successiva della curva. Intorno al 50% la potenza era già scesa sotto i 90 kW in una sessione, mentre in un'altra sono stati rilevati 125 kW al 40%. Il passaggio dal 6% al 46% ha richiesto 12 minuti, ma al 48% la potenza si trovava ormai attorno ai 100 kW: per questo è stato ritenuto più conveniente ripartire invece di proseguire verso livelli di carica elevati.
Una sosta effettuata senza preriscaldamento, perché la stazione non era riconosciuta dal navigatore, è iniziata più lentamente. Al 73% la potenza era scesa a 66 kW. Durante la sosta più lunga, invece, la batteria è passata dal 7% al 95% in circa un'ora, terminando a 27 kW. In quel caso la curva è stata giudicata anomala e non è stata esclusa una riduzione della potenza dovuta alla presenza di un'altra auto collegata.
La Model Y ha quindi mostrato una buona capacità di accettare subito potenze elevate quando la batteria è preparata correttamente, ma anche una discesa piuttosto marcata con l'aumentare dello stato di carica. Per ridurre i tempi di viaggio conviene privilegiare soste brevi e ripartire quando la potenza cala, anziché cercare di raggiungere il 90 o il 100%.
Free To X e Supercharger: efficienza contro ripetibilità
La maggior parte delle ricariche è stata effettuata presso le stazioni Free To X in autostrada. I Supercharger Tesla sono stati utilizzati soltanto al termine, perché uscire dall'autostrada avrebbe aggiunto circa 10 minuti nella zona di Brescia e avrebbe modificato il percorso standard della prova. Mantenere le stesse colonnine e la stessa tratta permette infatti di confrontare questa Model Y con le altre auto sottoposte alla challenge.
Nel test la velocità osservata ai Supercharger è stata considerata sostanzialmente simile a quella ottenuta sulle Free To X, mentre il costo è stato indicato come sensibilmente inferiore. Per chi viaggia davvero, dunque, la rete Tesla può risultare più conveniente; ai fini della prova comparativa, però, la priorità è stata assegnata alla ripetibilità del metodo.
Il bilancio della Model Y a sette posti è quindi positivo sul fronte dei consumi, soprattutto considerando carico, velocità e condizioni iniziali. Meno convincente è la gestione della ricarica oltre le percentuali intermedie: le partenze sopra i 200 kW sono promettenti, ma il calo successivo rende fondamentale pianificare soste frequenti e relativamente brevi.
Una domanda per voi
In un lungo viaggio elettrico conta di più contenere i consumi o mantenere una potenza di ricarica elevata anche oltre il 50%?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=9zJtrWyz63M

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