Tesla Model X Plaid alla prova tra 1.020 CV e limiti di piattaforma
La Tesla Model X Plaid porta su un'auto a sei posti un sistema a tre motori da 1.020 CV dichiarati e un'accelerazione da 0 a 100 km/h indicata in circa 2,5 secondi. Numeri estremi, che durante la prova si sono tradotti soprattutto in una ripresa impressionante e nella capacità di raggiungere velocità molto elevate in pochissimo spazio. Ma il test ha evidenziato anche una domanda più concreta: quanta utilità aggiunge la Plaid rispetto alla già rapidissima Dual Motor?
Falcon Wings più evolute, ma non ancora infallibili
La revisione Palladium ha eliminato le cromature esterne, sostituite da finiture nere lucide, e ha aggiornato diversi particolari. Restano centrali le Falcon Wings posteriori, porte a doppia cerniera capaci di modificare il movimento in funzione dello spazio disponibile. Il sistema utilizza tre sensori per ciascuna porta, disposti secondo uno schema triangolare, affiancati nelle versioni più recenti dalla gestione basata su Tesla Vision.
L'obiettivo è ricostruire virtualmente l'ambiente circostante, simulare l'apertura e scegliere angolazione e movimento più adatti. Nell'esperienza sul campo il funzionamento è apparso nettamente migliorato rispetto alle prime generazioni, quando sporco e letture imprecise potevano impedire l'apertura anche in assenza di ostacoli reali. La prova in uno spazio ristretto ha però mostrato un limite: la porta può essere forzata verso l'alto per agevolare il passaggio, ma il sistema non comprende sempre quanto e come dovrebbe aprirsi.
Nonostante questa incertezza, l'accesso è risultato più agevole di quello offerto da una portiera tradizionale. La soluzione può essere particolarmente pratica per sistemare un bambino sul seggiolino, perché lascia libera la zona laterale e superiore. Rimane comunque un vantaggio accessorio, non sufficiente da solo a giustificare l'acquisto. Il vano anteriore da 188 litri aggiunge invece una capacità di carico significativa.
Batteria da 95 kWh e architettura ancora a 400 volt
Sotto la carrozzeria rimane una base tecnica condivisa con Model S e sviluppata nel corso di molti anni. Il pacco batteria offre 95 kWh utilizzabili, a fronte di circa 100,1 kWh lordi, e impiega celle 18650 con chimica nichel-cobalto-alluminio. È una soluzione che ha dimostrato una buona affidabilità nel tempo, ma che nella valutazione emersa dalla prova comincia a mostrare l'età del progetto.
Il limite più evidente è l'architettura a 400 volt. La potenza di ricarica può raggiungere un picco di 250 kW e il passaggio dal 10 all'80% viene indicato in mezz'ora. La gestione termica è apparsa molto curata e punta a evitare riduzioni inattese della potenza dovute alla temperatura. Rimane però la sensazione che un'auto di questa fascia avrebbe beneficiato di una revisione più profonda di cablaggi, inverter e motori.
La gamma descritta durante il test comprende la Dual Motor, denominata Long Range, e la Plaid a tre motori. Quest'ultima mantiene un'unità anteriore derivata dal motore posteriore di Model 3 e aggiunge due motori posteriori montati esternamente, con rotori avvolti in un composto a fibre di carbonio per resistere alle sollecitazioni generate alle alte velocità di rotazione.
Su strada la trazione integrale gestisce la potenza senza rendere evidente la preferenza del sistema per l'asse anteriore nelle condizioni più efficienti. Quando si accelera, i due inverter posteriori producono inoltre un fischio chiaramente percepibile. Il dato più impressionante non è soltanto lo 0-100 km/h, ma la spinta che prosegue alle velocità superiori. Proprio questa facilità nel raggiungere andature estreme impone un utilizzo particolarmente responsabile.
Sei posti veri e interni molto più curati
La Model X Plaid è proposta esclusivamente con configurazione a sei posti, disposti su tre file secondo uno schema 2-2-2. I due sedili della seconda fila riprendono quelli anteriori, ma senza ventilazione: sono riscaldabili, come quelli della terza fila, su tre livelli. Anche una persona alta 1,92 metri riesce a trovare spazio nell'ultima fila per un tragitto di circa 100 km, se chi siede davanti concede qualche centimetro alle gambe.
La climatizzazione raggiunge anche i posti più arretrati, dove sono presenti bocchette, porte USB-C e portabicchieri. Il display posteriore permette di gestire temperatura e contenuti multimediali, ma la sua posizione molto bassa non è ideale. Davanti, il grande schermo centrale può essere inclinato elettricamente verso conducente o passeggero, anche se nel test è stato giudicato meno pratico del precedente orientamento verticale.
Il quadro strumenti offre una qualità grafica elevata e una visualizzazione completa dell'ambiente ricostruito da Tesla Vision, ma dispone di meno possibilità di personalizzazione rispetto alle precedenti Model S e Model X. Lo Yoke, optional da 1.000 euro, non utilizza lo steer-by-wire del Cybertruck: conserva quindi un rapporto di sterzo tradizionale. Dopo quattro o cinque giorni di utilizzo è comunque risultato più pratico del previsto, soprattutto sulle strade extraurbane e con una posizione di guida rilassata.
Materiali morbidi, finiture in fibra di carbonio e comandi aptici restituiscono una qualità sensibilmente superiore a quella delle prime Model X. L'impianto audio da 22 altoparlanti e circa 960 watt è uno dei punti forti, anche grazie alla modalità immersiva che distribuisce le voci nell'abitacolo. A volumi molto elevati, oltre il nono livello su undici, è però emerso qualche scricchiolio.
La Dual Motor resta la scelta più razionale
Tra le curve la Model X Plaid si è mostrata efficace, aiutata dai cerchi da 22 pollici e dagli pneumatici Continental, ma la potenza disponibile riesce a metterli rapidamente sotto pressione. Anche l'insonorizzazione è buona fino a circa 110-115 km/h, pur lasciando percepire qualche fruscio nella zona dei montanti e delle guarnizioni delle Falcon Wings.
La configurazione provata, dotata anche di Autopilot avanzato da 7.500 euro, arriva a circa 140.000-141.000 euro, esclusa la messa su strada. La Dual Motor viene indicata intorno ai 100.000 euro, utilizza lo stesso pacco batteria e accelera da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi. È già una prestazione molto elevata per massa e tipologia del veicolo, oltre a offrire configurazioni a cinque, sei oppure sette posti.
La Plaid resta quindi una dimostrazione tecnica capace di unire sei posti, accessibilità e prestazioni fuori scala. Nell'uso reale, però, la versione Dual Motor appare più equilibrata: conserva spazio, tecnologia e rapidità, riducendo il peso economico di una potenza che sulle strade ordinarie è difficile sfruttare. La Model X convince per originalità e versatilità, ma la sua piattaforma longeva e la ricarica a 400 volt rendono auspicabile un aggiornamento tecnico più sostanziale.
Una domanda per voi
Su un'auto a sei posti, le prestazioni estreme della Plaid giustificano la differenza rispetto alla già rapidissima Model X Dual Motor?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=1qp8YVnFJ3g

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